Crisi ucraina

Donetsk: dieci combattenti dell'Azovstal si sono arresi. Ma il comune di Mariupol aveva smentito

"I primi dieci militari che portavano bandiere bianche sono usciti da un tunnel", ha scritto il comandante della brigata Vostok su Telegram

Donetsk: dieci combattenti dell'Azovstal si sono arresi. Ma il comune di Mariupol aveva smentito
AP Photo/Alexei Alexandrov
Fumo sulle acciaierie Azovstal

Dieci combattenti ucraini bloccati sul terreno dell'acciaieria Azovstal, a Mariupol, si sarebbero arresi alle forze dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr). Lo ha dichiarato Alexander Khodakovsky, comandante di un'unità delle forze interne della DPR. "I primi dieci militari che portavano bandiere bianche sono usciti da un tunnel", ha scritto Khodakovsky su Telegram citato dall'agenzia russa Interfax.

Questa mattina il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, aveva smentito la resa di alcuni combattenti dell'acciaieria. "A fidarsi delle fonti degli occupanti russi, hanno già fatto prigionieri tutti a Mariupol tre volte", ha affermato, indicando che l'esercito di Mosca non smette di cercare di entrare nell'Azovstal e di bloccare l'uscita dai bunker: "Ma non è in corso alcun avvicinamento, quindi i bombardamenti stanno diventando più intensi".

In nottata il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva annunciato in un videomessaggio che stanno proseguendo i negoziati per arrivare far uscire le persone da Mariupol, compresi i combattenti ucraini asserragliati nell'acciaieria di Azovstal. "Stiamo proseguendo trattative molto difficili e delicate per salvare la nostra gente da Mariupol, da Azovstal. Ci occupiamo quotidianamente di questo. E la cosa principale è che gli accordi siano rispettati", ha detto il presidente citato dall'Agenzia di stampa di Kiev “Ukrinform”.