Ricompensa di 50 mila dollari per chi dà informazioni

New York, spari nella metro: continua la caccia all'uomo. 23 i feriti, nessuno in pericolo

Il sospettato, Frank James, avrebbe detto nei suoi video online: "Soffro di disturbo da stress post-traumatico. Voglio vedere le persone morire di fronte a me"

New York, spari nella metro: continua la caccia all'uomo. 23 i feriti, nessuno in pericolo
Alexi J. Rosenfeld/Getty Images
Spari nella giornata di ieri alla metropolitana di New York, si cerca un uomo in fuga

Continua la caccia all’uomo nella Grande Mela. Nonostante la notizia diffusa dalla Abc intorno alle 14.30 - ora italiana -  che lo voleva in custodia cautelare e poi smentita dallo stesso network, la polizia continua a setacciare la città di New York per trovare Frank James, un afroamericano di 62 anni, ritenuto il possibile responsabile della sparatoria di ieri nella metropolitana, avvenuta nell'ora di punta intorno alle 8.40 locali di ieri, le 14.40 in Italia. 

A quasi 24 ore dall’incidente il sospettato rimane quindi ancora in fuga nonostante il grande dispiegamento di mezzi su tutto il territorio. 

Ventitré i feriti, così il bilancio finale, nessuno di loro in pericolo di vita, mentre si è alzato il livello di attenzione a fronte dei video che James ha pubblicato sui social e definiti dagli investigatori “preoccupanti” in cui parlava dei senzatetto e del sindaco di New York, Eric Adams, al momento a casa con il Covid.  

In un video caricato l'11 aprile aveva detto: "Volevo vedere le persone morire immediatamente davanti alla mia  faccia", sottolineando di non voler andare "in nessun carcere". 

Secondo il Newsweek, in un altro video caricato a marzo, Frank James aveva affermato che stava "tornando nella zona di pericolo, per così dire, e sto innescando molti pensieri negativi" e, ancora, "soffro di un grave caso di disturbo da stress post-traumatico dopo tutto quello che ho passato nel corso degli anni". Ha anche detto pubblicamente di essere un paziente per problemi di salute mentale in una delle cliniche di New York e, dopo essersene andato lì per chiedere aiuto, ha avuto più problemi di prima. 

In altri video ha affermato che i bianchi guardano i neri come schiavi e "non dovrebbero avere alcun contatto tra loro", mentre sul suo profilo Facebook ha usato termini razzisti per indicare il popolo messicano e ha minacciato di sparare a un uomo che credeva gli avesse fatto un torto.

Per ora si parla ancora comunque di “persona di interesse”, le forze dell’ordine non si sbilanciano completamente indicandolo come autore sicuro della tentata strage. All'interno della stazione le telecamere non funzionavano e così la polizia - che offre 50.000 dollari a chiunque sia in grado di fornire informazioni che portino all'arresto del responsabile – è costretta a vagliare i video dei testimoni a caccia di indicazioni e per incrociare le informazioni a sua disposizione.


 

Secondo le prime ricostruzioni il sospetto, vestito da addetto della metro, era all'interno del vagone quando ha estratto dal suo zainetto una bomboletta fumogena. Quindi ha indossato la maschera antigas e ha iniziato a sparare: almeno 33 i colpi esplosi con una Glock 9 millimetri quando si è fortunatamente inceppata evitando una strage

A quel punto l'uomo è scappato. Alla fermata oltre alla pistola usata, è stata trovata una borsa con le chiave del furgoncino affittato, munizioni, un'accetta, fuochi d'artificio e un contenitore con della benzina.

Il sospettato risultate essere il titolare di una carta di credito usata per affittare il furgoncino legato all'attacco e trovato a pochi isolati dalla stazione di Sunset Park, a Brooklyn. Su James si sa al momento ben poco: ha affittato il mezzo a Philadelphia, dove ha una delle sue residenze. L'altra è in Wisconsin.

In un tweet la stessa polizia descrive Frank James come una "persona di interesse in merito alla sparatoria nella metropolitana di Brooklyn e chiede ha chi ha informazioni di riversarle agli operatori della linea appositamente telefonica allestita. Siamo veramente fortunati che non sia andata peggio” – ha aggiunto, sottolineando come l'attentatore sia salito sulla metro con l'intento di commettere un atto di violenza. 

 

Crescono intanto le polemiche sulla sicurezza della città

Il capo della polizia di New York, Keechant Sewell, assicura che le indagini proseguono serrate con centinaia di agenti impegnati sul campo mentre il sindaco Adams assicura il proprio impegno combattere la violenza dilagante, in particolare nella metro. Fra le ipotesi paventate dal primo cittadino, quella dell’uso dei metal detector nelle stazioni. 

Ma le polemiche sulla gestione dei crimini sono destinate ad aumentare: appena un mese fa un uomo era stato accoltellato all'interno del museo MoMa.