IL PUNTO DELLE 6

Guerra in Ucraina, che cosa è successo questa notte 26 maggio

L'esercito russo sta cercando di conquistare la città ucraina orientale di Severodonetsk ad ogni costo, e Kiev è preoccupata per il rischio di una ricaduta e chiede più armi pesanti per eguagliare la potenza di fuoco della Russia.

Guerra in Ucraina, che cosa è successo questa notte 26 maggio
(YASUYOSHI CHIBA/AFP via Getty Images)
Anna Poladyuk (R), 66 anni, si ripara all'ingresso del seminterrato di un appartamento dopo aver sentito il rumore dei colpi di mortaio in arrivo, seguiti da un'esplosione, a Severodonetsk, nell'Ucraina orientale, il 18 maggio 2022.

Le forze russe si stanno avvicinando sempre più a Severodonetsk, ultimo bastione ucraino nel Luhansk, una città di circa 100.000 abitanti prima della guerra, che devono conquistare per controllare completamente il Donbas, un bacino minerario già in parte occupato dai separatisti filorussi sostenuti da Mosca. Le milizie filorusse hanno annunciato di aver quasi completato l'accerchiamento della città: "Abbiamo chiuso ermeticamente questo insediamento da tre lati", ha dichiarato alla televisione Andrei Marochko, un ufficiale della milizia popolare dell'autoproclamata repubblica popolare del Luhansk.

Sergiy Gaidai, governatore della porzione del Luhansk ancora sotto controllo ucraino, ha parlato di una "situazione molto difficile". "Le truppe russe sono avanzate fino a una distanza tale da poter sparare con i mortai, stanno distruggendo e basta", ha dichiarato Gaidai, spiegando che la città viene bombardata "costantemente".

Secondo il governatore, le bombe stanno prendendo di mira anche la fabbrica di Azot, nei cui bunker antiaerei i civili cercano rifugio. Nel mirino dei russi anche la vicina Lysychansk, sulla sponda occidentale del fiume Severskij Donetsk. Secondo lo Stato maggiore ucraino, le forze russe stanno facendo un uso piu' intenso dell'aviazione per sostenere l'avanzata della fanteria e "distruggere le infrastrutture essenziali e militari".

Nel Donetsk, l'altra regione del Donbas, sono in corso combattimenti per il controllo della città di Lyman, importante snodo ferroviario il cui controllo consentirebbe di puntare da Nord Est a Sloviansk e Kramatorsk, principali roccaforti ucraine nella regione. Sul fronte meridionale, la situazione rimane stabile, anche se gli ucraini rivendicano alcuni progressi territoriali.

"Il nemico è chiaramente superiore in termini di equipaggiamento, di numero di soldati", ha riconosciuto mercoledì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky". "Abbiamo bisogno dell'aiuto dei nostri partner, soprattutto delle armi", ha detto. L'Ucraina vorrebbe ricevere lanciarazzi multipli, "Questa è davvero l'arma di cui abbiamo bisogno", ha confermato il ministro degli esteri ucraino Kuleba. Zelensky ha anche risposto duramente all'offerta di Kissinger di fare concessioni alla Russia in nome dei negoziati. Ha ricordato all'ex Segretario di Stato americano le migliaia di missili russi atterrati in Ucraina e le decine di migliaia di concittadini morti. "Sembrava che il signor Kissinger fosse nel 1938, non nel 2022. E pensava di parlare a un pubblico non a Davos, ma in quella che allora era Monaco", ha detto.