Il conflitto

Ucraina: disperso Vavassori, calciatore combattente. Figlio della Sgarella, rapita dalla 'Ndrangheta

Alessandra fu rapita nel 1997. Ivan ha appeso le scarpette al chiodo ed è partito "per salvare vite innocenti"

Ucraina: disperso Vavassori, calciatore combattente. Figlio della Sgarella, rapita dalla 'Ndrangheta
Ansa
Ivan Luca Vavassori, Ex calciatore in guerra

Da ieri non si hanno più notizie di Ivan Luca Vavassori, il 29enne ex portiere di Pro Patria, Legnano e Bra, che si era arruolato nell'esercito ucraino come volontario nelle brigate internazionali. L'allarme su Instagram e Facebook. "Ci dispiace informarvi che la scorsa notte durante la ritirata di alcuni feriti in un attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dall'esercito russo. In uno di questi c'era forse anche Ivan, insieme col 4° Reggimento. Stiamo provando a capire se ci sono sopravvissuti". 

Sulle stesse pagine social in serata è stato pubblicato un post che dà speranza: "Ciao a tutti, il team di Ivan è ancora vivo - è il messaggio, anche questo in inglese -. Stanno cercando di tornare indietro. Il problema è che sono circondati da forze russe, così non sanno quando e quanto tempo ci vorrà per tornare indietro. Ci sono 5 persone morte e 4 feriti, ma non conosciamo i loro nomi", conclude il post.

Ivan Luca è nato in Russia ed è stato adottato a cinque anni da Pietro Vavassori e Alessandra Sgarella, morta nel 2011 dopo una lunga malattia. Il nome della mamma adottiva è noto alle cronache perché nel 1997, proprio quando il bambino sarebbe dovuto arrivare dalla Russia, fu rapita e imprigionata per dieci mesi dalla ‘ndrangheta.  

Vavassori vanta una discreta carriera nel calcio dove ha giocato nel ruolo di portiere con Pro Patria, Bra e Legnano.

Il 26 febbraio scorso aveva dato l'addio al suo passato da calciatore su Facebook postando una foto delle scarpette appese al chiodo. “Posso solo dire grazie al calcio. Mi ha fatto vivere in un campo e non per strada, mi ha fatto conoscere molti posti e gente. Ho pianto e sono stato molto felice. Il sogno del bambino di diventare campione del mondo o giocare con grandi giocatori finisce qui”, si legge.

Due giorni dopo, sempre sui social, aveva manifestato l'intenzione di partire per l'Ucraina: “È difficile come decisione... Ma può aiutare a salvare vite innocenti”, aveva scritto in un post accompagnato dalla foto di un cartello in cui si invita ad aderire alla Legione Straniera.

Dopo il benestare dell'ambasciata di Kiev in Italia, l'ex calciatore è entrato così a far parte della "Legione di difesa internazionale Ucraina", diventando il "comandante Rome".

Prima di partire, aveva ricordato l'estrema difficoltà nella quale si sarebbe trovato ad operare. "La nostra - aveva scritto - sarà  una missione suicida perché abbiamo pochissime unità contro un intero esercito, ma preferiamo provare. Quel che importa è morire bene, soltanto allora inizia la vita". 

Dall'Ucraina ha continuato a tenere aggiornati i suoi follower su TikTok con una serie di video in cui racconta le sue giornate al fronte. Poi il silenzio. In uno degli ultimi post parla di una missione di recupero di materiali e attrezzature radio, andata a buon fine, e annuncia l'intenzione, con la sua squadra, di staccarsi dal reggimento per compiere missioni di salvataggio nei territori sotto controllo russo.