La guerra in Ucraina

La giornalista russa del blitz anti-guerra in diretta Tv è stata multata e rilasciata

Marina Ovsyannikova protagonista ieri di una protesta clamorosa durante il tg di Channel 1, tv controllata dallo stato russo. 14 ore di interrogatorio, senza alcun aiuto legale. E la faccenda potrebbe non chiudersi qui

La giornalista russa del blitz anti-guerra in diretta Tv è stata multata e rilasciata
Ansa
Marina Ovsyannikova alle spalle della conduttrice del tg con il cartello di protesta contro la guerra: "No War. Non credete alla propaganda, qui vi stanno mentendo"

E' stata per ora solo multata di 30 mila rubli (253 euro al cambio odierno, ndr) e poi rilasciata Marina Ovsyannikova, la giornalista russa responsabile di una clamorosa protesta contro la guerra durante il tg della tv statale russa. La cronista è stata ritenuta colpevole di "manifestazione non organizzata" ai sensi del codice degli illeciti amministrativi. Parlando ai giornalisti all'uscita del tribunale,  ha riferito di non aver "dormito per due notti di fila" e di essere stata sottoposta a "più di 14 ore di interrogatorio" nel corso del quale non le è stato "permesso di sentire parenti né di ricevere aiuto legale". La giornalista ha aggiunto: "Mi sono trovata in difficoltà e adesso voglio solo riposare".

Secondo l'agenzia statale Tass, gli inquirenti hanno avviato anche un'indagine ai suoi danni per verificare potenziali violazioni della legge sulla diffusione di notizie false sul conflitto in Ucraina approvata dal parlamento russo a inizio mese.

La giornalista ha incassato intanto il ringraziamento personale del presidente ucraino, Zelensky: "Sono grato a tutti quelli che combattono la disinformazione e cercano di dire la verità e personalmente ringrazio la giornalista che è entrata nello studio di Channel one con un manifesto contro la guerra" ha detto in un video.

Ovsyannikova, che ieri ha fatto irruzione in diretta con un cartello contro il conflitto in Ucraina, è stata sottoposta oggi a un processo lampo presso il tribunale di Ostankino, a Mosca. Una foto sui social l'ha mostrata in tribunale con un avvocato. Sotto la foto la scritta: "Marina Ovsyannikova nel tribunale distrettuale di Ostankino. Il suo avvocato Anton Gashinsky è con lei".

 

In precedenza, la Bbc aveva riferito che gli avvocati della donna avevano provato a contattarla senza successo. Una dei legali, Anastasia Kostanova, aveva riferito a Bbc Russian di "aver passato tutta la notte a cercare" la giornalista. "Ciò significa che la stanno tenendo nascosta dai suoi avvocati e stanno cercando di privarla dell'assistenza legale e, a quanto pare, stanno cercando di preparare l'accusa più rigorosa", ha precisato. Un altro avvocato, Pavel Chikov, ha fatto sapere su Twitter di non essere riuscito a trovarla. "Marina Ovsyannikova non è stata ancora trovata. È stata arrestata da oltre 12 ore", ha riferito.

L'Onu a Mosca: non punite la giornalista

Le Nazioni Unite avevano chiesto alle autorità russe che la giornalista non fosse punita per aver esercitato il suo diritto alla libertà di parola. Ravina Shamdasani, portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, aveva chiesto che le autorità garantissero che la donna "non subisca rappresaglie".

Macron: “Protezione consolare”

E una proposta di "protezione consolare" per Ovsyannikova era arrivata dal presidente francese Emmanuel Macron. "Lanceremo la procedura diplomatica per offrire una protezione sia all'ambasciata sia una protezione come l'asilo - ha detto Macron dopo aver visitato un centro che accoglie profughi ucraini nell'ovest della Francia, vicino ad Angers - avrò occasione, nel mio prossimo colloquio con il presidente Putin, di proporre questa soluzione in modo diretto e molto concreto".