Strage del Mottarone, annullati i domiciliari per Nerini e Perocchio

La Cassazione cancella la decisione del Riesame per il direttore della funivia e il titolare della concessione. Tra 30 giorni le motivazioni

Strage del Mottarone, annullati i domiciliari per Nerini e Perocchio
LaPresse
Strage funivia Mottarone, le operazioni di rimozione con elicottero della cabina precipitata

La Cassazione ha annullato, con rinvio a una nuova sezione del Tribunale del Riesame di Torino, il provvedimento che lo scorso ottobre aveva disposto agli arresti domiciliari Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, due tra gli indagati della tragedia del Mottarone. 

Per Perocchio, direttore di esercizio della funivia e Nerini, titolare della concessione dell’impianto, è stato quindi accolto il ricorso delle difese che avevano chiesto di ribaltare l'ordinanza con cui i giudici torinesi avevano respinto la richiesta del gip di Verbania, Donatella Banci Buonamici, di non procedere con il loro fermo. 

Secondo la gip non c’era il pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, ma i Pm  ne avevano poi impugnato il provvedimento. Lo scorso ottobre, quindi, il Riesame aveva dato loro ragione, rilevando l'esistenza delle esigenze cautelari e disponendo i domiciliari per i due.

Per Perocchio la decisione di oggi è limitata alla scelta della misura: la Suprema Corte non si è pronunciata sulle esigenze cautelari e sul quadro indiziario che rimangono, quindi, confermati. 

Per Nerini è stato annullato l’intero provvedimento del Riesame di Torino.

Venerdì scorso si era tenuta l'udienza per discutere il ricorso delle tre difese e per capire quale sia il punto o i punti da rivalutare, si attendono la pubblicazione delle motivazioni che avverranno, di rito, tra trenta giorni.

Indagato, oltre a loro, Gabriele Tadini, il capo servizio delle Ferrovie del Mottarone: il 25 novembre per lui furono revocati gli arresti domiciliari per decorrenza dei termini, essendo passati sei mesi dall'arresto.


 

Strage funivia Mottarone, le operazioni di rimozione con elicottero della cabina precipitata LaPresse
Strage funivia Mottarone, le operazioni di rimozione con elicottero della cabina precipitata

Enrico Perocchio e Luigi Nerini sono tra gli indagati per la tragedia avvenuta lo scorso 23 maggio in cui hanno perso la vita 14 persone mentre si trovavano in gita sulla cabina della funivia Stresa – Alpina – Mottarone. 


Verso le ore 12:30 la cabina numero 3 della funivia si stava apprestando ad entrare nella stazione di monte in vetta al Mottarone quando si è verificato un cedimento strutturale della fune traente. 


La cabina, dopo un brusco rimbalzo, è retrocessa a forte velocità, per poi sganciarsi dalla fune portante in corrispondenza di uno dei piloni del tracciato e schiantarsi al suolo, dopo una caduta di oltre 20 metri, in una zona boschiva lontana da strade carrabili, il che ha reso inizialmente difficile l'opera di soccorso. 

A sopravvivere alla tragedia fu solo il piccolo Eitan Biran, nei mesi successivi al centro di un’aspra discuta sull’affido tra la famiglia paterna e quella materna.