La vaccinazione rimane fondamentale

Covid-19: con le reinfezioni rischio di morte vicino allo zero

Con la circolazione della variante Omicron è in aumento il numero di persone che entrano a contatto con Sars-CoV-2 dopo essere già guarite. Ma le probabilità che il virus provochi gravi conseguenze sono quasi nulle

Covid-19: con le reinfezioni rischio di morte vicino allo zero
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Covid, varianti

Con la circolazione assoluta di Omicron, nelle sue diverse subvarianti, sta aumentando il numero di italiani che si stanno infettando per la seconda (o terza) volta con Sars-CoV-2. Il contagio è la conseguenza della capacità dell’ultima forma del coronavirus di eludere la risposta immunitaria garantita dalla vaccinazione o dall’aver già contratto l’infezione. Un’evenienza non semplice da evitare, ma che comunque quasi mai comporta rischi particolari per la salute. In persone che l’hanno già contratta, la probabilità che l’infezione evolva in forme gravi (o addirittura letali) è «infatti estremamente bassa»: questo quanto emerge da uno studio italiano pubblicato sulla rivista «Frontiers in Public Health».

Difese immunitarie «attive» per oltre un anno

Con l’obbiettivo di indagare il tasso di reinfezione e l’evoluzione della malattia a oltre un anno di distanza dalla prima guarigione, nell’indagine sono stati coinvolti oltre centomila pazienti abruzzesi: ammalatisi di Covid-19 dall’inizio della pandemia ed entro lo scorso febbraio. Dai dati raccolti è emerso che meno dell’uno per cento dei guariti ha avuto una seconda infezione. Ma soprattutto, meno di una persona su diecimila ha avuto una forma grave di Covid-19 dopo la prima guarigione. Su 119.266 pazienti, nel dettaglio, si sono registrate 729 reinfezioni: con otto casi di ospedalizzazione e due decessi. Altro dato importante, i casi di reinfezione sono rimasti sostanzialmente costanti nel tempo. Anche a distanza di quasi due anni dalla guarigione: elemento che suggerisce come la protezione che deriva dall’immunità naturale resista di norma più di 12 mesi.

La vaccinazione rimane fondamentale

Nonostante l’arrivo della variante Omicron abbia fatto aumentare il rischio di contrarre la malattia anche per chi è già guarito, i casi di malattia grave o decesso restano dunque vicini allo zero. Merito soprattutto della vaccinazione che, seppur talvolta «aggirata» da Omicron, garantisce una protezione dal rischio di reinfezione quasi del 70 per cento. «Esiste già un’ampia letteratura internazionale che mostra un rischio molto basso di malattia grave per i guariti, ma fino ad oggi nessuno aveva seguito i pazienti per oltre dodici mesi - afferma Lamberto Manzoli, ordinario di igiene generale e applicata all’Università di Bologna e coordinatore della ricerca: a cui hanno partecipato anche specialisti dell'Università di Ferrara e della Asl di Pescara -. È stato quindi importante constatare che, come per gli altri coronavirus, anche per il Sars-CoV-2 l’immunità naturale conferisce una protezione buona e duratura. Perlomeno fino a diciotto mesi».