Si aprono squarci di contestazioni in Russia

Diplomatico russo si dimette dall'Onu: "Non posso più condividere questa ignominia sporca di sangue"

Boris Bondarev era consigliere all’ufficio di Ginevra delle Nazioni Unite: "Mai mi sono mai vergoganto tanto del mio Paese che dal 24 febbraio", la guerra di Putin è un crimine contro l'Ucraina e "cancella ogni speranze di futuro prospero in Russia"

Diplomatico russo si dimette dall'Onu: "Non posso più condividere questa ignominia sporca di sangue"
(Ansa/Facebook)
Boris Bondarev

Boris Bondarev, capo della missione russa alle Nazioni Unite a Ginevra, si è dimesso con una lunga lettera di accuse durissime verso il suo Paese e dicendo tra le altre cose di averne abbastanza delle "bugie e della mancanza di professionalità" del ministero degli Esteri russo.

La lettera comincia così: “Il mio nome è Boris Bondarev. Lavoro al Ministero per gli Affari Esteri dal 2002, dal 2019 fino ad oggi ricopro la carica di Consigliere presso la missione russa all’ufficio di Ginevra delle Nazioni Unite. Durante i venti anni della mia carriera ho visto varie svolte della nostra politica estera, ma non mi sono mai vergoganto tanto del mio Paese che dal 24 di febbraio di quest'anno”.

La lettera di Boris Bondarev Twitter
La lettera di Boris Bondarev

Putin, secondo Bondarev, “Ha scatenato una guerra aggressiva contro l'Ucraina” e contro l'intero Occidente che non è solo un crimine nei confronti dell'Ucraina, “ma è forse il più serio crimine contro il popolo russo, con quella grossa lettera Z che cancella tutte le speranze e le prospettive di un futuro prospero per il nostro Paese”.

La lettera prosegue con un biasimo forte verso tutta la classe dirigente russa che appoggia la cosiddetta “Operazione speciale” di Putin: “Coloro che hanno concepito questa guerra vogliono solo una cosa: rimanere al potere per sempre, vivere in pomposi palazzi senza gusto, navigare su yacht paragonabili per tonnellaggio e costo all'intera marina russa, godere di un potere illimitato e di una completa impunità”.

Passaggi molto aspri nella lettera sono quelli riservati al ministro degli Esteri Sergej Lavrov: “Con dolore ammetto che questi 20 anni il livello di menzogne e la mancanza di professionalità nel lavoro del Ministero degli Esteri è aumentata in modo costante. Comunque, negli anni più recenti, è diventata semplicemente catastrofica.” Con la propaganda, secondo Bondarev, tornata a livelli di quella sovietica degli anni ‘30, il Paese ha imboccato via dell’autoinganno. E poi ancora "Il Ministro Lavrov è una buona cartina tornasole del degrado del sistema. In 18 anni, siamo passati da un intellettuale istruito e professionale, tenuto in alta considerazione da tanti miei colleghi a una persona che diffonde con costanza dichiarazioni conflittuali e minaccia il mondo (quindi, anche la Russia) con le armi nucleari !.

“La Russia - prosegue Bondarev - non ha più alleati, e non se la può prendere con nessuno se non con la sua politica sconsiderata e mal concepita”.

In conclusione, l'ormai ex-diplomatico russo chiude la sua lettera dicendo : “Ho studiato per diventare un diplomatico e lo sono stato per 20 anni. Il Ministero è diventata la mia famiglia. Ma, semplicemente, non posso più condividere questa ignominia sporca di sangue, insensata e assolutamente inutile”.

Bondarev non è il primo diplomatico ad essersi dimesso dall'inizio della guerra, in precedenza Anatoly Chubais aveva rotto con Putin, ufficialmente in disaccordo con la scelta del presidente russo di invadere l’Ucraina, e si era dimesso da suo delegato per il Clima rompendo così il fronte compatto degli alti funzionari al fianco dello “zar”.

 

Raggiunto telefonicamente da Associated Press, Bondarev ha confermato di aver rassegnato le dimissioni in una lettera indirizzata all'ambasciatore Gennady Gatilov. "È intollerabile ciò che il mio governo sta facendo ora", ha detto Bondarev all'AP. “Come funzionario pubblico, devo assumermi una parte di responsabilità per questo. E non voglio farlo". 

Bondarev: “Preoccupato per la reazione di Mosca? Devo esserlo”

Bondarev ha detto di non aver ancora ricevuto alcuna reazione dai funzionari russi, ma ha aggiunto: "Sono preoccupato per la possibile reazione di Mosca? Devo essere preoccupato”. Ha poi riferito di non avere intenzione di lasciare Ginevra. 

Alla domanda se alcuni colleghi la pensano allo stesso modo, Bondarev ha detto: "Non tutti i diplomatici russi sono guerrafondai. Sono ragionevoli, ma devono tenere la bocca chiusa".