Il conflitto

La mappe dell'invasione russa in Ucraina aggiornate al 18 aprile 2022

Gli attacchi e gli spostamenti delle truppe a partire dal 24 febbraio, primo giorno di guerra

La mappe dell'invasione russa in Ucraina aggiornate al 18 aprile 2022
RaiNews
Mappa dell'invasione in Ucraina, aggiornamento del 18 aprile

Ultimo aggiornamento: situazione dell'invasione al 18 aprile 2022

18 aprile, lunedì - giorno 54

Questa notte i russi hanno riaperto il fronte a ovest del fiume Dnipro, a 70 chilometri dai confini con la Polonia e quindi con l'Unione Europea: nella notte è stata bombardata Leopoli. Secondo Maksym Kozytsky, il governatore della regione, sono quattro i missili che hanno colpito la città.  Il governatore ha detto che i quattro missili da crociera sono stati lanciati dal Mar Caspio e hanno causato incendi: tre hanno colpito infrastrutture militari, mentre il quarto un centro di pneumatici. Tutti gli obiettivi sono stato "gravemente danneggiati", ha detto. Il bilancio è di almeno 7 morti e 11 feriti. 

Continua invece l'offensiva senza tregua a Est e a Sud: quattro civili che tentavano di fuggire questa mattina da Kreminna, città nella regione di Luhansk da oggi sotto il controllo di Mosca, sono stati uccisi dai soldati russi: lo ha reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergiy Gaidai. Mentre l'esercito ucraino sostiene di aver riconquistato nella regione di Kharkiv le cittadine Kutuzivka, Bazaliivka e Leb'yazhe.

Mariupol non è per ora ancora caduta, ma non è ancora il momento per parlare di vittoria da parte della città portuale assediata dai russi e asserragliata all’interno dell’acciaieria di Azovstal, i cui tunnel rappresentano l'ultima frontiera per fermare l'avanzata di Mosca tra il Donbass e la Crimea. Impressionanti le scene di un drone che mostrano il livello di distruzione subito dalla città: palazzi distrutti, strade vuote, alberi bruciati, calcinacci dovunque. 

Fonti: Rai News, Institute for the Study of War. 

16 aprile, sabato - giorno 52

I russi da ieri hanno ricominciato i bombardamenti a Nord dopo 15 giorni in cui il fronte della guerra sembrava essersi spostato solo a Sud e a Est. La periferia di Kiev è stata colpita sia a Sud Est, nel distretto di Darnytskyi, sia a Sud Ovest, dove è stata colpita una fabbrica che produceva gli stessi missili che l'esercito ucraino ha detto di aver usato per colpire l'incrociatore russo Moskva nel Mar Nero

A Sud, nonostante le sette settimane di assedio, la città di Mariupol continua a rimanere l'ostacolo all'obiettivo russo di unire l'area del Donbass alla Crimea in un unico corridoio. La battaglia casa per casa strada per strada continua giorno dopo giorno e si stringe il cerchio intorno alle forze ucraine e del battaglione Azov rimaste a difesa della città. Costanti le violente battaglie nel Donbass, ai confini con le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Luhansk, mentre si intensificano gli scontri nell'area tra Kherson e Mykolaiv, dove sono stati registrati altri bombardamenti. 

A Est nella città di Kharkiv i bombardamenti sono diventati più estesi in alcuni quartieri. Ieri, più di 50 civili sono stati feriti e nove persone sono rimaste uccise nella città. Nella regione omonima sono state bombardate Derhachi, Balakliia e Zolochiv: due vittime e tre feriti. I combattimenti stanno infuriando anche in direzione di Izium. 

Fonte: RaiNews, Institute for the Study of War

 

 

4 aprile, lunedì- giorno 40

Il sindaco della città nei dintorni di Kiev, Anatoliy Fedoruk, ha affermato che quasi 300 persone sono state uccise e i loro corpi sono stati seppelliti in fosse comuni dai militari russi. Secondo la procuratrice generale di Kiev, Iryna Venediktova, nelle aree di nord della capitale sono stati recuperati i cadaveri di 410 persone.

Il caso di Bucha, la citta' ucraina dalla quale sono giunte immagini di numerosi civili uccisi, verra' esaminato nella "rilevante riunione" del Consiglio di sicurezza dell'Onu in programma domani mattina al Palazzo di Vetro

"L'Ucraina e l'Occidente sta cercando di utilizzare la "messa in scena" a Bucha, nella regione di Kiev, per scopi anti-russi. Il personale militare russo ha lasciato completamente questa città il 30 marzo, il 31 marzo il sindaco ha detto solennemente che tutto era in ordine e due giorni dopo abbiamo visto come è stata organizzata la stessa messa in scena per le strade". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, in un incontro con il vicesegretario generale delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, a Mosca.

3 aprile, domenica- giorno 39

Dopo gli attacchi di stamani la vita a Odessa prosegue  in "una semi normalità". Mentre il centro cittadino è "militarizzato e ben protetto dai soldati" e si respira un "clima di guerra" con posti  di controllo e trincee ricavate con sacchi di sabbia e blocchi di  cemento, l'area esterna accoglie la quotidianità degli ucraini. 

Il sindaco di Odessa, Gennadiy Trukhanov,  ha affermato di "non escludere" un attacco da parte della Russia  contro la sua città. "Siamo pronti. La città si sta preparando. Le  nostre forze armate e la difesa territoriale sono pronte alla  possibilità che gli occupanti vogliano attaccare Odessa.

Intanto l'Ue lavora a nuove sanzioni contro la Russia e a nuove misure di sostegno all'Ucraina. Lo annuncia il presidente del Consiglio europeo Michel.

1 aprile, venerdì – giorno 37

Mosca ha accusato le forze di Kiev di aver lanciato un attacco contro la città russa di Belgorod, che si trova a meno di 50 chilometri dal confine settentrionale ucraino, provocando l'incendio di 8 depositi di petrolio. 

Il Segretario del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, ha smentito che Kiev sia responsabile dell'attacco a Belgorod. "Per un qualche motivo dicono che lo abbiamo fatto noi, ma in base alle nostre informazioni ciò non corrisponde alla realtà", ha commentato parlando alla televisione di Stato ucraina.

Intanto la Croce Rossa dichiara l’impossibilità a procedere all’evacuazioni di civili a Mariupol. Sarà fatto un ulteriore tentativo domani.

 

31 marzo, giovedì- giorno 36

Il 29 marzo si sono tenuti a Istanbul una nuova tornata di colloqui tra Russia e Ucraina.  Per alcuni ci sono le prime schiarite. I media internazionali sottolineano però le perplessità occidentali sulla buona fede di Putin e puntano il dito sulla prospettiva non a breve tempo di una cessazione delle ostilità

Per Zelensky: "Segnali positivi ma nessun compromesso sull'integrità territoriale". Infatti Kiev è  pronta ad accettare lo status di Paese neutrale e chiede che ci siano "Stati garanti", in primis la Turchia. Sulla Crimea si deciderà entro 15 anni. 

Gli Usa restano scettici, Biden: "Vediamo se la Russia dà seguito a quanto detto". Erdogan: "La pace non ha perdenti"

 

GUARDA LO SPECIALE: UN MESE DI GUERRA IN UCRAINA

 

21 marzo, lunedì- giorno 26

Il centro commerciale di “Retroville”, nel nordovest di Kiev,  è stato colpito da una potentissima esplosione che ha distrutto il mall e sei edifici residenziali, danneggiato due scuole e due asili e i veicoli presenti nel parcheggio.

Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha dichiarato in una comunicazione su Telegram che in seguito ai bombardamenti russi che hanno distrutto il centro commerciale della città e ucciso almeno otto persone, l'inquinamento atmosferico è aumentato notevolmente e può essere pericoloso.

E ha detto " Non aprite le finestre e quando uscite proteggete i polmoni indossando una mascherina Ffp2". Klitschko ha anche chiesto ai cittadini di non postare video o foto girati o scattate vicino a checkpoint, convogli militari o installazioni strategiche sui social media: "Non aiutate il nemico".

 

 19 marzo. Sabato -24 giorno

In attesa che “il martello di Stalin",cioè l’affondo dei russi con le batterie semoventi da 203 millimetri (ogni proiettile pesa 130 chili e provoca danni micidiali), porti i suoi frutti, l’esercito russo perde il suo quinto generale.

E oramai alla soglia del mese di una guerra che, nell’ottica iniziale, doveva essere lampo e nonostante l’impiego di mezzi supersonici come i Khinzal sembra avere una battuta d’arresto. Voluta? O dovuta ad errori strategici?

Un esempio: le forze armate ucraine hanno distrutto gli elicotteri Grasist e altri mezzi russi in sosta presso l'aeroporto occupato nella regione di Kherson. Di norma un’infrastruttura critica acquisita va messa “in sicurezza” e non si lascia spazio tecnico alle unità nemiche.

Secondo le stime dell'intelligence americana (che sono un'insieme di osservazioni sul terreno e comunicazioni intercettate) i russi hanno perso oltre 7.000 soldati e secondo un censimento neutrale sono 244 i carri armati distrutti e 470 veicoli blindati.

18 marzo, venerdì- giorno 23

 

La principale novità strategica di oggi è stato l'attacco russo alle porte di Leopoli, la città nell'ovest dell'Ucraina vicina al confine con la Polonia:

i russi hanno lanciato missili, in partenza dal dal Mar Nero, che hanno colpito un impianto di riparazione degli aerei nella zona dell'aeroporto della città: l'impianto non era in funzione  e non ci sono state vittime. 

L'incursione fa temere un'espansione del conflitto anche nella parte del Paese che finora era stata risparmiata.

17 marzo, giovedì – giorno 22

Giornata di attacchi e di civili morti.

Mariupol prima era una città di 400.000 mila persone, da tre settimane è in condizioni di sopravvivenza senza acqua, corrente elettrica.Si stima che le perdite civili siano 20 mila.”

Intanto sono 130 le persone finora uscite vive dal teatro di Mariupol, bombardato dai russi. Lo afferma l'agenzia Ukrinform 

Intanto continuano gli attacchi sui civili in Ucraina: uccisa una famiglia con tre bambini a Chernihiv e altre 21 persone a Kharkiv, ci sarebbe anche un americano. A Novi Petrivtsi, villaggio vicino a Kiev, è morto un bambino di due anni

16 marzo, mercoledì - giorno 21

“Questa è la crisi migratoria più rapida che abbiamo visto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale” spiega il capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi.

Un fiume in piena che fugge dalla guerra. A piedi in mezzo alla neve, in macchina, con il treno o gli autobus verso i confini ritenuti “sicuri”.

Scappano con lo stretto necessario e tra questo spesso c'è un cane, un gatto. Gli amici di una vita.

Fuggono soprattutto donne, bambini e anziani (gli uomini tra 18 e 60 anni non possono lasciare il paese). Secondo l’Unicef la metà dei profughi sono minori, molti dei quali, però, non accompagnati: l'emergenza nell'emergenza.

È la Polonia la prima linea dell’emergenza e il Paese che si sta facendo più carico degli arrivi

15 marzo, martedì - giorno 20

A Kiev un'altra notte di bombardamenti e di paura

È aumentato a quattro morti il bilancio di un attacco aereo russo prima dell'alba contro un edificio residenziale a Kiev. Il palazzo di 15 piani è stato colpito e ha preso fuoco. È solo l'ultimo degli attacchi subiti dalla capitale: è dal primo giorno dell'invasione russa che Kiev e i suoi sobborghi vengono bombardati e asserragliati. Colpito nelle ultime ore infatti anche lo stabilimento Antonov vicino all'aeroporto di Sviatoshyn, a dieci chilometri dal centro di Kiev. La fabbrica, dove vengono prodotti i celebri aeromobili, è stata colpita dai bombardamenti russi ed è la struttura gemella della base militare di Hostomel, il più grande scalo internazionale ucraino per i voli cargo. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha annunciato che da stasera entrerà in vigore un coprifuoco di 36 ore. In questa mappa è rappresentato l'accerchiamento della capitale con gli attacchi principali in questi 20 giorni di guerra. Il marker, quando non diversamente segnalato, è stato posizionato come localizzatore del quartiere colpito. 

 

14 marzo, lunedì - giorno 19

L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord  è  un'organizzazione internazionale per la collaborazione nel settore della difesa.  

Il trattato istitutivo della NATO, o anche Patto Atlantico, è stato firmato a Washington il 4 aprile 1949 ed è entrato in vigore  il 24 agosto dello stesso anno. Attualmente, fanno parte della NATO 30 Stati del mondo. La sede è a Bruxelles. 

L’ultima nazione ad essere entrata nella Nato è la Macedonia del Nord nel 2020.

L'art. 10 del Trattato del Nord Atlantico descrive come gli Stati possano entrare nella NATO e pone due limiti generali agli Stati per l'accesso:

  • solo Stati europei sono candidabili per l'ingresso
  • i candidati devono essere approvati da tutti i membri attuali

13 marzo, sabato – giorno 18

Nella notte attacco russo sulla base di Yavoriv, a 25 chilometri dalla Polonia. 

Il bilancio dell'attacco russo alla base ucraina dell'IPSC nella zona di Leopoli, a pochi chilometri dal confine con la Polonia, si aggrava ulteriormente: i morti sono 35 e i feriti 134. L'ha riferito oggi il governatore della regione Maxim Kozitsky, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa France Presse.

L'International Peacekeeping and Security Centre (IPSC) è un'istituzione creata nel 2007 per addestrare i soldati ucraini per le missioni di peacekeeping. Regolarmente ospita anche soldati e addestratori di un altro paese.

Missili anche su Leopoli

Un giornalista del New York Times, Brent Renaud, di 51 anni, secondo quanto riportano le autorità regionali ucraine, è stato ucciso vicino Kiev. E' rimasto colpito dalle forze russe che hanno aperto il fuoco contro un auto nei pressi di Irpin.

12 marzo, sabato- 17 giorno

 

Aperti diversi corridoi umanitari in Ucraina per consentire ai civili di uscire dalle città assediate dall'esercito russo. Ne dà conto la vicepremier ucraina Iryna Veshchuk in un messaggio video. Le evacuazioni riguardano diversi villaggi nelle regioni di Kiev, Sumy. 

Ci sono diversi percorsi previsti, oggi 13 in tutto. Le rotte non sono state concordate con Mosca, che ha annunciato corridoi diversi che portano in Russia.

Molto attesa l'apertura di corridoi umanitari per la città portuale di Mariupol, senza elettricità e telefonia mobile, e in cui scarseggiano acqua e e cibo.

"Spero non ci siano missili come il precedente 3 marzo la città è assediata da 13 giorni", afferma la vicepremier ucraina Iryna Veshchuk.

 

11 marzo, venerdì - giorno 16

 

Bombe sull'Ucraina: forti esplosioni a Dnipro, a Lutsk.

Per  la prima volta sono state colpite alcune città dell'Ovest che sembravano poter non essere toccate lontane dalla guerra. Continua l'allerta sulle centrali nucleare e Mosca chiede la convocazione del Consiglio di sicurezza Onu.

10 marzo, giovedì - giorno 15

Nel quindicesimo giorno di guerra, l'incontro di più alto livello tra Russia e Ucraina dall'inizio dell'invasione, quello tra i ministri degli Esteri, Serghei Lavrov e Dmytro Kuleba, non ha prodotto risultati nè tantomeno è riuscito a concordare un cessate-il-fuoco per l'evacuazione dei civili. 

Ad Antalya, con la Turchia da mediatrice, Kuleba ha riferito di aver chiesto una tregua di 24 ore e un corridoio umanitario per la fuga dei civili da Mariupol, dove ieri l'attacco a un ospedale pediatrico - che per Mosca era base dei nazionalisti del Battaglione di Azov - ha sollevato un coro di critiche internazionali. Per Kuleba, pero', Lavrov "è venuto ad Antalya per parlare e non per decidere". 

"Non credo che ci sarà una guerra nucleare, è un tema sollevato solo dagli occidentali", così il ministro degli Esteri russo Lavrov al termine dei colloqui in Turchia.

I due ministri non hanno neppure tenuto una conferenza stampa congiunta. 

 

Sono ripresi i bombardamenti su Mariupol: lo ha scritto su Telegram il Comune della città portuale ucraina precisando che le bombe stanno cadendo "sulle abitazioni".  

Secondo le autorità ucraine, ieri è stato bombardato un ospedale pediatrico della città e sono rimaste uccise tre persone, compresa una bambina. Un consigliere della presidenza ucraina ha accusato la Russia di bloccare l'evacuazione dei civili.

9 marzo, mercoledì - giorno 14

Le minacce sulle forniture del gas
La Russia ha annunciato che potrebbe chiudere il suo principale gasdotto verso la Germania se venisse accolta la proposta degli Stati Uniti di vietare il petrolio russo. Benché la sanzione statunitense sia stata finora respinta dagli alleati del vecchio continente, Putin sa di avere il coltello dalla parte del manico perché l'Europa fa affidamento sul gas naturale russo per scaldare le case, generare elettricità e fornire energia alle imprese.  
L'Unione Europea ottiene infatti circa il 40% del suo gas e il 30% del suo petrolio dalla Russia e non ha facili sostituti se le forniture venissero interrotte.

Qui sotto la mappa dei gasdotti che arrivano in Europa sulla base dei dati del Global Gas Infrastructure Tracker, Global Energy Monitor. In azzurro la labirintica infrastruttura, con evidenza in verde scuro delle arterie principali. In giallo invece il Nord Stream 2: un gasdotto appena ultimato ma la cui partenza è stata congelata dalla Germania dopo l'invasione della Russia in Ucraina.  

8 marzo, martedì - giorno 13 

Che cosa è successo in queste due prime settimane di guerra

Rai News, attraverso delle mappe interattive, sta seguendo giorno dopo giorno gli attacchi e i movimenti delle truppe russe in Ucraina. Dove avvengono i bombardamenti e come avanzano i tre fronti principali della guerra: dopo la caduta di Kherson e il bombardamento della centrale nucleare a Zaporizhzia (a Sud), stiamo tracciando quotidianamente l'accerchiamento e l'assedio di Kiev (a Nord), di Kharkiv (Est) e di Mariupol (Sud). 

L'occupazione del territorio da parte dei russi avanza lentamente, anche grazie all'inaspettata resistenza ucraina. Non si fermano invece i bombardamenti sulle città e sui civili, mentre aumentano vertiginosamente il numero dei profughi e dei morti. 

In questo video un'animazione che mostra attraverso le mappe dell'invasione russa in Ucraina gli attacchi e i principali movimenti delle truppe.

7 marzo, lunedì- giorno 12

Si stringe la morsa delle truppe russe intorno a Kiev, la capitale ucraina.

Nel piccolo centro di Makariv un bombardamento su un panificio ha provato 13 morti.

Intanto le due delegazioni, russa e ucraina, si sono sedute per la terza volta al tavolo negoziale sempre a Brest.

6 marzo, domenica- giorno 11

I corridoi umanitari a Mariupol e Volnovakha avviati tra mille difficoltà e, a Mariupol, di nuovo sospesa l'evacuazione dei civili a causa degli attacchi.

Il sindaco di Mariupol parla di "situazione disperata" in città, dove mancano da giorni elettricità, acqua, riscaldamento ed è difficile reperire forniture mediche e altri beni essenziali.

Volnovakha si trova a circa sessanta chilometri a nord di Mariupol, è meno estesa e popolosa, ha poco più di 20mila abitanti ed è stata bombardata praticamente dall’inizio dell’invasione.

5 marzo, sabato - giorno 10

Oltre 1 milione e trecentomila profughi in 10 giorni. Un numero in continuo aumento. Tra di loro oltre 400 mila minori.

I Paesi di prima destinazione sono: Polonia, Romania, Moldavia, Ungheria e Slovacchia

I numeri ci parlano della più grande crisi di rifugiati del secolo in Europa. 

Ai posti di confine si sono create code di 24 ore. Usciti dall'Ucraina i rifugiati vengono accolti in luoghi adattati all'accoglienza come scuole o centri per conferenze, case private o campi di fortuna.

4 marzo, venerdì - giorno 9

Le centrali nucleari in Ucraina

Sono 4 gli impianti nucleari con i relativi 15 reattori di Energoatom che producono i 13.823 megawatt (MWe, megawatt electrical) capaci di coprire il 55 per cento del fabbisogno energetico dell’intero Paese.

Una struttura nel Nord, Rivne- vicina al confine con la Polonia e la Bielorussia- con 4 reattori, poi Khmelnitsky, più spostata all'interno del Paese, con due e una terza nel Sud a Mykolaviv (meno di 500 km da Kiev, 130 da Odessa), con tre reattori funzionanti oltre a Zaporizhzhia ai confini con la regione di Donetsk.


Se fino a stanotte l’attenzione era concentrata sul vecchio impianto di Chernobyl, chiuso in un sarcofago, ora si teme per le altre aree perché si parla di centrali di seconda generazione, perlopiù risalenti agli anni Ottanta: si tratta di reattori Vver1000, una serie di impianti nucleari ad acqua pressurizzata progettati e costruiti dall’Unione sovietica.

L’esperto del Cnr, Nicola Armaroli: «Di rischi ne esistono diversi anche senza considerare un missile. Impianti vecchi: il personale non può lavorare in questa situazione di stress».

Guarda la mappa di dove è avvenuto l'attacco nella centrale di Zaporizhzhia, nello specifico nella località di Enerhodar

3 marzo, giovedì - giorno 8

La storia di Brest

La seconda tornata di colloqui si è svolta a Brest una cittadina che è già stata, per ben due volte, testimone dei destini dell’Unione Sovietica: il 3 marzo del 1918, pochi mesi dopo la rivoluzione di ottobre, il trattato di Brest-Litovsk decretò l’uscita della Russia bolscevica dal primo conflitto mondiale e sancì di fatto la fine dell’impero russo.

L’8 dicembre 1991 nella residenza presidenziale di Viskuli i rappresentanti di Russia, Bielorussia, Ucraina sottoscrissero le rispettive dichiarazioni di indipendenza e dunque il dissolvimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste sovietiche dando vita alla Csi (confederazione di Stati indipendenti).

2 marzo, mercoledì - giorno 7

I russi conquistano la prima città

Kherson è caduta. Dopo l'accerchiamento dei russi e giorni di strenue resistenza «strada per strada» da parte degli ucraini, la città portuale viene conquistata. Il sindaco Igor Kolykhaev ha dichiarato che le truppe russe hanno anche fatto irruzione nel palazzo del municipio e hanno imposto il coprifuoco dalle 20 alle 6. L'esercito ucraino retrocede verso Mykolaiv.

Paracadutisti russi atterrati a Kharkiv

Continuano i pesanti raid su Kharkiv, la seconda città più grande in Ucraina. Nella mappa sono rappresentati i numerosi bombardamenti e gli attacchi subiti in questi giorni. La fonte è il Comune di Kharkiv che sul proprio sito segnala ai suoi abitanti tutte le aree colpite. Fino ad adesso l'amministrazione non ha infatti mai interrotto le comunicazioni verso i suoi cittadini né sul sito istituzionale né sul canale Telegram del Comune.

 

Guarda la timeline completa

1 marzo, martedì - giorno 6

La distruzione delle città

Raid russi su palazzi e obiettivi civili su varie città. A Kharkiv viene distrutto il palazzo del governo locale e si contano decine di morti e centinaia di feriti. A Kiev viene colpita la torre della tv e il memoriale della Shoah. Anche qui si parla di vittime. Foto satellitari registrano un convoglio di camion militari e carri armati in fila per 65 km in direzione della capitale. In questa mappa sono riportati i punti in cui secondo Cnn, Reuters e Corriere della Sera sono state scattate le immagini. 

Il fronte a sud

Distruzione e attacchi violenti anche a sud. Kherson è circondata, ma il sindaco della città dichiara che è ancora in mano ucraina. Morti e combattimenti a Mariupol e i russi dicono di aver conquistato Berdiansk e la costa del Mar D'azov. In questo modo sarebbero riusciti a costruire un corridoio tra i territori già annessi alla Russia prima dell'esplosione della guerra: la Crimea e le repubbliche separatiste del Donbass. Unica città ancora in mano ucraina in quell'area sarebbe Mariupol.



28 febbraio, lunedì - giorno 5

Il giorno dei colloqui

Dopo uno stallo di ore, una delegazione russa e una delegazione ucraina si incontrano a Gomel in Bielorussia (al confine con l'Ucraina). Il negoziato finisce senza un accordo ma si apre uno spiraglio sulla possibilità di un secondo incontro.

Guarda la timeline delle mappe su Flourish

I bombardamenti sui civili

I russi, frenati dalla resistenza, non avanzano di molto a livello di conquista del territorio, ma cambiano strategia. Iniziano anche i bombardamenti sulle città, non più solo sugli obiettivi militari. A Kharkiv un bombardamento su un quartiere residenziale uccide 11 persone.

27 febbraio, domenica - giorno 4

Minacce nucleari

Sale la tensione a livello internazionale per le dichiarazioni del Presidente bielorusso Alexander Lukashenko, alleato di Putin, che commentando le sanzioni imposte alla Russia dice: «La Russia viene spinta verso una terza guerra mondiale. Dovremmo essere molto riservati e stare alla larga da essa. Perché la guerra nucleare è la fine di tutto». Intanto Vladimir Putin ordina alle Forze armate di mettere in stato di massima allerta le forze di deterrenza nucleare, dopo quelle che secondo Putin sono "le dichiarazioni aggressive" da parte di leader di paesi membri della Nato.


Vladimir Putin (Rainews24)
Vladimir Putin

La difesa ucraina resiste

Continuano i combattimenti a Kiev e Kharkiv. A 40 km da Kiev, a Vasilkiv, viene fatto esplodere un deposito petrolifero e si registra una violenta battaglia a Sumy (a nord-est del paese), ma l'esercito ucraino controlla ancora i cieli e le città principali. Le cose però potrebbero cambiare velocemente visto il divario tra i due eserciti.

26 febbraio, sabato - giorno 3

La resistenza ucraina

Nonostante le ore di combattimento, i russi non prendono il sopravvento

Lo sforzo dei russi si concentra su tre fronti: a nord intorno alla capitale (il New York Times riporta che dopo non essere riusciti a conquistare Chernihiv, anche quelle truppe sono state dirottate verso Kiev); a est nella seconda città più grande dell'Ucraina (a Kharkiv); a sud, dalla Crimea, i russi cercano di allargarsi a ventaglio verso Kherson, Zaporizhia e Mariupol.

Nonostante gli sforzi, i russi non prendono il sopravvento. A livello internazionale questa resistenza ucraina è una sorpresa. Nel pomeriggio la Russia fa sapere che ha dato l'ordine dell'attacco totale. Nel frattempo nella capitale è scattato il coprifuoco fino alle 8 di mattina del 28 febbraio: «Se siete in un rifugio non andate via. Se siete a casa non avvicinatevi alle finestre e non uscite sui balconi. Nascondetevi».


L'incidente diplomatico con la Turchia

Il presidente ucraino Volodomyr Zelensky il 26 mattina posta un nuovo video su Twitter per incitare alla resistenza e per smentire la sua fuga dall'Ucraina. Sul social network registra il supporto ricevuto dai vari leader internazionali. Un tweet in particolare solleva confusione: il presidente ucraino ringrazia il presidente turco Recep Erdogan per aver bloccato Bosforo e Dardanelli alle navi militari russe (cioè l'accesso al Mar Nero dal Mediterraneo). Informazione che viene smentita.

25 febbraio, venerdì - giorno 2

L'avanzata russa

Le truppe russe conquistano territorio ucraino dei confini sud, est e nord, ma incontrano particolare resistenza a Kiev e Kharkiv (le due città più grandi del paese). Sirene antimissile suonano anche nelle città occidentali (come per esempio a Lviv, Leopoli in italiano) e si registrano bombardamenti ed episodi violenti in altre aree del paese. Nel Donbass, due insegnanti sono stati uccisi da un bombardamento su una scuola a Gorlovka, nell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, e il sindaco di Mariupol denuncia violenti scontri nella città portuale.



L'assedio di Kiev

La battaglia principale però è a Kiev: con i russi alle porte, si dava per scontata la presa della città durante la notte. Nonostante la supremazia militare russa, la capitale ha resistito. I volontari hanno imbracciato le armi e hanno affiancato i militari nella difesa della città.

24 febbraio, giovedì - 1 giorno

È guerra

I russi sferrano i primi attacchi in Ucraina. Vengono colpiti soprattutto obiettivi militari e le truppe superano i confini via terra, via aerea e via mare. Si aprono più fronti.

La conquista di Chernobyl

Molte regioni di confine vengono attaccate, ma è la presa di Chernobyl nel tardo pomeriggio di giovedì che segna il culmine di questa prima giornata. Al confine con la Bielorussia, il dominio russo sul famoso impianto nucleare colpisce soprattutto per due motivi: le truppe russe si avvicinano velocemente verso la capitale e hanno in mano quella che potrebbe essere considerata una minaccia per tutta l'Europa. Al momento non sono state registrate né variazioni sulla produzione né sono stati segnalati danni ai reattori o al magazzino delle scorie nucleari, ma l'allerta resta alta.