Tensione crescente in Medio oriente

Israele, arrestati due palestinesi autori dell'attacco ad Elad. Bennett: "Creare guardia nazionale"

Il premier israeliano: "Una nuova fase nella lotta al terrore". Hamas minaccia attentati nel caso di esecuzioni mirate dei loro leader

Israele, arrestati due palestinesi autori dell'attacco ad Elad. Bennett: "Creare guardia nazionale"
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Il capo della polizia israeliana Yaakov Shabtai presiede la caccia agli assalitori vicino alla città centrale di Elad

Arrestati dalle forze di sicurezza israeliane i due attentatori palestinesi che hanno ucciso nei giorni scorsi tre israeliani ad Elad, nel centro del Paese. I due sono stati catturati nella stessa zona dove è avvenuto l'attentato. Dopo una massiccia caccia all'uomo durata 60 ore, l'annuncio dell'arresto in una dichiarazione congiunta delle forze di difesa israeliane, l'agenzia di sicurezza, e polizia. Si tratta di Shin Bet As'ad Yousef As'ad al-Rifa'i, 19 anni, e Subhi Emad Subhi Abu Shqeir, di 20 anni, entrambi proveniente dal villaggio di Rummaneh, vicino Jenin (Cisgiordania del Nord). Sono stati identificati da un cellulare rimasto sul terreno degli omicidi ed a banconote macchiate del sangue di uno degli assalitori. 

Il video con la cattura dei due terroristi nelle campagne circostanti il luogo dell'attentato omicida, pubblicato dal Jerusalem Post.

Oggi dopo una riunione del governo, il premier Naftali Bennett ha annunciato un salto di livello nel contrasto e prevenzione di attentati terroristici: “Si apre una nuova fase: non permetteremo che da lontano ci sia l'istigazione di altri e che questo passi senza conseguenze”, poi annuncia che proporrà di istituire una "guardia nazionale civile" entro un mese. 

E' un senso di una crescente tensione in Israele, dove l'attacco a Elad è l'ultimo di una serie di aggressioni terroristiche palestinesi ed in Cisgiordania, che hanno provocato 19 morti. Nel contempo, almeno 27 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane, alcuni legati ad operazioni per localizzare i sospetti negli attacchi. 

L'attentato di Elad (Il video dell'aggressione)
Secondo quanto riporta il quotidiano israliano Haaretz, dalle indagini si è ricostruito che uno degli aggressori ha lavorato vicino al luogo dell'attacco e conosceva l'area, mentre entrambi gli aggressori avrebbero attraversato la barriera di separazione della Cisgiordania attraverso una breccia nella recinzione, apparentemente armati di ascia e coltello. 

La polizia ha affermato - riporta sempre Haaretz - che dall'indagine sembra che "una delle tre vittime, Oren Ben Yiftah, ha condotto i due aggressori sul luogo dell'attacco". I funzionari ritengono che Yiftah conoscesse i sospettati e che gli avessero parlato al telefono poco prima della corsa. Troppe falle nel sistema di controllo del territorio, che forse hanno portato il primo ministro ad ipotizzare una stretta nel sistema di sicurezza israeliano.

La polizia e i medici israeliani sono sulla scena di un attacco nella città centrale di Elad ahmad gharabli/afp via getty images
La polizia e i medici israeliani sono sulla scena di un attacco nella città centrale di Elad

Questa mattina una dichiarazione del gruppo di Hamas mette in guardia Israele "dal colpire il proprio leader di Gaza, Yihia Sinwar, in un tentativo di troncare una catena di attacchi palestinesi che negli ultimi due mesi ha provocato nel Paese circa 20 morti, quasi tutti civili". Abu Obeida - portavoce dell'ala militare di Hamas - ha avvertito il governo israeliano, dichiarando che "colpire Sinwar o alcun altro nostro comandante, provocherebbe un terremoto ed una nostra reazione di una gravità senza precedenti". 

Nel frattempo, fonti dell'organizzazione - citate dall'emittente libanene seal-Mayadeen - hanno avvertito che "se Israele tornasse a compiere esecuzioni mirate dei suoi leader, la resistenza brucerebbe città nel centro di Israele e tornerebbe a compiere attentati esplosivi e con i suoi razzi contro Tel Aviv e la zona vicina".   
 

Membri della sicurezza israeliana delimitano un'area forestale vicino alla città centrale di Elad gil cohen-magen/afp via getty images
Membri della sicurezza israeliana delimitano un'area forestale vicino alla città centrale di Elad

La confessione degli attentatori

I due palestinesi catturati hanno confessato di aver compiuto l'attentato di giovedì a Elad (città ortodossa nel centro di Israele), dove tre israeliani sono stati uccisi a colpi di scure e altri due ancora sono stati feriti in modo molto grave. "Sì, io ed Subhi abbiamo picchiato della gente, ma non ricordo altri dettagli" ha detto uno dei due assalitori, Assad al-Rifai. 

In una prima ricostruzione, secondo quanto reso noto da fonti militari, i due hanno confermato di aver raggiunto Elad a bordo del furgoncino di un ebreo ortodosso, Oren Ben Yiftah, che in passato li aveva già portati in quella città dove erano stati impiegati in lavori di elettricità. Arrivati ad Elad - hanno detto davanti agli investigatori - lo hanno ucciso nel suo stesso veicolo e poco dopo, al calare delle tenebre, sono passati all'azione. 

I loro inseguitori li hanno scoperti in una boscaglia a poche centinaia di metri da Elad, scoprendo la loro identità grazie ad un loro cellulare rimasto sul terreno ed a banconote macchiate del sangue di uno degli assalitori. Sul terreno sono state rilevate la scorsa notte altre macchie di sangue che hanno confermato in maniera definitiva la loro presenza sul luogo. I due, riferisce l'esercito, sono stati colti di sorpresa e non hanno opposto resistenza.