Mariupol

L'assedio dell'acciaieria che fu costruita a prova di attacco nucleare

Lo stabilimento Azovstal sarà conquistato "al più tardi domani", prevede il leader ceceno Ramzan Kadyrov. All'interno ci sarebbero un migliaio di civili

L'assedio dell'acciaieria che fu costruita a prova di attacco nucleare
(EPA/MARIUPOL CITY COUNCIL via Ansa Foto)
Fumo si alza dall'acciaieria Azovstal

L'acciaieria Azovstal di Mariupol fu inaugurata nel 1930 ed è sempre stata una delle più grandi d'Europa. A regime, produceva quasi 4 milioni di tonnellate l'anno di semilavorati da rivendere in Europa e nel mondo. L'Italia, in particolare, assorbiva quasi la metà del volume di vendite.  L'Ucraina fino all'anno scorso era il dodicesimo produttore di acciaio al mondo.

Le attività nello stabilimento sono state interrotte il 24 febbraio, e oggi Azovstal non è più famosa per i successi industriali ma per essere diventata simbolo della resistenza ucraina nella città portuale di Mariupol, assediata da inizio marzo: con i suoi 11 mila metri quadrati, tra altoforni, fornaci, stabilimenti, capannoni, edifici, con il suo dedalo di sotterranei, tunnel, cunicoli e la fitta rete di binari, si è rivelata molto adatta alle azioni di guerriglia. 

"È una fortezza in una città", aveva detto Rinat Akhmetov, il miliardario e uomo più ricco dell'Ucraina, che controlla il gruppo Metinvest a cui fa capo l'acciaieria. La storia gli sta dando ragione: russi, ceceni e separatisti, che ormai controllano la quasi totalità della città portuale sul Mar D'Azov, stanno faticando a espugnarla. Le bombe anti-bunker già usate in Siria non sono riuscite finora ad avere ragione di uno stabilimento che dopo la seconda guerra mondiale è stato ricostruito dall'Unione sovietica per resistere ad attacchi nucleari.

All'interno vi sarebbero anche un migliaio di civili che Mosca sollecita Kiev a far uscire, accusando gli ucraini di volerli usare come scudi umani. Intanto l'intelligence ucraina diffonde l'intercettazione di una telefonata tra un militare russo e sua moglie in cui sostiene che da Mosca sarebbe partito l'ordine di "radere al suolo" l'acciaieria, dove, a suo dire, sarebbero rimasti solo pochi 'irriducibili patrioti'. "Basta a questa resistenza insensata", "deponete le armi", è l'appello lanciato dai russi che a fine mattinata annunciano un cessate il fuoco temporaneo e l'apertura, a partire dalle 14 ora locale, di un corridoio umanitario per consentire l'uscita in sicurezza dall'acciaieria.

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov su Telegram, citato dalla Tass, afferma che "le forze ucraine saranno presto completamente sgomberate dall'impianto... Oggi prenderemo il controllo completo di Azovstal, al più tardi domani".