In fuga dalla guerra

Profughi ucraini, Viminale: quasi 72mila già arrivati in Italia, 1.100 in più di ieri

Milano, Roma, Napoli e Bologna le destinazioni principali di chi fugge dalla guerra in Ucraina. Risorse stanziate da Ue, governo italiano e volontariato: come funziona l'accoglienza in Italia

Profughi ucraini, Viminale: quasi 72mila già arrivati in Italia, 1.100 in più di ieri
LOUISA GOULIAMAKI/AFP via Getty Images
Profughi in fuga dall'Ucraina

Sono 71.940 le persone di cittadinanza ucraina giunte finora in Italia: 37.082 donne, 6.661 uomini e 28.197 minori. Così il Viminale in un tweet. Rispetto a ieri, l'incremento è di 1.156 ingressi nel territorio nazionale. Le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna. 

Ma come sta funzionando l'accoglienza? Il Governo ha già approvato due decreti per gestire l'arrivo dei profughi ucraini, anche se il grosso dell'accoglienza in questa fase è assorbito dalla rete di parenti e amici ucraini già residenti in Italia (più di 230mila) e dalle famiglie italiane che danno ospitalità nelle proprie case. Per l'attivazione delle misure disposte dal governo, infatti, ci vorrà tempo, durante il quale l'organizzazione passa attraverso la Protezione civile e soprattutto le associazioni del Terzo settore. A incentivare le iniziative istituzionali per l'accoglienza è stata la direttiva Ue approvata il 3 marzo che riconosce la protezione temporanea agli sfollati e stanzia 10 miliardi per i Paesi ospitanti.

Palazzo Chigi, però, aveva già predisposto il 25 febbraio, all'indomani dell'invasione russa, il primo decreto da 54 milioni di euro che dispone l'attivazione di 5 mila nuovi posti nei Circuiti di assistenza straordinaria (Cas) gestiti dalle prefetture, e 3 mila posti nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), in capo agli enti locali. Il problema non riguarda tanto i Cas, che offrono solo vitto e alloggio, quanto il Sai, per i cui servizi (corsi di lingua, assistenza legale, inserimento lavorativo e abitativo) sono necessari tempi burocratici più lunghi. Il Viminale ha aperto il bando il 17 marzo e i Comuni interessati potranno presentare domanda entro il 19 aprile

Ecco perché nell'immediato si sta rivelando più efficace l'accoglienza diretta della rete ucraina sul territorio (in prevalenza le grandi città), e quella volontaria delle famiglie italiane che possono contattare associazioni già attive da tempo (per esempio "Refugees welcome") o aderire all'Albo delle famiglie accoglienti aperto in alcuni Comuni come Roma, che già raccolto oltre 400 offerte di disponibilità. Proprio per favorire il sistema di "accoglienza diffusa" è stato varato il 18 marzo il secondo decreto da 355 milioni di euro che sostiene l'impegno di "Comuni, enti del Terzo settore, centri di servizio per il volontariato e enti religiosi" ad ospitare fino a 15 mila persone. 


Il governo prevede entro il 31 ottobre l'accoglienza complessiva di oltre 80 mila ucraini che "vogliamo aiutare - ha spiegato il premier, Mario Draghi - non solo ad avere una casa ma anche a trovare un lavoro e a integrarsi nella nostra società". La Protezione civile e i ministeri dell'Interno e del Lavoro hanno aperto un tavolo di confronto con il Terzo settore per definire il piano d'azione. Secondo le prime stime, il costo giornaliero di ogni rifugiato potrebbe ammontare a circa 35 euro, compreso il rimborso a famiglie o strutture ospitanti. 

Centro di prima accoglienza per i profughi in arrivo dall’Ucraina presso la Stazione Centrale a Milano Lapresse
Centro di prima accoglienza per i profughi in arrivo dall’Ucraina presso la Stazione Centrale a Milano