Strasburgo

Mattarella: "La guerra spinge l'Europa all'unità"

Il presidente della Repubblica al Consiglio d'Europa: "La Russia ha scelto di collocarsi fuori dalle regole, non si può arretrare dalla difesa dei diritti umani. La guerra è un mostro vorace mai sazio"

Mattarella: "La guerra spinge l'Europa all'unità"
Rainews.it
Mattarella a Strasburgo

Oltre venti minuti per il discorso che Sergio Mattarella ha tenuto al consiglio d’Europa, intervento culminato con un lungo applauso. 

Era atteso con grande attenzione a Strasburgo il presidente della Repubblica, che ha speso parole dirette alla Russia, definita responsabile e colpevole dei crimini commessi in terra ucraina e al richiamo del ruolo sempre più coeso tra i Paesi europei lungo la strada che sembra essere ancora più tracciata verso l’obiettivo condiviso della pace. “Prove di dialogo e non di forza tra potenze”. 


“La guerra è un mostro vorace mai sazio”


"La responsabilità della sanzione adottata (l'esclusione del Consiglio d'Europa) ricade interamente sul Governo della Federazione Russa. Desidero aggiungere: non sul popolo russo, la cui cultura fa parte del patrimonio europeo e che si cerca colpevolmente di tenere all'oscuro di quanto realmente avviene in Ucraina", ha spiegato il Capo dello Stato. 
“La tentazione di moltiplicare i conflitti è sullo sfondo dell'avventura bellicista intrapresa da Mosca. La devastazione apportata alle regole della comunità internazionale potrebbe propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermare subito questa deriva. Dobbiamo saper opporre a tutto questo la decisa volontà della pace. Diversamente ne saremo travolti", ha rimarcato Mattarella.

"Non c'è ragion di Stato che tenga nel caso di violazioni dei diritti della persona. Più liberi, più sicuri, più coesi"


"Non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli. La ferma e attiva solidarietà nei confronti del popolo ucraino e l'appello al Governo della Federazione Russa perché sappia fermarsi, ritirare le proprie truppe, contribuire alla ricostruzione di una terra che ha devastato, è conseguenza di queste semplici considerazioni. Alla comunità internazionale tocca un compito: ottenere il cessate il fuoco e ripartire con la costruzione di un quadro internazionale rispettoso e condiviso che conduca alla pace".


Ma è solo grazie alla collaborazione che si possono contrastare i conflitti : "Il Consiglio d'Europa è figlio di quella spinta al multilateralismo che caratterizzò gli anni successivi al Secondo conflitto mondiale, insieme al sistema delle Nazioni Unite. Una spinta basata su una considerazione elementare: la collaborazione riduce la contrapposizione, contrasta la conflittualità, aumentando le possibilità di composizione positiva delle vertenza. “Bisogna avere il coraggio di passare, nel rapporto tra gli Stati, dal diritto della forza alla forza del diritto", ha aggiunto. 

La corte penale per i crimini di guerra 

"Mentre il conflitto ha ulteriormente indebolito il sistema internazionale di regole condivise - e il mondo, come conseguenza, è divenuto assai più insicuro -  la via di uscita appare, senza tema di smentita, soltanto quella della cooperazione e del ricorso alle istituzioni multilaterali. Sembrano giungere a questa conclusione anche quei Paesi che, pur avendo rifiutato sin qui di riconoscere la giurisdizione della Corte Penale Internazionale, ne invocano, invece, oggi, l'intervento, affinché vengano istruiti processi a carico dei responsabili di crimini, innegabili e orribili, contro l'umanità, quali quelli di cui si è resa colpevole la Federazione Russa in Ucraina, riconoscendo in tal modo il necessario ruolo di quella Corte", ha rimarcato il capo dello Stato. 

"Un grande intellettuale, Paul Valery - passato attraverso le due guerre mondiali - richiamava i concittadini europei a prendere coscienza di vivere in un mondo "finito". Non c'è più terra libera" - scriveva -  nessun lembo del globo è più da scoprire. Se nessuno è più estraneo a nessuno, si interrogava il presidente Pertini, non è giunto il tempo che gli uomini apprendano a essere in pace con se stessi?", ha osservato il presidente della Repubblica. 

Le radici della pace: “Dialogo, non prove di forza tra grandi potenze che devono comprendere di essere sempre meno tali”

"Prospettare una sede internazionale che rinnovi radici alla pace, che restituisca dignità a un quadro di sicurezza e di cooperazione, sull'esempio di quella Conferenza di Helsinki che portò, nel 1975, a un Atto finale foriero di positivi sviluppi. E di cui fu figlia la Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Si tratta di affermare con forza il rifiuto di una politica basata su sfere di influenza, su diritti affievoliti per alcuni popoli e Paesi e, invece, proclamare, nello spirito di Helsinki, la parità di diritti, la uguaglianza per popoli e persone. Secondo una nuova architettura delle relazioni internazionali, in Europa e nel mondo, condivisa, coinvolgente, senza posizioni pregiudizialmente privilegiate"

Unione europea e covid 

"Abbiamo vissuto una lunga fase di difficoltà a causa della pandemia, con momenti drammatici. Il virus non è ancora debellato, ma abbiamo imparato a combatterlo. Desidero, in questa sede, rendere omaggio a tutti coloro che, a costo di rischi personali, che talvolta hanno comportato il sacrificio della vita, hanno contribuito a conseguire i risultati di cui oggi ci possiamo giovare. Una volta di più abbiamo avuto conferma di quanto valga la cooperazione internazionale", ha sottolineato.

L'apprezzamento dal Consiglio d'Europa

La segretaria generale del Consiglio d'Europa, Marija Pejcinovic Buric, ha rivolto al Presidente Sergio Mattarella i ringraziamenti all'Italia per la leadership che ha mostrato in un momento così difficile per l'Europa e l'organismo paneuropeo, durante la presidenza delcomitato dei ministri, e per l'accoglienza dei rifugiati ucraini".