Le audizioni sul Documento di economia e finanza

Il cupo scenario dell'Istat: la guerra aggrava il quadro economico, giù il Pil e su l'inflazione

"Siamo in una fase di accresciuta incertezza che avrà effetti rilevanti sull'economia, seppure al momento di difficile previsione", ha detto il presidente Blangiardo

Il cupo scenario dell'Istat: la guerra aggrava il quadro economico, giù il Pil e su l'inflazione
Ansa

"Siamo in una fase di accresciuta incertezza, caratterizzata dal diffondersi di robuste spinte inflazionistiche, a cui si sono aggiunti negli ultimi mesi i forti rischi di natura geopolitica dovuti al conflitto in Ucraina, che avranno - con ogni probabilita' - effetti rilevanti sull'economia, seppure al momento di difficile previsione". Questa l’analisi del presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo, in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, in merito all'esame del Documento di Economia e Finanza 2022.

Per tenere conto di questa complessità il Def presenta gli impatti macroeconomici collegandoli a differenti scenari di rischio, come ha spiegato il presidente Blangiardo.

"Il primo scenario è caratterizzato da un inasprimento delle sanzioni che porta a un'interruzione degli afflussi di gas e petrolio dalla Russia a partire da aprile 2022 e che perdura per tutto il 2023”, illustra il presidente Istat. “In questo scenario si assume che le aziende del settore riescano ad assicurare il soddisfacimento del fabbisogno grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti, anche se l'embargo provoca un ulteriore rialzo dei prezzi del gas, dell'elettricità e del petrolio rispetto allo scenario base prefigurato nel quadro tendenziale. Questa ipotesi - argomenta Blangiardo - porterebbe a un tasso di crescita del Pil inferiore rispetto alle previsioni tendenziali di 0,8 punti percentuali nel 2022 e 1,1 nel 2023, mentre il tasso di inflazione (misurato dal deflatore dei consumi) risulterebbe più alto di 1,2 punti nel 2022 e 1,7 nel  2023".

Gian Carlo Blangiardo, Presidente ISTAT Ansa
Gian Carlo Blangiardo, Presidente ISTAT

Nello scenario più avverso stimato da Istat l'impatto sul Pil del 2022, legato ad aumento dell'inflazione e andamento del commercio internazionale, sarebbe inferiore di 1,4 punti percentuali rispetto allo scenario base tendenziale del Def.  In presenza del mantenimento del livello dei prezzi dei beni energetici per tutto l'anno, il Pil - spiega Istat in audizione - risulterebbe nel 2022 inferiore di 0,7 punti percentuali rispetto allo scenario base in cui le quotazioni dei beni energetici rimangono sui livelli di inizio anno (in linea con i valori del Def). 

Ulteriori shock negativi sull'economia potrebbero derivare da una più severa riduzione del commercio internazionale, rispetto a quella del quadro tendenziale, ovvero a un ulteriore apprezzamento del dollaro sull'euro: un calo del commercio internazionale di circa 3 punti sullo scenario base del Def, comporterebbe una riduzione aggiuntiva del Pil di 0,7 punti percentuali.