I militari ucraini stanno ancora resistendo asserragliati nell'acciaieria

Il vicecapo del battaglione Azov: "Abbiamo acqua e munizioni, la resa per noi è inaccettabile"

Il vice comandante del reggimento Azov, Ilya Samoilenko, ha tenuto una lunga conferenza stampa via Zoom asserragliato nelle acciaierie Azovstal. "Arrendersi non è un'opzione, essere catturati, per me, significa essere morti"

Il vicecapo del battaglione Azov: "Abbiamo acqua e munizioni, la resa per noi è inaccettabile"
Rainews24
''Il nostro morale è ancora alto'' ha detto ancora Ilya Samoilenko, asserragliato nelle acciaierie Azovstal. "I difensori di Mariupol potranno davvero salvarsi, se il nostro comandante in capo non commetterà errori nella difesa delle regioni del Sud", spiegando che il principale problema è l'occupazione russa di città come Kherson, Berdyansk e Melitopol

''Abbiamo ancora l'acqua, abbiamo ancora munizioni e combatteremo fino a che non riusciremo a cambiare questa situazione''. Lo ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa di oltre due ore via Zoom, il responsabile dell'intelligence del reggimento Azov, Ilya Samoilenko, asserragliato nelle acciaierie Azovstal.

Samoylenko ha quindi spiegato che se gli ucraini dovessero arrendersi avrebbero una chance molto bassa di sopravvivere dato che la propaganda del Cremlino li ha sempre demonizzati. "Arrendersi non è un'opzione", "la resa per noi è inaccettabile. Non possiamo fare un così grande regalo al nemico. Essere catturati, per me, significa essere morti. Stiamo combattendo contro un aggressore, il nemico che porta terrore in Ucraina, contro la sua barbarie". 

Difendere Mariupol è ''un dovere'' ha continuato nel corso della conferenza stampa Ilya Samoilenko. ''Si può combattere in due modi: come si può e come si deve. Noi difenderemo Mariupol come  dobbiamo'', ha detto. Nel corso della conferenza stampa leader dei combattenti ucraino ha riferito che sono “più di 25mila le persone morte a Mariupol, in gran parte civili”. Samoilenko ha anche richiesto il sostegno da parte di tutti i paesi europei.

"Il 95% dei soldati evacuati all'ospedale da campo Azovstal è sopravvissuto grazie all'abilità dei medici, ma ora stanno ancora morendo per mancanza di farmaci e condizioni  adeguate". Sono sopravvissuti, ha detto Samoilenko, chiedendosi “ma per quanto tempo ancora potrà durare?”. Il leader dell'intelligence ha quindi richiesto alla comunità internazionale di aiutare a evacuare i soldati feriti perché "non abbiamo molto tempo, affrontiamo intensi bombardamenti: in una sola notte abbiamo contato più di 25 sortite e 3 bombardamenti strategici".

Il vice capo del reggimento Azov ha poi spiegato che la maggior parte dei combattenti "ha la possibilità di mantenere il contatto con le proprie famiglie. Siamo felici per il loro supporto e la dimostrazione del loro amore per noi. Un giorno ci incontreremo con le nostre famiglie e i nostri amici e festeggeremo insieme la vittoria, ma dobbiamo ancora combattere per ottenerla".

''Il nostro morale è ancora alto'' ha detto ancora Samoilenko. ''Tutto il mondo ci guarda''  perché ''siamo diventati il simbolo della resistenza armata''. "I difensori di Mariupol potranno davvero salvarsi, se il nostro comandante in capo non commetterà errori nella difesa delle regioni del Sud", spiegando di riferirsi a "Kherson, Berdyansk e Melitopol. Il problema  principale è l'occupazione di queste città".