Misure anti Covid

Stop alle mascherine all'aperto e al Green pass: cosa cambia dal 1° maggio

Addio al certificato verde. Resta l'obbligo delle mascherine per salire sui mezzi pubblici, andare al cinema o a teatro, assistere a competizioni sportive al chiuso ed entrare in ospedali e Rsa

Stop alle mascherine all'aperto e al Green pass: cosa cambia dal 1° maggio
Ansa
Roma, misure anti Covid mascherine

Addio praticamente ovunque al green pass, e mascherine in tasca, pronte a essere indossate in caso di assembramenti, nei negozi, supermercati, ristoranti, posti di lavoro (ferme restando le decisioni delle singole aziende), stadi e arene all'aperto. Da oggi, 1 maggio, si volta pagina, un passo deciso verso la normalità.   Ecco tutte le novità, alcune già previste dal decreto del 24 marzo, altre, in particolare la proroga dell'obbligo di mascherina in alcuni contesti, inserite giovedì scorso nell'emendamento approvato alla Camera recepito dall'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.

Al lavoro il green pass, rafforzato o base, non dovrà più essere mostrato: nessun certificato verde dunque per accedere ai luoghi di lavoro. Non sono più obbligatorie nemmeno le mascherine, che rimangono "fortemente raccomandate". I datori di lavoro potranno comunque decidere di lasciare l'obbligatorietà dei dispositivi di protezione per i propri dipendenti. Non ci sono differenze tra pubblico e privato, ma il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha inviato una circolare con alcune raccomandazioni: l'uso delle mascherine FFP2 è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale "fragile", negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti.

Al ristorante niente green pass e nemmeno più obbligo di mascherina, sia all'aperto che al chiuso. Non è previsto l'obbligo nemmeno per i dipendenti: anche in questo caso può comunque reintrodurlo il datore di lavoro.

Nei negozi e nei supermercati, anche qui niente green pass, e niente mascherine. Lo stesso vale per i bar, dove cade ogni distinzione tra consumazione al tavolo e seduti.

Anche per andare al cinema, al teatro, o partecipare ad eventi sportivi il green pass non sarà più richiesto. Quanto alle mascherine, l'ordinanza pone un principio di prudenza: fino al 15 giugno si dovranno indossare negli "spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, nonché per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso". Gli stessi eventi, ma all'aperto (arene estive ad esempio, o gare sportive) possono essere fruiti senza mascherina.

Rimane l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso, nei musei e per vedere una mostra, ma nei siti culturali all'aperto non sarà necessaria.

Niente green pass né obbligo di mascherina negli hotel o in generale nelle strutture ricettive. Lo stesso vale per ristoranti, palestre, piscine e centri benessere degli alberghi. Nonché per feste e cerimonie. 

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto la scelta è stata improntata alla prudenza: fino al 15 giugno mascherina obbligatoria nei mezzi a breve e a lunga percorrenza, quindi bus, tram, metropolitane, treni, navi, traghetti e aerei. Dove però non sarà più obbligatorio il green pass. Niente mascherina, invece, per le funivie. 

A scuola nessuna novità rispetto a quanto già stabilito il mese scorso: prorogato l'obbligo di mascherine, chirurgiche, fino alla conclusione dell'anno scolastico 2021-2022. 

Solo negli ospedali e nelle Rsa "sopravvive" il green pass, che fino al 31 dicembre andrà mostrato (nella versione "super", ossia dopo il vaccino o la guarigione) per visitare parenti e amici ricoverati. Rimane anche l'obbligo di mascherina per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali.

In viaggio, le regole cambiano a seconda dei Paesi di destinazione ma il green pass nella sua forma "base" continuerà a essere necessario per l'ingresso nei Paesi dell'Ue. Lo stesso per chi arriva (o rientra) in Italia: servirà ancora il green pass base, ossia anche solo con tampone. Con un'altra ordinanza del ministro Speranza cade invece l'obbligo di compilare il modulo Plf (Passenger locator form).