Infanzia, pandemia e mondo digitale

Con la pandemia abbiamo dato uno smartphone al 58% dei bambini sotto i 10 anni, prima erano il 23%

Lo dice un report dell'Università Bicocca. Secondo la pediatra Marina Picca: "Sono numeri molto allarmanti perché sappiamo che il possesso di uno strumento digitale ne aumenta l’utilizzo e anche il controllo da parte dell’adulto è più difficile"

Con la pandemia abbiamo dato uno smartphone al 58% dei bambini sotto i 10 anni, prima erano il 23%
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Bambino con smartphone

Secondo il report 'Bambini e lockdown' realizzato dall'Università Bicocca di Milano in collaborazione con l'Osservatorio nuovi media NuMedaBios, si rileva che il 58 per cento dei bambini tra i 6 e i 10 anni possiede uno smartphone di proprietà. Prima della pandemia, i bambini con cellulare non erano più del 23 per cento

Il report è stato presentato da Paolo Ferri, professore dell'Università Bicocca di Milano e direttore di NuMediaBios, intervenendo all'ultima giornata del Festival dell'educazione di Rovereto, in Trentino. "Oltre la metà di questi bambini usa il telefono per guardare video, tv o per giocare, tra 1 e 3 ore, in media al giorno". 

Nel report, realizzato su un campione di oltre 3 mila bambini lombardi nel 2020 e nel 2021, si registra che, secondo quanto dichiarano i genitori, il consumo di televisione da parte dei bambini sia molto aumentato durante il lockdown, ma non è poi calato quando sono state riaperte le scuole", ha aggiunto Ferri.

Secondo Marina Picca della Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche Lombardia (SICuPP Lombardia), "sono numeri molto allarmanti perché sappiamo che il  possesso di uno strumento digitale ne aumenta l’utilizzo e anche il controllo da parte dell’adulto è  più difficile. Numeri che preoccupano soprattutto se pensiamo che stiamo parlando di una fascia di età in cui è ampio il dibattito relativo alle regole e ai tempi di utilizzo degli smartphone”.

Con la Dad segnalata una riduzione dell'attenzione in circa il 60% dei bambini

“Le ore di DAD sono aumentate  molto nel 2021 rispetto al 2020: da 1-2 ore del primo lockdown si passa a 3-4 ore  e addirittura 5 ore nel 14.7% dei casi;  una riduzione dell’attenzione - continua Paolo Ferri - durante la DAD rispetto alla scuola in presenza è  segnalata in circa il 60% dei bambini”.

Il non poter giocare con gli altri bambini è stata la limitazione che è pesata maggiormente in tutte le fasce di età. Tutto questo testimonia come la socialità sia un aspetto fondamentale per lo sviluppo e il benessere nell’età evolutiva e per la qualità della vita quotidiana.