Mariupol, continua l'assedio. Mosca lancia un nuovo ultimatum

Il ministero della Difesa russo esorta Kiev a far deporre entro mezzogiorno le armi ai propri soldati. Zelensky: "Cedere non è una opzione"

Mariupol, continua l'assedio. Mosca lancia un nuovo ultimatum
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Guerra in Ucraina, bombardamenti a Mariupol

I russi tornano all’attacco dell’acciaieria Azovstal di Mariupol, ormai assurta a roccaforte della resistenza ucraina, tra gli ultimi baluardi dell’avanzata di Cremlino che lancia l’ennesimo ultimatum: “Basta a questa resistenza insensata, deponete le armi". E' questo l’invito arrivato poco fa del ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato da Afp.

Da giorni la battaglia si sta consumando nella zona sud che ospita il quartiere industriale della città portuale e dal canale televisivo Rossiya 24 arriva la conferma dell’assalto delle forze speciali di Mosca.  
Il ministero della Difesa russo avrebbe esortato Kiev a far deporre entro mezzogiorno le armi ai propri soldati per potergli garantire la sopravvivenza. Ma l’appello sembra sia caduto nel vuoto.

E mentre la città è allo stremo e mancano da giorni acqua, elettricità e derrate alimentari, resistono nella fabbrica i miliziani di Azov assieme, dicono fonti ucraine ma smentite da quelle russe, circa un migliaio di civili tra cui donne e bambini. 

Semplicemente la resa non è un’opzione contemplata: il comandante Michail Pirog, alla guida del Battaglione dei volontari della formazione nazionalista Azov nel distretto di Zaporizhzhia, ha detto al Corriere della sera di oggi: "Gli eroi combattenti di Mariupol si batteranno sino all'ultimo uomo. I russi possono tranquillamente fare a meno dei loro ultimatum".   
 

I soldati ucraini nelle aree più critiche, ha rivelato il comandante, "possono ancora resistere per settimane, ma gli mancano cibo e acqua, come ai civili. A Mariupol la proporzione è di circa mille soldati ucraini accerchiati contro diecimila russi”. 

E a chi taccia il battaglione Azov di nazismo, Pirog dalle pagine del quotidiano ha replicato: "Noi siamo patrioti che combattono per la libertà e la democrazia. Ci battiamo anche per difendere le democrazie europee contro il fascismo espansionista di Putin. Sono i russi i nuovi hitleriani”. 

Mentre l'intelligence britannica, in un dossier, confermava ieri che la strategia del Cremlino è finalizzata a colpire i civili, da Zelensky nella notte è arrivata la certezza dell'attacco russo contro la parte orientale dell'Ucraina:  "Possiamo già affermare che le truppe russe hanno iniziato la battaglia per il Donbass. Una parte significativa dell'intero esercito russo è ora concentrata su questa offensiva. Non importa quante truppe russe saranno impiegate e dislocate lì, noi combatteremo. Ci difenderemo e lo faremo ogni giorno. Non rinunceremo a nulla di ucraino. E non abbiamo bisogno di nulla di straniero".