Criptovalute in crisi. Miliardi di dollari in fumo

TerraUsd, finora incolume nella tempesta mantenendo il suo valore di 1 dollaro e appetibile per una vasta platea di micro investitori, accumula perdite per miliardi di dollari

Criptovalute in crisi. Miliardi di dollari in fumo
Rainews.it

Continua l’altalena nel settore delle criptovalute. Il bitcoin, la principale, scende sotto i 29 mila dollari e arretra anche l’ethereum. La prima piattaforma di trading di criptovalute negli Stati Uniti, Coinbase, perde in un colpo quasi il 30%. Questa volta il tonfo è tutta colpa di TerraUsd, che brucia in 24 ore il 70% del suo valore e finisce “delisted”, fuori dal listino, riportando alla ribalta i dubbi sulla sua sostenibilità. 

TerraUsd però non è una criptovaluta stretto senso, ma una stablecoin algoritmica. Osannata da molti investitori, è considerato un esperimento che unisce la matematica e il software per creare una valuta digitale che si comporta come il dollaro. Do Kwon, lo sviluppatore sudcoreano che ha creato Terra Usd, sta ora incontrando non poche difficoltà a ricevere la fiducia dei grandi investitori. 

Le stablecoin sono dei crypto asset - in particolare sono dei token - che hanno due proprietà importanti: per prima cosa, in quanto token, e quindi asset digitali, i loro scambi sono registrati su una blockchain, esattamente come succede per gli scambi di bitcoin e simili. In secondo luogo, e questa è la loro principale particolarità, il loro valore è "ancorato" a un asset o un bene reale, che può essere il dollaro, l'euro oppure l'oro. Un token vale un dollaro, ad esempio, un valore “stabile”, però nella pratica Terra Usd ora vale 23 cent, il che è un problema.

Mercati finanziari in allarme per le criptovalute Gettyimages
Mercati finanziari in allarme per le criptovalute

Nel 2009, “Satoshi Nakamoto”, il nome di fantasia dietro a cui si nasconde l'inventore o gli inventori di bitcoin, aveva pubblicato su internet un documento intitolato "Bitcoin: una moneta elettronica distribuita sulla rete". Nel documento veniva proposta, per la prima volta, la tecnologia della Blockchain o catena di blocchi, un sistema crittografico che utilizzando lo scambio di informazioni all'interno della rete internet garantiva la non falsificabilità e immutabilità di una transazione informatica una volta inserita nella Blockchain. 

Ovviamente il primo utilizzo a cui si è pensato per questo tipo di tecnologia è stato quello finanziario. Chiunque esegua una transazione in monete virtuali è sicuro che nessuno può appropriarsi in modo indebito dei suoi soldi  virtuali e l'operazione finanziaria avviene nel più completo anonimato. Per contro, non c'è alcuna autorità governativa o regolatore come una Banca centrale che possa garantire l'operazione. Il rischio è di chi lo vuole correre.

Da quando bitcoin è stato lanciato nel 2009, sono state create moltissime criptovalute, ma il bitcoin rappresenta ancora oltre il 40% del mercato totale, che ha visto il suo valore scendere dai 3 trilioni di dollari dello scorso novembre a poco meno di 1,2 trilioni in questi giorni. 

Ethereum, la seconda per dimensioni di mercato e la cui rete supporta un'intera parte dell'economia delle criptovalute, ha visto il suo prezzo scendere del 33,5% negli ultimi sette giorni, avvicinandosi alla soglia simbolica di 1.700 dollari per un ether.

Il Dogecoin, creato per parodiare le criptovalute ma che è stato notevolmente stimolato dall'interesse del miliardario Elon Musk, ha perso il 41,9% del suo valore nelle ultime sette sessioni. 

Il mining di criptovalute consuma tanta energia (Pixabay)
Il mining di criptovalute consuma tanta energia

Un altro problema legato alle criptomonete è l'energia  richiesta per produrle. Il processo di generazione delle criptovalute prevede la risoluzione di calcoli estremamente complessi che richiedono computer molto potenti e processori ad alte prestazioni. Il 'mining' (la produzione) del Bitcoin, letteralmente l'estrazione della criptovaluta, richiede dunque l'utilizzo di una sorta di supercomputer, equipaggiati con decine di processori, e che richiedono sistemi di raffreddamento molto efficienti e avidi di energia, indispensabili per evitare il surriscaldamento delle macchine. Secondo un team di ricercatori dell'università di Cambridge, l'elaborazione a livello mondiale della moneta consuma una quantità di energia elettrica pari al fabbisogno dell'intera Argentina

 Exchange dollaro euro Ansa
Exchange dollaro euro

L'idea delle criptovalute è iniziata nel 2009 “con sogni idealisti di una nuova economia costruita su principi libertari e libertà dal sistema di valuta tradizionale che era appena crollato” con la crisi del 2008, osserva David Gerard, autore del libro Attack of the 50 Foot Blockchain e dell'omonimo blog di notizie su criptovalute e blockchain. “Ma nel 2022, il trading di criptovaluta è tutto incentrato sul dollaro. E la crisi finanziaria del 2008 si è appena ripetuta in un'assurda miniatura”, conclude.