La guerra in Ucraina

Continua il fuoco sull'acciaieria Azovstal, la Turchia offre una nave per evacuare i feriti

"La nostra nave è pronta per partire e portare i soldati e gli altri civili feriti in Turchia, a Istanbul" ha detto il portavoce di Erdogan. Le madri dei soldati intrappolati chiedono l'intervento della Cina

Continua il fuoco sull'acciaieria Azovstal, la Turchia offre una nave per evacuare i feriti
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Bombardata di nuovo l'acciaieria Azovstal

LaTurchia è pronta a inviare una nave a Mariupol per consentire l'evacuazione dei soldati ucraini feriti e altri civili che si trovano nell'acciaieria Azovstal. Lo ha reso noto Ibrahim Kalin, portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan, in un'intervista alla Reuters, secondo quanto riporta l'agenzia Tass. 

"Il nostro piano prevede che le persone evacuate dall'acciaieria siano portate via terra al porto di Berdyansk, che come Mariupol si trova sul mar d'Azov, e che una nave turca li conduca a Istanbul", ha detto. "Se si può fare in questo modo, la nostra nave è pronta per partire e portare i soldati feriti e gli altri civili in Turchia".

Il portavoce turco ha dichiarato di aver personalmente discusso la proposta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev due settimane fa e che "resta sul tavolo" nonostante l'opposizione di Mosca. 

Trattative in corso per l'evacuazione

Intanto sono in corso intensi negoziati in queste ore sull'evacuazione dall'acciaieria di Azovstal a Mariupol di 60 persone, quelle ferite più gravemente e medici. Lo ha detto la vicepermier ucraina Vereshchuk. La Russia non accetta una evacuazione totale, e un eventuale accordo, ha aggiunto, deve essere "sobrio e pragmatico" e "il risultato potrebbe non soddisfare tutti". Nella fabbrica, ha spiegato, non ci sono solo miliziani del reggimento Azov, ma anche membri di altri reparti delle forze armate e della polizia. Le forze armate ucraine fanno sapere di avere ucciso "circa 27.200 soldati russi" dall'inizio dell'invasione".

I feriti giacciono uno accanto all'altro

Sarebbero seicento i feriti intrappolati nelle acciaierie Azovstal di Mariupol. Lo riferisce “The Kyiv Independent”, citando un agente della polizia locale, asserragliato a difesa dello stabilimento. "I soldati feriti senza arti giacciono uno accanto all'altro, in condizioni non igieniche, tra mosche, suoni di dolore e cattivi odori", ha detto, parlando di situazioni "semplicemente terribili". L'agente ha sottolineato che i combattenti feriti "non hanno medicine e la sala operatoria è costituita solo da un tavolo contro un muro, su cui i soldati vengono operati senza anestesia".

Continua il fuoco sull'acciaieria

L'acciaieria Azovstal resta sotto il pesante fuoco delle forze russe che la circondano: È il messaggio trasmesso dagli uomini del battaglione Azov, da quasi tre mesi asserragliati nella fabbrica a Mariupol. La Russia "continua a bombardare e usare artiglieria pesante e carri armati, impiega un gran numero di fanteria per tentare di assaltare le posizioni ucraine". "Nonostante la situazione estremamente critica - hanno fatto sapere via Telegram - i difensori, compiendo sforzi sovrumani, stanno respingendo i tentativi di sfondare le loro posizioni e bloccano le truppe nemiche". 

L'appello alla Cina delle famiglie dei soldati

Le famiglie dei soldati ucraini bloccati all'interno delle acciaierie Azovstal di Mariupol hanno rivolto un appello al presidente cinese Xi Jinping, chiedendogli di fare da mediatore per l'evacuazione dei loro cari. La stessa richiesta che i parenti dei combattenti asserragliati nello stabilimento, avevano già rivolto pochi giorni fa al presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Bloccati nei tunnel dell'acciaieria, senza cibo, acqua e medicine, i difensori di Mariupol "stanno vivendo un vero inferno, prego per un miracolo. Meritano di tornare in superficie e vedere la luce del sole", ha detto alla Cnn Tanya Vychnyk, mamma di un combattente di 21 anni. 

Iryna Vereshchuk: "Bene la proposta turca"

La vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk ha affermato che il governo accoglierà con favore la prospettiva di una mediazione turca o cinese nell'aiutare a organizzare l'evacuazione dei soldati feriti dal complesso Azovstal a Mariupol. Vereshchuk ha dichiarato alla televisione ucraina che "la parte turca potrebbe davvero essere un mediatore nelle questioni relative all'evacuazione" e "se Xi Jinping potesse influenzare, anche questo sarebbe positivo. Speriamo per il meglio". "Vogliamo che venga firmato un documento su come avverrà esattamente l'evacuazione da Azovstal", definendo un corridoio che funzionerà e consentirà di portare i soldati gravemente feriti a Zaporizhizhia.