Accelera l'inflazione

Istat: la guerra ha aumentato l'incertezza economica. In calo la fiducia delle famiglie

Anche le attese delle imprese sull'andamento dell'occupazione iniziano a presentare segnali meno favorevoli

Istat: la guerra ha aumentato l'incertezza economica. In calo la fiducia delle famiglie
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Inflazione

“Alla crisi sanitaria in attenuazione si è sovrapposto il conflitto tra Russia e Ucraina che ha aumentato l'incertezza e accentuato fortemente le tensioni nei mercati delle materie prime". Non lascia dubbi la fotografia mensile dell'Istat riguardo al fatto che lo scenario di guerra si ripercuota sull'andamento del nostro Paese.

L’impatto della guerra sulla nostra economia

L'impatto della guerra sull'economia italiana, secondo l’istituto di statistica, rimane comunque di difficile misurazione e si innesta all'interno di una fase caratterizzata da una crescita di alcuni settori economici, degli investimenti e del mercato del lavoro. 

Le reazioni allo shock determinato dal conflitto è al momento eterogenea tra gli operatori. Le famiglie mostrano maggiori preoccupazioni: a marzo l’indice di fiducia è sceso di circa 12 punti rispetto al trimestre precedente, condizionato dai giudizi negativi sul clima economico e su quello futuro.

“La forte accelerazione dell'inflazione -si legge nella Nota- ha continuato a risentire delle spinte dal lato dei costi come riflesso dei prezzi crescenti delle materie prime e in particolare del gas naturale, dei recenti apprezzamenti del cambio dollaro/euro e delle strozzature dell’offerta in alcuni comparti strategici per l’industria italiana. 

Il perdurare della fase di aumento dei prezzi si riflette nella fiducia di consumatori e imprese. A marzo nel settore manifatturiero gli imprenditori che producono beni destinati al consumo, hanno rivisto al rialzo le aspettative di inflazione. Dal lato dei consumatori, le cui attese si spingono a un orizzonte temporale più lontano, sono tornati ad aumentare coloro che si aspettano aumenti più o meno intensi.

I miglioramenti dei consumi, dei redditi e del mercato del lavoro segnati fino a febbraio si sono associati a un progressivo deterioramento della fiducia delle famiglie divenuto più accentuato a marzo- mette ancora in evidenza l'Istat.

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Investimenti e risparmio un punto di forza

Nonostante l'accelerazione dell'inflazione, tuttavia, l'attuale tasso di investimento, tornato ai livelli del 2008, e l'ancora elevata propensione al risparmio potrebbero rappresentare punti di forza per lo sviluppo dell'economia nei prossimi mesi.

In Italia, a febbraio, la produzione industriale ha segnato un deciso rimbalzo congiunturale. Tra le imprese,- rileva l'Istat- l’andamento della fiducia è differenziato tra comparti. Quella nel settore delle costruzioni è ancora a livelli massimi mentre è diminuita la fiducia delle imprese manifatturiere e dei servizi, anche se nel turismo si segnala un deciso miglioramento. In particolare, le imprese manifatturiere hanno evidenziato un aumento della quota di chi segnala ostacoli all’attività di esportazione.

Ipotizzando per marzo un livello dell'attività economica uguale a quello di febbraio, nel primo trimestre 2022 la produzione industriale si sarebbe ridotta dello 0,9%.

Il mercato del lavoro

I segnali provenienti dal mercato del lavoro, a febbraio, sono rimasti positivi con un aumento dell'occupazione e una flessione della disoccupazione e dell'inattività. Tuttavia, le attese delle imprese sull'andamento dell'occupazione iniziano a presentare segnali meno favorevoli.