I prossimi mesi saranno decisivi

La Finlandia di Sanna Marin è pronta a entrare nella Nato

"La svolta è avvenuta il 24 febbraio, quando la Russia ha attaccato". In crisi il modello finlandizzazione più volte proposto per l'Ucraina

La Finlandia di Sanna Marin è pronta a entrare nella Nato
(Ansa)
Sanna Marin Il Primo Ministro della Finlandia

Il richiamo sul petto ai colori dell'Ucraina è un segno premonitore di una posizione politica: traghettare la Finlandia nella Nato. E l'eventuale adesione di Helsinki potrebbe, a effetto domino, trascinare anche la Svezia. Intanto la Russia, tramite il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, mette le mani avanti sottolineando che l'allargamento “non contribuirà alla sicurezza in Europa”. Il dibattito è aperto e i prossimi mesi saranno cruciali.

La premier finlandese Sanna Marin Ansa
La premier finlandese Sanna Marin

“Io sono sempre stato a favore di un'adesione alla Nato ma ero in minoranza. La svolta, per la Finlandia, è arrivata il 24 febbraio, il giorno che la Russia ha attaccato l'Ucraina. Siamo sempre stati al 50% contrari e al 20% a favore. Nell'ultimo sondaggio, il 68% dei finlandesi vuole l'adesione alla Nato e solo il 12% è contrario. E quando la decisione sarà presa, io penso che i favorevoli saliranno all'80%. La ragione è molto semplice: paura razionale. Se Vladimir Putin è in grado di massacrare i suoi fratelli ucraini, figuriamoci noi finlandesi. Non vogliamo mai più essere soli”, è l'ex premier finlandese Alexander Stubb durante un'intervista a “La Repubblica” a fare il punto del processo di ingresso della Finlandia nella Nato

Alexander Stubb, ex primo ministro della Finlandia Getty Images
Alexander Stubb, ex primo ministro della Finlandia

Quanto alla tempistica per l'adesione, “se ne discuterà nelle prossime settimane, quindi direi tra fine aprile e maggio. Penso che dopo il vertice Nato a Madrid di giugno comincerà il processo di ratifica. E non vedo ostacoli: penso che tutti saranno d'accordo sul fatto che siamo un asset per la Nato, per la preparazione e la dimensione del nostro esercito, quasi senza eguali nell'Alleanza”.

Sanna Marin a Bruxelles Getty Images
Sanna Marin a Bruxelles

L'adesione alla Nato della Finlandia potrebbe avvenire sotto l'amministrazione di Sanna Marin, la premier eletta a soli 34 anni. Successore nel partito socialdemocratico del dimissionario Antti Rinne, Marin, classe 1985, ha macinato record: è la presidente del Consiglio più giovane della storia del paese e probabilmente al mondo tra il gentil sesso. La giovane politica, sposata con una figlia, ha intrapreso questa avventura alla guida della coalizione di centrosinistra composta da cinque partiti. Cresciuta in una famiglia arcobaleno si può affermare che abbia “due mamme”. La madre naturale single che ha scelto una donna come compagna di vita. 

Sanna Marin, Li Andersson, Katri Kulmuni e Maria Ohisalo Getty Images
Sanna Marin, Li Andersson, Katri Kulmuni e Maria Ohisalo

Cresciuta in un contesto arcobaleno, la premier ha iniziato la sua carriera nella città hipster di Tampere. La sua ascesa politica è stata un crescendo. Sanna Marin ha scalato il partito dei Socialdemocratici (Sdp) e da numero due, in qualità di Ministro dei Trasporti uscente, è diventata leader e di conseguenza capo del governo. E la stampa, che parlava di lei come “troppo giovane e donna", ora associa al suo governo e al parlamento monocamerale finlandese (Eduskunta) la scelta irreversibile: entrare nell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord. In questo Marin non è l'unica donna né l'unica “politica giovane”, visto che nei ruoli chiave del governo ci sono altre leader quali Li Andersson (Educazione), a capo dell'Alleanza di sinistra; Maria Ohisalo (Interni), a capo della Lega Verde; Katri Kulmuni (Finanze), leader del Partito di Centro e la più matura Anna-Maja Henriksson, a guida del Partito popolare svedese di Finlandia.

Sanna Marin a Bruxelles Getty Images
Sanna Marin a Bruxelles


Dunque la finlandizzazione, termine che sta a indicare la condizione di neutralità della Finlandia, è stata spesso proposta come modello per l'Ucraina. Ma secondo Stubb ciò creerebbe una “limitata libertà di manovra, di indipendenza e di sovranità”. L'ex premier ha disapprovato il processo di finlandizzazione etichettandolo come una “limitazione alla democrazia. Non è una soluzione per nessuno, tantomeno per l'Ucraina. La Russia ha due problemi: l'enormità delle sue risorse naturali che la condanna a rimanere sempre indietro rispetto ad altri Paesi sviluppati. E quello della narrazione testarda di un Paese isolato, circondato da aggressori: i mongoli, i nazisti, adesso la Nato. I russi sono convinti di aver salvato l'Europa da Napoleone o da Hitler. Sono paradossalmente molto insicuri, sulla loro sicurezza. Quanto alla possibilità di un attacco russo, ci sono piccoli segnali di intimidazione. Ma non fanno altro che rafforzare la convinzione dei finlandesi a voler entrare nella Nato”.