Stati Uniti

Biden contro la Corte Suprema sull'aborto: "È fondamentale il diritto di scelta delle donne"

Centinaia di donne dei movimenti pro choice hanno protestato nella notte di fronte alla Corte Suprema orientata a ribaltare la storica sentenza “Roe vs Wade” con cui nel 1973 la stessa Corte riconobbe il diritto costituzionale all'aborto negli Usa

Biden contro la Corte Suprema sull'aborto: "È fondamentale il diritto di scelta delle donne"
LaPresse
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden

“La mia amministrazione ha sostenuto con forza davanti alla Corte la difesa della sentenza ”Roe vs Wade". Abbiamo detto che Roe si basa su una lunga serie di precedenti che riconosce il concetto di libertà personale del quattordicesimo emendamento contro l'interferenza del governo in decisioni intensamente personali. Credo che il diritto di scelta di una donna sia fondamentale, Roe è legge del paese da quasi cinquant'anni e l'equità di base e la stabilità della nostra legge esigono che non venga ribaltata". 

Il presidente americano Joe Biden è intervenuto con un comunicato ufficiale sul sito della Casa Bianca a difesa della libertà di scelta delle donne sulla questione dell'aborto dopo che una copia della decisione della Corte Suprema che ribalterebbe la legge “Roe vs Wade”, sull'aborto negli Usa, è stata resa pubblica. "Non sappiamo se questa bozza sia genuina o se rifletta la decisione finale della Corte", ha rimarcato Biden.

"Poco dopo l'emanazione della legge del Texas SB 8 e di altre leggi che limitano i diritti riproduttivi delle donne, ho incaricato il mio Consiglio per la politica di genere e l'ufficio del consulente legale della Casa Bianca di preparare opzioni per una risposta dell'amministrazione al continuo attacco all'aborto e ai diritti riproduttivi, in una varietà di possibili esiti nelle cause pendenti dinanzi alla Suprema Corte. Saremo pronti quando verrà emessa qualsiasi sentenza", sottolinea Biden. 

"A livello federale abbiamo bisogno di senatori pro choice ed una maggioranza pro choice alla Camera per approvare una legge che codifichi la Roe, che io mi impegnerò a far approvare e firmare", conclude Biden riferendosi alla necessità di approvare una legge federale che tuteli il diritto all'aborto. 

La bozza è vera, ma non è definitiva

La bozza della decisione sull'aborto riportata dai media è autentica, ma non rappresenta la posizione finale e definitiva dei componenti della Corte Suprema. Lo afferma la stessa Corte Suprema.

"Anche se autentico, il documento riportato non rappresenta una decisione della Corte o la sua posizione finale e quella definitiva dei suoi membri sul caso", si legge in una nota dei 9 giudici supremi americani. In seguito alla pubblicazione della bozza si sono moltiplicate le richieste alla Corte Suprema per una decisione sulla Roe vs Wade a giorni invece che alla fine di giugno come previsto. Non è però chiaro se i giudici cederanno alle pressioni. I democratici intanto affilano le armi e in Congresso si preparano alla battaglia con il loro leader in Senato, Chuck Schumer, che si impegna a convocare un voto sull'aborto. 

Il ribaltone della Corte Suprema

La Corte Suprema americana sarebbe orientata a ribaltare la storica sentenza, “Roe vs Wade” con cui nel 1973 la stessa Corte riconobbe il diritto costituzionale all'aborto negli Stati Uniti. Lo rivela “Politico”, citando una bozza di parere della maggioranza redatta dal giudice Samuel Alito fatta circolare all'inizio di febbraio. Stando alle anticipazioni - che l'emittente americana definisce "una straordinaria violazione della riservatezza e della segretezza della Corte Suprema" -, cinque giudici voterebbero per rovesciare la sentenza. Il presidente della Corte Suprema John Roberts non vorrebbe ribaltare completamente “Roe vs Wade”, il che implica che avrebbe dissentito da parte della bozza di parere di Alito - secondo fonti citate dalla Cnn - probabilmente con i tre liberali della corte. Ne deriva, continua la stessa fonte, che i cinque giudici conservatori che costituirebbero la maggioranza favorevole ad un ribaltamento del provvedimento sono Alito e i giudici Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett.

Roberts sarebbe tuttavia disposto a sostenere la legge del Mississippi sul divieto di abortire dopo 15 settimane, ha appreso la Cnn. Secondo la legge attuale, il governo non può interferire con la scelta di una donna di interrompere una gravidanza prima di circa 23 settimane. Il caso attualmente in esame, Dobbs vs Jackson, riguarda una contestazione alla legge del Mississippi e le argomentazioni orali sono state ascoltate il 1° dicembre. Il rilascio di un parere finale sul caso è previsto entro questa primavera o all'inizio dell'estate. Nella bozza di parere, Alito scrive che Roe "deve essere annullata". "La Costituzione non fa alcun riferimento all'aborto e nessun diritto del genere è implicitamente protetto da alcuna disposizione costituzionale", afferma. Roe "è stata fin dall'inizio estremamente sbagliata", basata su un ragionamento "eccezionalmente debole" con "conseguenze dannose". "È tempo di dare ascolto alla Costituzione e restituire la questione dell'aborto ai rappresentanti del popolo", scrive ancora. "Questo è ciò che richiedono la Costituzione e lo stato di diritto". 

Inchiesta sulla fuga di notizie

"La fuga di notizie senza precedenti di ieri è un tentativo di danneggiare gravemente la Corte Suprema. Questa campagna chiaramente coordinata per intimidire e ostacolare i giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti, e la sua indipendenza nel nostro sistema politico, deve essere immediatamente indagata". Così si è espresso il leader repubblicano della Camera, Kevin McCarthy, commentando la fuga di notizie sulla bozza di decisione della Corte suprema che potrebbe sovvertire la sentenza Roe vs Wade che garantisce la costituzionalità del diritto all'aborto.

"La sbalorditiva violazione di ieri sera è stata un attacco all'indipendenza della Corte Suprema", ha commentato il senatore repubblicano Mitch McConnell, che ha parlato di "escalation nella campagna della sinistra radicale per intimidire i giudici federali e sostituire il governo della mafia allo stato di diritto". McConnell ha invocato l'intervento del Dipartimento di giustizia. Il senatore repubblicano Mitt Romney ha anche chiesto un'indagine sulla "violazione del processo deliberativo della Corte" e la "punizione" dei responsabili. 

Attiviste protestano davanti la Corte Suprema

Centinaia di donne ed attiviste dei movimenti pro choice hanno protestato nella notte di fronte alla Corte Suprema. "L'aborto è assistenza sanitaria", "Il mio corpo, la mia scelta", gli slogan delle donne che hanno protestato la notte scorsa a Washington, mentre davanti all'edificio che ospita la Corte Suprema si sono radunati anche gruppi pro life che invece hanno scandito slogan per l'abolizione del diritto di aborto. La bozza della sentenza, firmata dal giudice Samuel Alito che, appoggiato da quattro colleghi conservatori, afferma che la decisione sull'aborto non spetta al governo federale ma ai singoli Stati, e di fatto è un via libera ai tanti Stati a guida repubblicana che stanno varando legislazioni draconiane in materia. 

Immediata la reazione di Planned Parenthood, che organizza e finanzia consultori dove si praticano le interruzioni di gravidanza in tutto il Paese parla di decisione "devastante, che arriva proprio mentre i gruppi anti aborto annunciano il loro piano finale per vietare l'aborto a livello nazionale". L'associazione, continua la presidente Alexis McGill Johnson, intende "lottare: i centri di Planned Parenthood rimangono aperti, l'aborto attualmente è ancora legale e continueremo a lottare per proteggere il diritto ad interruzioni di gravidanza legali e sicure". 

Roe vs Wade, la sentenza che dal 1973 legalizza l'aborto

La Roe vs Wade, la sentenza che dal 1973 legalizza l'aborto negli Stati Uniti e che la maggioranza conservatrice della Corte Suprema si accinge a ribaltare, secondo quanto rivelato da Politico, ha preso il suo nome da Jane Roe, lo pseudonimo dato alla donna texana - che in seguito fu identificata come Norma McCorvey - che nel 1969 voleva interrompere la gravidanza del suo terzo figlio, sfidando la legge dello Stato che vietava l'aborto, tranne nei casi in cui fosse in pericolo la vita della madre. 

A difendere le ragioni del Texas vi era l'allora attorney general Henry Wade, così che anni dopo alla Corte Suprema arrivò il caso Roe vs Wade". La Corte decise a larga maggioranza, sette giudici contro due, in favore della donna - che intanto aveva comunque avuto la sua terza figlia - stabilendo che, sebbene la Costituzione non affronti direttamente la questione del diritto all'aborto, questo viene tutelato dal diritto alla privacy, in particolare con il nono e 14esimo emendamento. Inoltre, nell'opinione della maggioranza, il giudice Harry Blackmun argomentò che negare l'accesso all'aborto provoca dei danni che comprendono la minaccia alla salute fisica e mentale delle donne, costi finanziari e stigma sociale. 

"Quindi noi concludiamo che il diritto alla privacy personale comprende la decisione di abortire", scriveva sostenendo che questo diritto deve "prevalere sugli interessi regolatori degli Stati".

Nella bozza della decisione attuale dei giudici anticipata da Politico, si afferma che la sentenza del '73 deve essere "ribaltata" perché "clamorosamente sbagliata sin dall'inizio", fondata su "un'argomentazione eccezionalmente debole che ha avuto conseguenze negative" con il risultato di "infiammare il dibattito ed aumentare le divisioni: è arrivato il momento di tornare alla Costituzione e restituire la questione dell'aborto ai rappresentati del popolo". 

Anche se estremamente rara, la decisione della Corte Suprema di ribaltare e annullare un suo precedente è possibile. E se verrà confermata dalla sentenza ufficiale, che è attesa non prima di giugno, la decisione metterebbe fine ad una battaglia ideologica andata avanti in questi ultimi 50 anni, caratterizzata da altre sentenza e pronunciamenti della Corte che finora aveva sempre difeso il diritto all'aborto. 

Come la sentenza del 1992 nel caso Planned Parenthood vs Casey in cui ha stabilito che gli Stati non possono applicare limitazioni all'aborto che creerebbero un "peso non dovuto" sulle singole donne che ricorrono all'interruzione di gravidanza. La nuova sentenza della Corte rovescerebbe completamente questo impianto, dando invece luce verde alle decine di Stati a guida repubblicana che hanno varato negli ultimi anni leggi estremamente restrittive sull'aborto, come il Mississippi che per difendere la legge che vieta l'aborto dopo 15 settimane ha messo direttamente in discussione la legalità della Roe vs Wade, ottenendo - a quanto rivelato - il sostegno della Corte Suprema.