L'arma del rublo

Putin chiede il pagamento del gas in valuta russa dal 31 marzo. L'Eni risponde di no

Nuovo ultimatum lanciato dal presidente russo sul pagamento del gas naturale in rubli per i cosiddetti "Paesi ostili", quindi Italia compresa. Le Borse gli danno ragione

Putin chiede il pagamento del gas in valuta russa dal 31 marzo. L'Eni risponde di no
AFP via Getty Images
Rublo

C'è la guerra combattuta sul campo, con le armi. C'è la guerra combattuta sui mercati, con le valute. L'una influenza l'altra. 

Se da una parte la Russia perde terreno sul campo, come sta succedendo col la parziale retromarcia dei cingolati di Mosca dalla capitale Kiev, dall'altra avanza sui mercati finanziari. Il linguaggio della guerra, quello degli ultimatum, arriva sul fronte economico

Il gas russo dovrà essere pagato in rubli. Putin lo aveva annunciato e lo ribadisce adesso, col sigillo di una data certa, quella del 31 marzo. Mancano appena tre giorni. Da aprile il gas russo sarà venduto solo a fronte di un pagamento in valuta russa e non in euro o dollari come avvenuto finora. 

Putin vuole sostenere la sua valuta, non lasciare che si deprezzi tirando giù l'intera economia del paese, ma dare ai mercati la sensazione che il rublo sia richiesto (per assolvere ai pagamenti) e quindi, nella più classica delle logiche monetarie, aumentarne il valore. 

gas bombole Mauro Scrobogna /LaPresse
gas bombole

Veniamo ai fatti. ll presidente russo Vladimir Putin ha ordinato al governo, alla Banca Centrale e a Gazprom di attuare entro il 31 marzo le disposizioni che prevedono l'uso del rublo per i pagamenti delle forniture di gas ai "Paesi ostili". 

Le parole ufficiali del servizio stampa del Cremlino non lasciano dubbi su chi sono i cosiddetti paesi ostili: “Il governo della Federazione Russa , insieme alla Banca di Russia e alla società per azioni Gazprom, dovrebbe attuare una serie di misure per modificare la valuta di pagamento delle forniture di gas naturale ai Paesi dell'Unione Europea e ad altri Paesi che hanno introdotto misure restrittive nei confronti dei cittadini della Federazione Russa e delle persone giuridiche russe, al rublo russo”. Dopo la notizia, il rublo ha recuperato valore alla Borsa di Mosca. "Elementare Watson".

Putin (Getty Images)
Putin

Giorni fa Putin aveva rassicurato sul fronte delle forniture, dicendo che la Russia continuerà a esportare gas "in base ai volumi e secondo i principi di tariffazione conclusi nei contratti". 

Veniamo dunque all'Italia. Saremo costretti a pagare in rubli? La replica immediata dell'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi sgombra il campo da possibili dubbi: "L'Eni non pagherà il gas russo in rubli". Lo ha detto in un panel a Dubai, secondo quanto riporta l'Agenzia Bloomberg. "Eni non ha rubli; i contratti prevedono il pagamento del carburante in euro e i contratti dovrebbero essere modificati per cambiare i termini", ha poi affermato sottolineando che "l'Europa dovrebbe guardare all'Africa per avere più forniture di gas". 

La posizione è chiara, ma il problema sussiste, specie nel breve termine. Tanto che, sempre Descalzi, ha aggiunto che: “La richiesta della Russia di ricevere il pagamento del gas in rubli è un problema per i mercati energetici perché sta causando volatilità nei prezzi”, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, e che: "L'Europa non ha proprie risorse energetiche e non ha sufficiente capacità di rigassificazione del Gnl per soddisfare la richiesta. L'Europa - ha concluso, amaramente, Descalzi - è una scatola vuota quando si tratta di energia".