Automobilisti e regole

I comportamenti degli automobilisti: tra distrazioni e sonnellini

Quadro non proprio edificante che non riguarda solo gli italiani nel barometro della Guida responsabile realizzato dall’Ipsos

I comportamenti degli automobilisti: tra distrazioni e sonnellini
Ansa/Vigili del fuoco
Incidenti stradali: due morti e un ferito sulla 106 ionica

Disattenzione: conversazioni telefoniche, vagare con la mente con lo sguardo lontano dalla strada, le occasioni di perdere il controllo della guida si moltiplicano.

I conducenti sono complessivamente consapevoli dei pericoli della disattenzione: il 65% la identifica tra le cause principali di incidenti mortali sulle strade in generale e il 48% sulle autostrade in particolare. In Europa il 16% ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente a causa dell'utilizzo del telefono al volante. 

  • l'82% ammette di distogliere lo sguardo dalla strada per più di 2 secondi cioè l'equivalente, a 130 km/h, di almeno 72 metri percorsi "alla cieca";
  • il 50% riconosce di avere momenti di distrazione o episodi di vagare con la mente (“mind wandering") durante la guida;
  • il 46% invia e/o legge SMS o e-mail (+3 in 1 anno e +1 vs 2018; 28%) di cui il 44% degli under 35; 
  • il 26% segnala degli eventi ad altri conducenti tramite un'applicazione (+1 in un anno e +6 vs 2018); 
  • il 15% partecipa a riunioni di lavoro a distanza; 
  • il 70% dichiara di telefonare durante la guida (di cui il 42% regolarmente), +5 vs 2018; 
  • il 56% con un sistema di conversazione Bluetooth con altoparlante integrato (+2 in un anno e +10 vs 2018) - una pratica altrettanto pericolosa in termini di impatto sull'attenzione quanto le altre modalità di conversazione telefonica;
  • il 44% con cuffie o auricolari;
  • il 26% con lo smartphone tenuto in mano; 
  • il 34% imposta il GPS mentre sta guidando (+3 in un anno e +10 vs 2018;);
  • il 12% per guardare un film o un video di cui il 25% degli under 35 . In totale, il 77% degli europei utilizza il proprio smartphone durante la guida, per tutti i vari usi possibili, compreso il GPS.

Sonnolenza e stanchezza: un rischio 

I conducenti europei mettono la sonnolenza in 4a posizione tra le cause degli incidenti mortali in autostrada, dietro velocità, disattenzione e guida sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti (20%; 21%). Tuttavia, molti conducenti europei affermano che la sonnolenza è stata la causa di un incidente o inconveniente in cui sono rimasti coinvolti: 

  • il 15% dei conducenti italiani ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente a causa di un assopimento;
  • il 28% ha già avuto l’impressione di essersi assopito per qualche secondo al volante;
  • il 21% ha già sconfinato sulla corsia di emergenza o sulla banchina della strada a causa di un momento di disattenzione o di assopimento.

Eppure, il 45% dei conducenti italiani pensa di guidare altrettanto bene o addirittura meglio quando è stanco, il 22% considera che si può guidare stanchi e il 37% continua a guidare anche se si sente molto stanco, perché è obbligato a farlo.

Per i lunghi viaggi, alcune pratiche, che possono provocare sonnolenza al volante, sono ancora molto diffuse

  • Il 78% dei conducenti italiani va a dormire più tardi o si alza più presto del solito prima di un lungo viaggio; 
  • il 77% finisce i preparativi in tarda serata alla vigilia della partenza; 
  • il 68% parte di notte.

Aumenta la percentuale di conducenti che non si prendono una pausa dopo 2 ore di guida: il 66% e aumenta anche il tempo medio di guida prima di fermarsi: 3 ore e 20 minuti.

Allo stesso tempo, fortunatamente stanno aumentando alcune abitudini molto efficaci per prevenire la sonnolenza

  • l’86% dei conducenti italiani programma gli orari di partenza in funzione delle ore in cui sa di essere meno stanco; 
  • l’80% sposta il momento della partenza quando è stanco; 
  • il 67% cambia conducente nel corso del tragitto quando è possibile;
  • il 70% si ferma nel corso del tragitto per fare un sonnellino - la pratica più efficace per prevenire il rischio di addormentarsi al volante. Sottolineiamo una particolarità che si conferma anno dopo anno: sono i conducenti belgi ad aver integrato al meglio il principio del sonnellino nella gestione del loro lungo viaggio (lo usa il 76%, ovvero 18 punti in più rispetto alla media europea).

Inciviltà: tutti pensano di essere conducenti responsabili, ma l'aggressività resta sulla strada

Leggermente in calo nel 2021, l'autovalutazione compiacente dei conducenti è tornata al livello molto alto degli anni precedenti, così come l'inciviltà. 

Gli automobilisti italiani sono convinti di essere esemplari al volante: il 95% cita almeno un aggettivo positivo per descrivere il proprio atteggiamento sulla strada: la stragrande maggioranza si considera vigile (77%) e calma (51%), e molti addirittura si considerano cortesi (16%). Solo alcuni ammettono di essere stressati (13%). Ma non si considerano quasi mai aggressivi (2%, pericolosi (1%) o irresponsabili (1%). 

Grafica guido sicuro VINCI Autoroutes
Grafica guido sicuro

Ma chi sono i cattivi guidatori? Ovviamente, e all'unanimità: gli altri. Infatti, l’82% degli automobilisti italiani cita almeno un aggettivo negativo per descrivere il comportamento degli altri, che sono considerati irresponsabili (46%), pericolosi (35%), aggressivi (22%) e stressati (34%). 

Questa severa valutazione è accompagnata da una forte sensazione di insicurezza durante la guida, perché l'86% ha già avuto paura del comportamento aggressivo degli altri conducenti. Alcuni conducenti riconoscono anche che l'auto influenza negativamente il loro comportamento. Infatti, il 21% dei conducenti europei ammette di non essere più veramente la stessa persona quando è al volante e si ritiene più nervoso, impulsivo o aggressivo rispetto alla vita quotidiana. Per il 26% di loro, la protezione creata dall'abitacolo dell'auto li fa sentire “come in una bolla” e li porta a prestare meno attenzione agli altri e il 19% arriva addirittura a pensare che, in viaggio, “ciascuno per sé”. 

Infatti, nonostante le loro smentite, la maggioranza degli automobilisti italiani dà prova di aggressività al volante: 

  • il 58% ammette di aver insultato altri conducenti;
  • il 56% suona il clacson in modo inopportuno ai conducenti che lo irritano;
  • il 32% sta attaccato deliberatamente al veicolo dei conducenti che lo irritano;
  • il 28% sorpassa a destra in autostrada;
  • il 31% esce dal proprio veicolo per discutere con un altro conducente, una cifra in costante aumento dal 2015 (+7 dal 2015).

Velocità, consumo di alcol o sostanze stupefacenti, dimenticanza delle regole basilari di sicurezza aumentano i comportamenti a rischio

  • L’81% dei conducenti italiani supera di qualche chilometro orario il limite di velocità; 
  • il 52% dimentica di mettere la freccia per sorpassare o cambiare direzione;
  • il 9% ammette di guidare anche quando ha superato il limite di alcol consentito senza però sentirne gli effetti;
  • il 30% dimentica di allacciare la cintura di sicurezza;
  • il 9% dichiara di mettersi al volante avendo assunto farmaci che potrebbero alternarne la vigilanza; 
  • il 12% si mette in viaggio dopo aver fumato cannabis o assunto droghe (+1; 6%), di cui il 9% degli under 35.

Il veicolo elettrico e il suo conducente

Nel 2022 il 19% degli automobilisti europei, ovvero quasi 1 su 5, ha già guidato un veicolo elettrico. Tra questi, il 5% ne ha uno. Comportamenti più responsabili grazie ai veicoli elettrici?  La maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici segnala un impatto positivo del passaggio all'elettrico sul proprio comportamento di guida: 

  • il 51% usa maggiormente il freno motore e frena più gradualmente;
  • il 47% è più attento agli altri utenti della strada, in particolare pedoni e ciclisti;
  • il 48% adotta una guida più efficiente nei consumi e più fluida;
  • il 35% fa più pause - il tempo di ricaricare l'auto.

Nuove abitudini da adottare durante la guida del veicolo

La guida di un veicolo elettrico può richiedere una formazione specifica. Inoltre, il 63% dei proprietari ha avuto la sensazione di guidare un veicolo molto diverso da un veicolo termico, quando ha preso il controllo del proprio veicolo elettrico. Il 64% guardava spesso il livello di carica del veicolo per paura che scendesse troppo rapidamente e il 57% era turbato dall'assenza di rumore che segnalava il proprio arrivo ad altri utenti come pedoni o ciclisti.