Palazzo Madama

Ddl Concorrenza, primo ok del Senato con 180 sì alle concessioni balneari

Il provvedimento, licenziato in prima lettura, passa all'esame della Camera dei deputati. FdI e Cal hanno dichiarato il loro voto contrario

Ddl Concorrenza, primo ok del Senato con 180 sì alle concessioni balneari
LaPresse
Senato, discussione sul dl Ucraina 300322

Disco verde dell'Aula del Senato al Ddl sulla concorrenza 2021 che dà attuazione ad impegni del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. I voti a favore sono stati 180, i contrari 26 e un astenuto. FdI e Cal hanno dichiarato il loro voto contrario. 

Durante il lungo e articolato esame del Ddl delega da parte della commissione Industria del Senato sono state introdotte diverse modifiche e il testo è leggermente lievitato da 32 a 36 articoli, nonostante sia stato cassato da Palazzo Madama l'ex-articolo 32 sulle procedure di nomina dei componenti delle Authority. Ma il dibattito si è concentrato su alcuni nodi: le concessioni idroelettriche con l'estensione del golden power (tema poi in realtà risolto nel Dl taglia-prezzi); le concessioni di gas e porti nonché le concessioni balneari (la cui disciplina è entrata nei nuovi articoli 3 e 4 del provvedimento). 

L'Assemblea ha confermato il testo varato dalla Commissione. Vengono rinviati a Montecitorio in seconda lettura le questioni dei taxi e Ncc, dei trasporti pubblici locali, delle infrastrutture digitali. Si prospetta quindi una terza lettura a Palazzo Madama che, nelle intenzioni del Governo, deve avvenire entro luglio per consentire il varo dei decreti delegati entro la fine dell'anno.

La finalità del provvedimento 

È dichiarata nell'articolo 1, modificato dal Senato: promuovere lo sviluppo della concorrenza garantendo l'accesso ai mercati delle imprese di minori dimensioni, rafforzare la giustizia sociale, migliorare qualità ed efficienza dei servizi pubblici e potenziare investimenti e innovazione per la tutela dell'ambiente, della sicurezza e del diritto alla salute dei cittadini. 

L'articolo 2 prevede la mappatura dei regimi concessori di beni pubblici

Gli articoli 3 e 4, come detto, introducono la disciplina per l'apertura alle gare per le spiagge: nata da un emendamento del Governo è stata più volte riscritta ed è stato l'ultimo nodo sciolto in un estenuante braccio di ferro tra il Governo (che voleva mantenere la dead line di fine 2023 fissata da una sentenza del Consiglio di Stato) e i partiti di maggioranza (in particolare FI e Lega) che puntavano a termini più lunghi; con FdI che ha ribadito dall'opposizione la propria contrarietà. Di fatto si potrà arrivare a fine 2024, in presenza di ragioni oggettive che impediscano la conclusione delle gare entro fine 2023 e con l'adozione di un atto motivato da parte delle autorità competenti. Previsti indennizzi per i concessionari uscenti, i cui criteri di quantificazione sono stati demandati infine ai decreti delegati del Governo. 

All'articolo 5 (ex-articolo 3), il provvedimento fissa l'evidenza pubblica per l'assegnazione delle concessioni portuali. Con una novità introdotta dal Senato, si prevede che sia un decreto del ministero dei Trasporti a definire i criteri per l'assegnazione, la durata, le modalità di rinnovo, i limiti dei canoni delle concessioni. In funzione anti-concentrazione si prevede che un concessionario possa ottenere solo una concessione nel medesimo porto. 

L'articolo 6 (ex-articolo 4) si occupa delle concessioni di distribuzione del gas puntando a valorizzare le reti di distribuzione degli Enti locali e ad accelerare le procedure per l'effettuazione delle gare. Ipotizzata ma poi tramontata l'ipotesi di introdurre incentivi alle aggregazioni tra imprese. Fra le modifiche introdotte a Palazzo Madama, si dà più tempo (60 giorni invece di 30) al gestore uscente per fornire le informazioni necessarie per predisporre i bandi; viene previsto che il valore dei titoli di efficienza energetica da versare agli Enti locali venga determinato ogni anno; infine viene demandato a un decreto del ministro della Transizione ecologica, da varare entro 6 mesi, l'aggiornamento dei criteri di gara previsti dal Dm 226/2011, aggiornando in particolare i criteri di valutazione degli interventi di innovazione tecnologica. 

L'articolo 7 (ex-articolo 5) riguarda l'assegnazione delle concessioni di grande derivazione idroelettrica. Rispetto al testo iniziale dell'Esecutivo, viene dato più tempo alle Regioni per avviare le procedure: il 31 dicembre 2023 invece del 31 dicembre 2022. Sarà possibile la prosecuzione dell'esercizio per le concessioni che hanno un termine di scadenza anteriore al 31 dicembre 2024 in favore del concessionario uscente per tre anni (invece dei due inizialmente previsti). Tempi più lunghi, nel rispetto dell'autonomia, varranno anche per il Trentino-Alto Adige. Il testo prevede inoltre una possibilità di indennizzo per i concessionari uscenti sugli investimenti fatti per la parte non ammortizzata. Con una modifica introdotta dalla commissione Industria e confermata dall'Aula si introduce inoltre la determinazione delle misure di compensazione ambientale e territoriale, anche a carattere finanziario, da destinare ai territori dei Comuni interessati, la garanzia dell'equilibrio economico-finanziario del progetto nonché livelli minimi di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico. L'articolo prevede la possibilità dell'affidamento con la procedura del project financing.

Novità sono state introdotte a Palazzo Madama anche all'articolo 8 (ex-articolo 6) sui servizi pubblici locali: per i servizi in house è stata eliminata dal testo la previsione che la motivazione dell'Ente locale, oltre che qualificata debba essere anticipat'. Modifiche sono state introdotte anche all'articolo 12 (ex-articolo 10) sui controlli preventivi della Corte dei Conti sulle società a partecipazione pubblica: si introduce la possibilità per l'Ente locale di procedere alla costituzione della società o all'acquisto di partecipazioni in caso di mancata pronuncia nel termine di sessanta giorni così come, in caso di parere in tutto o in parte negativo, la possibilità di procedere egualmente motivandone analiticamente le ragioni. 

Esce da Palazzo Madama modificato anche l'articolo 13 (ex-articolo 11) sulle procedure di assegnazione delle colonnine di ricarica da parte dei concessionari autostradali a cui è stato aggiunto inoltre l'articolo 14 con disposizioni per l'Anagrafe nazionale carburanti. È invece rimasto invariato l'articolo 15 (ex-articolo 12) sui servizi di gestione dei rifiuti. Anche il capo V del Ddl, con misure in materia di sanità, è stato oggetto di interventi di modifica, a partire dalla formulazione più dettagliata sul cosiddetto patent linkage per i farmaci equivalenti

Infine è stato maggiormente dettagliato l'articolo 33 (ex-articolo 29) relativo al rafforzamento del contrasto all'abuso di dipendenza economica relativamente ai servizi di intermediazione di una piattaforma digitale.