USA, 26 Stati potrebbero abolire il diritto all'interruzione di gravidanza

"Bans Off Our Bodies”: in migliaia scendono in piazza per difendere il diritto all'aborto

Centinaia di manifestazioni in tutti gli Stati Uniti. Molti gli esponenti anche politici che aderiscono alla protesta come la rappresentante alla Camera Barbara Lee, Democratica della California, che di recente ha raccontato la sua storia personale

"Bans Off Our Bodies”: in migliaia scendono in piazza per difendere il diritto all'aborto
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Washington, marcia delle donne pro aborto "Bans Off Our Bodies Rally"

Oggi più di 200 manifestazioni in tutta l'America a sostegno dei diritti e dell'accesso all'aborto. Nelle grandi città la protesta con la quale gli organizzatori puntano a inviare un messaggio chiaro: "Tutti meritano l'accesso all'aborto di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e nella comunità in cui vivono e in cui hanno fiducia". 

Le manifestazioni “Bans Off Our Bodies”  ("Giu' i divieti dai nostri corpi", nel sito www.plannedparenthoodaction.org c’è la mappa completa) sono state organizzate in vista della decisione della Corte Suprema sull'aborto, dopo che una recente bozza trapelata e pubblicata ha messo in evidenza l'orientamento dei saggi a capovolgere la Roe v. Wade, la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato l'aborto negli Stati Uniti.

Molti gli esponenti anche politici che aderiscono alla protesta come la rappresentante alla Camera Barbara Lee, Democratica della California, che di recente ha raccontato la sua storia personale di quando da adolescente venne costretta ad abortire illegalmente in Messico.

I gruppi organizzatori hanno dichiarato al Washington Post che la protesta deve servire come monito ai giudici e ai legislatori: la maggioranza del Paese non vuole questo cambiamento - secondo gli ultimi sondaggi, i favorevoli a mantenere il diritto sono il 69% degli americani - e la società civile sta facendo di tutto perché la Roe v. Wade rimanga effettiva.    

Washington, marcia delle donne pro aborto "Bans Off Our Bodies Rally" Gettyimags
Washington, marcia delle donne pro aborto "Bans Off Our Bodies Rally"

La manifestazione di Washington ha due punti di riferimento: l'obelisco del National Mall e la sede della Corte Suprema, che dopo le prime proteste di inizio mese è stata recintata da una serie di barriere metalliche. 

Tra gli organizzatori le associazioni che si battono da sempre per il diritto all'autodeterminazione delle donne e alla maternità consapevole: in prima fila la rete dei consultori Planned Parenthood e Emily's List, un comitato politico che sostiene le parlamentari democratiche favorevoli a mantenere in vigore il diritto all'aborto ed anche Women's March, Move On, UltraViolet, MoveOn e SEIU. Secondo gli organizzatori quest'estate 26 Stati potrebbero abolire il diritto all'interruzione di gravidanza, una decisione che riguarderebbe circa 36 milioni di donne. I cortei in più di quaranta città, dal Texas al North Dakota, dalla Florida all'Ohio. La protesta di oggi segue le prime manifestazioni spontanee nate la sera del 2 maggio, organizzate appena era trapelata la notizia della bozza della Corte Suprema che potrebbe abolire il diritto all'aborto garantito dalla storica sentenza Roe v. Wade del 1973, e ormai considerata precedente legislativo nel sistema americano. Dopo che mercoledì tutti i senatori Repubblicani, più il Democratico Joe Manchin, si sono opposti a portare almeno in discussione la possibilità di codificare la sentenza, facendola diventare legge a tutti gli effetti, le manifestazioni di oggi sono ancora più significative.

Washington, marcia delle donne pro aborto "Bans Off Our Bodies Rally" Gettyimages
Washington, marcia delle donne pro aborto "Bans Off Our Bodies Rally"

Intanto la fuga di notizie  e la pubblicazione della bozza di decisione sull'aborto ha cambiato la Corte Suprema e le ha inflitto un duro colpo in termini di fiducia. Lo afferma il giudice della Corte Suprema Clarence Thomas, uno dei saggi conservatori di recente travolto dalla scandalo dei messaggini di sua moglie all'ex capo dello staff della Casa Bianca per capovolgere il risultato delle elezioni a favore di Donald Trump.   

 "La fiducia è ormai andata per sempre. E quando si perde la fiducia, soprattutto in un'istituzione come quella di cui faccio parte, allora l'istituzione stessa cambia profondamente", spiega Thomas.

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Washington, marcia delle donne pro aborto "Bans Off Our Bodies Rally"