Il piano svelato da RaiNews24 e rainews.it

Pellissier lancia il crowdfunding per la Clivense. Ecco i dettagli del progetto

Il lancio ufficiale è il 27 aprile. Quota minima 250 euro. L'obiettivo è la serie B in 5 anni. L'ex capitano del Chievo: bisogna sognare in grande

A Sergio Pellissier la fine del Chievo non è andata giù. E quindi aveva promesso ai suoi tifosi che quella comunità non sarebbe stata dispersa. E’ con questo spirito che nel settembre 2021 mette su la Fc Clivense. E riparte dalla terza categoria.

Ma una promessa è una promessa. E quindi Pellissier aveva deciso che la Clivense non poteva essere una delle tante squadre, magari animate da ex calciatori. Doveva essere qualcosa di diverso. Doveva essere un progetto fondato sui propri tifosi, partendo da quella comunità - lui la chiama “famiglia” - che si è sentita tradita dalla fine ingloriosa del Chievo. Restituire loro fiducia nel calcio. E l’orgoglio di una piccola realtà che scala le classifiche del calcio che conta.
 
Tutto in 8 settimane
Ecco perché ad 8 mesi dalla nascita, la Fc Clivense punta al salto di qualità. E vuole farlo proprio insieme e grazie ai propri tifosi, o anche a semplici appassionati.
Così per 8 settimane - dal 27 aprile al 27 giugno - ognuno potrà comprare una quota della società Clivense. Basteranno appena 250 euro.
La Fc Clivense infatti lancia un crowdfunding per aumentare il proprio capitale. RaiNews24 e rainews.it sono in grado di anticiparne i contenuti.

L’obiettivo minimo è raccogliere 150mila euro. In sostanza almeno 600 investitori. Ma ovviamente Pellissier punta a raccogliere molto di più.
Anche perché più il crowdfunding avrà successo più obiettivi potranno essere centrati. Il primo da centrare è l’acquisizione del titolo per la Serie D del prossimo anno. Ma, contemporaneamente, dare subito il via alla costruzione di un centro sportivo fondato sulla “multi-disciplinarità”, che possa diventare anche luogo di aggregazione di tifosi e appassionati.

Quella che parte il 27 aprile è una vera e propria equity: chi compra una “quota” da almeno 250 euro entra nel capitale della società. Matura tutti i diritti patrimoniali, godrà di eventuali rivalutazioni della quota e dividendi. E potrà partecipare all'Assemblea annuale dei soci.
E’ pur vero che per poter nominare i consiglieri di amministrazione bisogna essere detentori di una quota di almeno 10mila euro, ma nulla esclude che gruppi di tifosi decidano di mettersi insieme – sul modello dei patti parasociali – e arrivare così a dire la loro anche nella scelta dei dirigenti. In fondo, basta mettere insieme appena 40 detentori di una quota minima per poter arrivare a contare ancor di più.

Ma è proprio questo quello che piace a Pellissier: la Clivense è nata e deve svilupparsi sulla base di un modello partecipativo.
Quindi l’attuale società sportiva dilettantistica sarà assorbita e posseduta al 100% da una nuova società, la Fc Clivense srl. L’assetto societario di quest’ultima dovrà dare il giusto peso ai tifosi: e quindi l’obiettivo è stabilizzarsi conservando il 60% ai soci fondatori, ipotizzando un 20% detenuto da grandi investitori, e il restante 20% dai tifosi.
 
Obiettivo 600 soci e il valore “Pellissier”
Guardando gli asset sui quali lavorare, l’obiettivo è alla portata.
Partiamo da un dato molto “social”. Sergio Pellissier ha 90mila follower su instagram. Se anche solo 1 su 100 aderisse, l’obiettivo minimo sarebbe largamente raggiunto.
Poi c’è il tessuto sociale del nord est, con una piccola e media imprenditoria che potrebbe essere attratta da un investimento in una squadra che punta a essere una nuova “favola” del calcio che parte dal basso.
E, infine, ci sono poi i grandi investitori e sponsor.

Anche per attrarre loro, la Clivense si pone obiettivi ambizioni: arrivare in Serie C in 2 anni, e puntare alla B in 5 anni. Senza nascondersi la speranza di arrivare nella massima serie nel 2028.

Ma senza ripetere gli errori del passato. E quindi costruendo una società solida, sostenibile. E per farlo, l’intenzione è diversificare le fonti di finanziamento. Tenendo i diritti tv in una percentuale al passo con le medie europee, quindi intorno al 40-50%. Favorendo invece i ricavi commerciali – come il merchandising – e quelli da “ticketing”, entrambi al 20%. Una “torta” dei ricavi equilibrata per evitare scossoni e nuove delusioni.
Ci riuscirà? Il primo test sarà nelle prossime 8 settimane. E’ una sfida. Ma Pellissier, come ha dimostrato il 13 aprile scorso che a 43 anni si può tornare in campo, così intende dimostrare che il calcio clivense può tornare tra le grandi.
 
I precedenti
Il crowdfunding nel calcio non è una novità assoluta. Altre esperienze ci sono. Più spesso all’estero. In Italia, invece, si registra solo un caso.
Ad aprire questa strada nel nostro Paese è, tra il 2018 e il 2019, il Pordenone Calcio. Un aumento di capitale da oltre 2 milioni di euro. Rispetto all'obiettivo iniziale di 2,2 milioni di euro, l’operazione si è conclusa con ben 2,8 milioni di euro raccolti.
Anche in quel caso, era possibile comprare una quota con 250 euro. Anche se, stando ai dati finali, gli investitori sono stati 267, con una media quindi di 10mila euro ciascuno. Dunque un ottimo risulta finanziario, che sembra aver smosso più medi e grandi investitori che la cosiddetta clientela “retail”.
E questa potrebbe essere una delle differenze dalla strada scelta dalla Fc Clivense. Almeno nelle intenzioni della società. Ma la differenza principale sta nel fatto che la Clivense è la prima società italiana che lancia il crowdfunding praticamente appena nata.
 
Radicalmente diverso è l’esempio recente dei Glasgow Rangers.
Una società di storia lunghissima, circa 150 anni, che veniva dalla vittoria del campionato scozzese. Forte di tutto ciò ha aperto la compagine azionaria nel 2021. Ma l’obiettivo era principalmente la sostenibilità finanziaria. Infatti, la “quota” minima di ingresso è stata fissata a 500 sterline, pari a quasi 600 euro. Insomma, non per tutti.
 
Alcune squadre italiane – come Juventus, Roma, Lazio – hanno scelto la quotazione in borsa. Una strada profondamente diversa. Quotarsi in borsa vuol dire aprirsi all'acquisto da parte di piccoli e grandi investitori con finalità meramente speculative. E’ una scelta fondata su una idea che premia maggiormente il pilastro economico-finanziario della società. E che si espone anche a grande volatilità, legata all'andamento della squadra in campionato.
Il crowdfunding, e l’acquisto di una “quota”, risponde invece alla proposta di un progetto che inevitabilmente ha una prospettiva di media/lunga durata.

Un altro fenomeno sta prendendo piede, invece, nel nostro Paese, ed è quello delle criptovalute. Ormai sono sempre più numerose le squadre che hanno deciso di dare il via ai fan token. Un modo per fidelizzare il proprio pubblico. Di recente anche la nazionale di calcio italiana è sbarcata in questo mondo.
In estrema sintesi, il tifoso deve aprire un proprio portafoglio di moneta digitale, quindi scambiare moneta reale con bitcoin, e con questa criptovaluta può comprare e vendere fan token. In qualche modo dei “gettoni” che danno diritto a partecipare a iniziative, sondaggi delle società di calcio o ricevere premi.  Ma non danno alcun accesso alla compagine societaria. Il valore delle criptovalute cambia costantemente, esattamente come il tradizionale mercato delle valute. Pertanto è possibile anche capitalizzare queste variazioni vendendo e comprando fan token, o scambiando bitcoin con moneta reale.