IL PUNTO ALLE 6

Guerra in Ucraina: che cosa è successo questa notte 19 aprile

Zelensky: cominciata offensiva russa a est. Nella notte allarme antiaereo in diverse regioni e attacchi segnalati a Kharkiv e Mykolaiv. Oggi Biden chiama in videoconferenza gli alleati per fare il punto della situazione

Guerra in Ucraina: che cosa è successo questa notte 19 aprile
AP Photo
Guerra in Ucraina, bombardamenti a Mariupol
  • Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky nel suo consueto messaggio video e molte fonti convergono: sarebbe in corso l'offensiva russa nell'est dell'Ucraina, annunciata da tempo e - probabilmente - obiettivo principale dell'operazione militare speciale come la definisce Mosca. Il Donbas, dunque, anche se stanotte le sirene antiaeree sono risuonate (come accade da giorni) in diverse oblast del paese e sono stati segnalati attacchi a Kharkiv e Mykolaiv. Si dovrà aspettare le prossime ore per capire il reale impatto dell'azione russa, come ha spiegato proprio il sindaco di Mykolaiv, città a est di Odessa già precedentemente colpita: Oleksandr Sienkevych ha parlato di esplosioni nella zona precisando: "Stiamo facendo chiarezza: nelle prossime ore fornirò gli aggiornamenti".
     
  • Di certo la situazione resta critica a Mariupol. Il comandante del battaglione Azov ha chiesto ai leader mondiali di organizzare un corridoio umanitario per evacuare i civili che si nascondono nell'acciaieria Azovstal. Sarebbero un migliaio le persone, tra loro donne e bambini, rifugiate nei sotterranei dell'impianto. Dura anche la denuncia del sindaco della città portuale sul Mar D'Azov: circa 40.000 civili sono stati "deportati con la forza" in Russia o nelle regioni dell'Ucraina controllate dai russi, ha detto infatti il primo cittadino Vadym Boichenko.
     
  • Per discutere della guerra, oggi (nel primo pomeriggio italiano) il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, avrà un colloquio - tramite videochiamata - con gli alleati e i partner. Biden che per ora non andrà a Kiev: lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. "Se qualcuno dovesse andare, se e quando, non lo diremmo per ragioni di sicurezza", ha precisato dopo che si è parlato della possibilità che venga inviato sul posto un alto rappresentante, come il segretario di Stato Antony Blinken o il capo del Pentagono Llyod Austin. Quanto alla riapertura dell'ambasciata a Kiev, "è certamente un nostro obiettivo - ha sottolineato - ovviamente avere una presenza diplomatica sul posto è importante".
     
  • A proposito di visite nella capitale ucraina. "Tornerò a Kiev ma per apportare qualcosa di utile: per dimostrare semplicemente il mio supporto non ho bisogno di recarmi lì. Se ci andrò, dovrà essere per fare la differenza": così il presidente francese Emmanuel Macron che sottolinea di non aver più parlato con Vladimir Putin dai fatti di Bucha.
     
  • Intanto il Dipartimento di Stato Usa sta valutando la possibilità di definire la Russia come stato sponsor del terrorismo. Lo afferma il portavoce, Ned Price, in un'intervista alla Cnn. "Stiamo guardando ai fatti e alla legge", ha spiegato Price. Qualche giorno fa era stato il presidente ucraino Zelensky a chiedere a Washington di inserire la Russia nella lista degli stati che sponsorizzano il terrorismo.
     
  • E c'è da registrare l'allarme dell'Unicef: oltre sei milioni di persone lottano ogni giorno per l'accesso all'acqua potabile in Ucraina a causa della guerra. "Più di un mese di intense ostilità hanno devastato le reti idriche, lasciando oltre 4,6 milioni di persone con accesso limitato all'acqua - spiega il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia - in totale oltre 6 milioni di persone in Ucraina stanno lottando ogni giorno per avere acqua potabile, uno dei beni essenziali".