L'esito del voto

Gran Bretagna, elezioni locali: verso la sconfitta dei conservatori al governo

Si è votato in 140 comuni in Inghilterra, 32 in Scozia e 22 in Galles. I laburisti vincono a Westminster per la prima volta dal 196

Gran Bretagna, elezioni locali: verso la sconfitta dei conservatori al governo
Ian Forsyth/Getty Images
Elezioni in Gran Bretagna

Il partito conservatore del primo ministro britannico, Boris Johnson, ha perso le tradizionali roccaforti a Londra e ha subito anche altre perdite alle elezioni locali, secondo i primi risultati dello spoglio dopo il voto di ieri in 146 consigli locali in Inghilterra, per tutti i 32 consigli scozzesi e per le 22 autorità locali gallesi. Il quadro finale è ancora frammentato e sarà definitivamente chiaro solo tra oggi e domani in Galles, Irlanda del Nord e Scozia. Finora i conservatori hanno perso 104 seggi e cinque consigli comunali, a beneficio però non solo dei laburisti, ma anche di liberal democratici e verdi.  I Lib Dem hanno probabilmente finora più ragioni per esultare: hanno conquistato 44 seggi e un consiglio, Kingston Upon Hull (dal Labour) e hanno tenuto Richmond infliggendo una pesante sconfitta ai Tory. I laburisti finora hanno conquistato 30 seggi e tre consigli, inclusi i londinesi di Westminster (per la prima volta in assoluto) e Wandsworth (il consiglio preferito di Margaret Thatcher, storicamente conservatore) e dovrebbero aver perso il controllo anche del distretto di Barnet.

Inoltre è battaglia tra unionisti del Dup e indipendentisti del Sinn Fein per la conquista della maggioranza dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord. I Tory hanno perso il borough londinese di Wandsworth, un simbolo, che controllavano dal 1978, cosi come il consiglio comunale di Southampton in favore del partito laburista. Verso una sconfitta anche a Westminster, il borough nel cuore di Londra controllato dal partito del premier Boris Johnson fin dalla sua creazione nel 1964 e nel consiglio del West Oxfordshire, un collegio che fu dell'ex premer conservatore David Cameron.

L'esito del voto potrebbe avere un grande impatto sul governo dopo lo scandalo del cosiddetto "Partygate". Pesano inoltre il costo della vita sempre più difficile da sostenere; le accuse, rivolte a ben 56 parlamentari, di molestie sessuali - fra questi anche tre ministri attualmente in carica - e la guerra della Russia all'Ucraina. Per molti osservatori potrebbe essere una cartina al tornasole sull'operato del premier Boris Johnson e su quanto sia ancora spendibile, in termini di gradimento, alle prossime elezioni generali.

Da parte sua Johnson parla di un risultato misto", non senza "un duro colpo" incassato in alcune aree del Paese: Londra in testa. Il premier britannico, in visita nel suo collegio elettorale di Uxbridge, ammette che per la parrocchia Tory è stata "una nottata dura in talune parti" dell'Inghilterra. Ma parla anche di un aumento di consensi "alquanto notevole in altre zone" tradizionalmente ostili ai conservatori.   Johnson comunque ridimensiona la sconfitta complessiva al risultato di una elezione parziale di medio termine a bassa affluenza e insiste - incalzato dai giornalisti sull'ipotesi di sue dimissioni ventilata di nuovo nella ultime ore da qualche deputato Tory scontento - che il governo nazionale "è determinato ad andare avanti" per aiutare i britannici a uscire dai "contraccolpi economici" della pandemia da Covid e ad affrontare il caro vita frutto in particolare dall'impennata mondiale dei "costi dell'energia".