La guerra in Ucraina

Von der Leyen a Bucha e Kiev: "Oggi inizia il vostro cammino di adesione all'Ue"

La presidente della Commissione Ue consegna a Zelensky la busta con il questionario di adesione all'Unione europea. "Convinta che vincerete la guerra". La visita a Bucha: "Qui l'umanità è andata in frantumi"

Von der Leyen a Bucha e Kiev: "Oggi inizia il vostro cammino di adesione all'Ue"
Rainews24
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen consegna al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky la busta contenente il questionario per l'adesione dell'Ucraina alla Ue: "Se lavoriamo assieme potrebbe essere anche una questione di settimane"

"Che grande piacere, è meraviglioso rivederti di nuovo. E' passato metà anno forse dall'ultima volta". E' iniziato così l'incontro tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Kiev. "Metà anno? Forse, non ricordo", ha risposto Zelensky dando il benvenuto alla delegazione europea di cui fa parte anche l'Alto rappresentante Josep Borrell. Tra il presidente ucraino e gli alti funzionari Ue sono in corso "negoziati in una riunione ristretta" riferisce una nota della presidenza ucraina. 

La presidente della Commissione Ue ha poi proseguito: "L'Ucraina fa parte della famiglia europea. Abbiamo sentito molto chiaramente la vostra richiesta e siamo qui per darvi una prima risposta positiva alla vostra richiesta di adesione: in questa busta c'è l'inizio del vostro percorso verso l'Ue. In questa busta c'è il questionario per l'adesione all'Unione, che andrà compilato, - ha spiegato von der Leyen mostrando la busta, con la bandiera europea e quella ucraina - poi si dovrà fare la raccomandazione al Consiglio Ue. Se lavoriamo assieme potrebbe essere anche una questione di settimane". 

Riguardo al questionario Zelensky ha risposto: "Noi lo compileremo in una settimana",  strappando una risata tra i presenti.

Von der Leyen si è detta convinta che la vittoria della guerra andrà agli ucraini: "Lavoreremo assieme all'Ucraina per ricostruirla, con investimenti e riforme. E tutto questo formerà il percorso dell'Ucraina verso l'Ue". Dopodiché la presidente della Commissione Ue ha promesso a Zelensky che l'europa si prenderà cura dei rifugiati ucraini, “non meritano nulla di meno”.

A domanda sulle sanzioni, von der Leyen ha risposto che "I cinque pacchetti di sanzioni" dell'Ue alla Russia "stanno funzionando e stanno mordendo molto più la Russia che noi", tuttavia Mosca "sta cercando di aggirare" le sanzioni e "per questo dobbiamo restare vigili e aggiustare le misure".

Per il presidente ucraino: "Tutti devono essere uguali di fronte alla legge. L'Ucraina ha sempre supportato questo principio. A differenza della Federazione russa, non cerchiamo di influenzare col potere la corte internazionale, perché siamo un Paese democratico, quindi vogliamo una corte indipendente. Sono convinto che tutte le azioni da parte delle forze armate ucraine debbano essere eque e giuste, ma siamo sul nostro territorio e non abbiamo ucciso civili russi o bielorussi".

L'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell ha preso la parola rassicurando il presidente Zelensky circa le sue reiterate richieste di maggiori aiuti in armi: "Presidente, lei ha avuto tanti applausi ma ha bisogno di armi" e "noi faremo di tutto per farle avere le armi per vincere questa guerra". Borrell ha poi annunciato che la delegazione UE farà presto ritorno a Kiev, augurandosi che passi simili compiano le delegazioni e le ambasciate degli Stati membri.

 La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al centro, osserva i corpi coperti di civili uccisi a Bucha, alla periferia di Kiev AP Photo/Efrem Lukatsky
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al centro, osserva i corpi coperti di civili uccisi a Bucha, alla periferia di Kiev

La visita in Ucraina di von der Leyen è cominciata da Bucha

La Russia potrebbe aver rinunciato alla presa della capitale ucraina Kiev, per concentrarsi sul Donbass. Ecco che la capitale diventa meta di visite istituzionali europee. Dopo la visita considerata “eroica” della presidente del Parlamento Roberta Metsola la settimana scorsa è la volta della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che appena arrivata a Kiev fa visita a Bucha la città simbolo degli orrori della guerra russo-ucraina. 

Visibilmente contrita davanti ai corpi dei civili morti avvolti da buste nere, "Qui è successo l'impensabile. Abbiamo visto il volto crudele dell'esercito di Putin, la sconsideratezza e la spietatezza di chi ha occupato la città. Qui a Bucha abbiamo visto l'umanità andare in frantumi. Tutto il mondo è con Bucha oggi", ha detto poi la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen accompagnata dall'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell.  

Poi entra a conoscenza del brutale attacco missilistico avvenuto questa mattina alla stazione di Kramatorsk nel Donetsk e affida a twitter un commento: "L'attacco missilistico di questa mattina alla stazione usata per evacuare civili in Ucraina è spregevole. Sono sconvolta e offrirò personalmente le mie condoglianze al presidente Zelensky. I miei pensieri vanno alle famiglie delle vittime". In queste ore a Kiev potrebbe incontrare personalmente il presidente ucraino Zelensky.

I due missili sono piombati sui civili mentre cercavano di lasciare la città, nella parte della regione di Donetsk controllata dal governo di Kiev. In migliaia in quel momento cercavano di salire sui treni in cerca di salvezza, e invece almeno 50 hanno trovato la morte, tra cui anche alcuni bambini.

In attesa di incontrare la presidente europea in un collegamento video con i media italiani il sindaco della capitale ucraina ha dichiarato che "A volte ci sentiamo delusi e arrabbiati perché ci sono politici che stanno un po' da tutte e due le parti. Bisogna prendere una posizione contro la guerra. Alcuni hanno ancora rapporti commerciali con la Russia" ha detto Vitali Klitschko, a "Sky TG24 Live In" che oggi e domani fa tappa a Bari. 

A volte ci sentiamo delusi e arrabbiati perché ci sono politici che stanno un po' da tutte e due le parti. Bisogna prendere una posizione contro la guerra. Alcuni hanno ancora rapporti commerciali con la Russia

Vitali Klitschko, sindaco di Kiev

Le sanzioni alla Russia

Intanto sul fronte delle sanzioni contro la Russia , il quinto pacchetto adottato oggi, che comprende per la prima volta delle misure contro l'importazione di carbone, non sarà seguito a ruota da nuove sanzioni contro il petrolio russo. Contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi da von der Leyen, e Borrell, che l'avevano data per imminente, una proposta di un nuovo embargo sul petrolio "non sarà sul tavolo dei ministri degli Esteri al Consiglio Ue di lunedì prossimo", a Lussemburgo. 

Lo hanno puntualizzato oggi fonti qualificate dell'Ue a Bruxelles, dopo aver ricordato che per adottare le sanzioni è richiesta l'unanimità degli Stati membri, e che per gas e petrolio ci sono paesi che sono fortemente dipendenti, fino al 100% del fabbisogno, dalle importazioni dalla Russia, e altri che non lo sono per niente. Si tratta dunque di "una questione complicata sia tecnicamente che politicamente", hanno osservato le fonti, sottolineando poi che nei paesi più dipendenti dalla Russia - tra cui vi è l'Italia - per gli approvvigionamenti energetici non si può fare a meno di questa dipendenza da un giorno all'altro, e che di questo, dell'impatto di breve termine, devono tenere conto i rispettivi governi. 

"Abbiamo già approvato sanzioni forti, più di quello che il presidente Putin potesse immaginare, che già stanno producendo conseguenza per l'economia russa" hanno ricordato le fonti, sottolineando la tempestività delle misure, la loro portata senza precedenti (in particolare per l'invio di armi all'Ucraina) e l'unità dei paesi Ue in queste decisioni. Borrell aveva ricordato mercoledì scorso al Parlamento europeo a Strasburgo che per le sue forniture energetiche la Russia riceve dall'Ue ogni giorno quasi un miliardo di euro, per un totale di circa 35 miliardi dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Sono risorse che evidentemente il Cremlino può usare per finanziare la sua macchina di guerra. Al confronto, l'esborso per le forniture di armi dall'Ue all'Ucraina è stato finora pari a circa 1 miliardo di euro.