La Festa della Liberazione

25 aprile, a Milano contestazioni alla Brigata ebraica e al Pd

In piazza presenti tutte le sigle politiche. Un'ampia delegazione di cittadini ucraini ha sfilato in testa

Sfila il corteo del 25 aprile in occasione del 77mo anniversario della Liberazione a Milano. La manifestazione, si è svolta da corso Venezia fino a piazza Duomo. In testa, insieme ai gonfaloni di Milano e delle citta gemellate, sfila il sindaco Beppe Sala. Subito alle sue spalle si sono disposte la Brigata Ebraica e una delegazione ucraina. Circa 70 mila persone che, ha commentato il presidente dell'Anpi milanese Roberto Cenati, dimostrano una grandissima partecipazione.

Contestazioni alla Brigata ebraica si sono verificate tra Porta Venezia e via San Damiano. "Fuori l'Italia dalla Nato" hanno urlato a più riprese ai lati del corteo tra la folla e poi all'incrocio con la Circonvallazione. Sempre lo stesso gruppo ha contestato anche il Pd definito "partito guerrafondaio" favorevole alle spese militari. “Niente soldi alle armi niente tagli a scuola e sanità”. Contestazione condannata immediatamente da Letta, Sala e Pagliarulo, che hanno sottolineato l'importanza dell'unita in una giornata come questa. La manifestazione è colorata con tante bandiere della pace, ucraine e italiane e tante le famiglie con figli, i giovani e i giovanissimi insieme con gli ultimi partigiani e deportati ancora in vita. Il sindaco Sala questa mattina a margine della deposizione in Comune della corona alla lapide della città Medaglia d'oro della Resistenza, aveva affermato che contestare la Nato "è assolutamente folle", ricordando poi che il 25 aprile è "alla base della nostra democrazia" ed è "qualcosa su cui non ci si può dividere".

Un'ampia delegazione di cittadini ucraini sta sfilando in testa al corteo per il 25 aprile a Milano. In tanti sorreggono una lunga bandiera gialla e blu dell'Ucraina e qualcuno ha la bandiera della Nato, che è stata accolta da fischi e contestazioni da altri partecipanti al corteo. "Putin assassino" e "Slava Ukraine" gli slogan che scandisce lo spezzone ucraino, che ha anche intonato canzoni patriottiche e l'inno nazionale. Lo spezzone è stato aspramente contestato da un gruppo di antagonisti dei centri sociali, che hanno gridato "nazisti".

 

Il Sindaco Sala ha parlato dal palco della manifestazione: "L'Europa deve darsi una Costituzione antitotalitarista, che difenda il nostro Continente dai rischi dei poteri assoluti, in primis da quello fascista". L' Europa si sta sviluppando, faticosamente, certo, ma si sta sempre di più consolidando, sta trovando una vera identità, anche attraverso la soluzione di crisi gravissime come quella del Covid. Bisogna che la Costituzione europea ponga l'antifascismo tra i suoi fondamenti identitari".

In piazza sono presenti tutte le sigle politiche dal centrosinistra alla sinistra radicale fino agli anarchici (a partire dal leader del Pd e dal quello di Articolo Uno, Enrico Letta e Roberto Speranza), il Movimento 5 Stelle, i sindacati (autonomi compresi), le associazioni della società civile, e l'imponente spezzone di "Milano contro la guerra" che racchiude diverse sigle politiche, realtà della galassia pacifista, alcuni centri sociali e collettivi antagonisti. 

Sul palco anche Tetyana Bandelyuk, una donna ucraina da anni a Milano:  "Una società moderna non dovrebbe mai ricorrere alla guerra. Spero che tutto ciò finisca e ci si avvii ad una pace duratura ma questo non può avvenire con una resa incondizionata del popolo ucraino. Questo non è giusto".