Il 22esimo giorno di guerra

Ucraina, nove corridoi umanitari e 3 milioni di rifugiati. Mosca risponde picche all'Aia

Il Cremlino ha respinto la risoluzione della Corte internazionale di giustizia, la più alta corte delle Nazioni Unite, che ha ordinato a Mosca di sospendere immediatamente le operazioni militari

Ucraina, nove corridoi umanitari e 3 milioni di rifugiati. Mosca risponde picche all'Aia
(Getty Images)
Profughi ucraini alloggiano nella stazione ferroviaria di Krakow, Polonia

Giunti al 22esimo giorno di guerra, non si arrestano i combattimenti in Ucraina e più di centomila rifugiati si sono aggiunti in 24 ore ai 3 milioni di persone che sono già fuggite dal paese secondo il conteggio delle Nazioni Unite pubblicato oggi. L'Onu ha anche identificato circa 2 milioni di sfollati interni. La metà dei rifugiati sono bambini.  Il governo di Kiev, intanto, ha annunciato che per la giornata odierna sono state concordate 9 vie di evacuazione che portano fuori da diverse città ucraine, inclusa quella sud-orientale assediata di Mariupol. I corridoi dovrebbero consentire il trasporto sicuro degli aiuti umanitari nelle città e un passaggio sicuro per i residenti che vogliono partire. Negli ultimi giorni, un numero crescente di veicoli privati è uscito da Mariupol anche se non esiste un corridoio formale. Un convoglio umanitario destinato alla città è rimasto bloccato a Berdiansk, a circa 80 chilometri (50 miglia) a ovest, da giorni. 

Secondo la vicepremier Iryna Vereshchuk, altri corridoi sono stati concordati nella regione di Kiev, tra cui da Borodianka a Zhytomyr e dal villaggio di Shevchenkove a Brovary. Inoltre, Vereshchuk ha affermato che il governo sta pianificando di fornire aiuti umanitari alle città di Gostomel e Bucha, nonché ai villaggi di Semypolky, Markivtsi e Opanasiv.

Di queste ore, la notizia che il Cremlino ha respinto la risoluzione della Corte internazionale di giustizia, la più alta corte delle Nazioni Unite, che ha ordinato a Mosca di sospendere immediatamente le operazioni militari nel paese confinante. "Non saremo in grado di prendere in considerazione questa decisione", ha detto ai giornalisti il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, sottolineando che entrambe le parti - Russia e Ucraina - devono giungere a un accordo affinché la decisione possa essere attuata.