Dati monitoraggio settimanale

Iss: indice Rt stabile a 0,89, incidenza scende a 375, cala occupazione intensive al 3,1%

Periodo 27 aprile - 10 maggio 2022

Iss: indice Rt stabile a 0,89, incidenza scende a 375, cala occupazione intensive al 3,1%
Ansa
Terapia intensiva covid dell'Ospedale Bolognini - immagine d'archivio

Nel periodo 27 aprile - 10 maggio 2022, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,89 (range 0,84-0,97), in diminuzione rispetto alla settimana precedente. 

L'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente: Rt=0,84 (0,81-0,87) al 10/5/2022 vs Rt=0,84 (0,82-0,87) al 3/5/2022. È quanto comunica l'Istituto superiore di sanità comunicando i dati del monitoraggio della Cabina di regia. 

Scende anche l'incidenza settimanale a livello nazionale: 375 ogni 100.000 abitanti (13/05/2022 -19/05/2022) vs 458 ogni 100.000 abitanti (06/05/2022 -12/05/2022).

Il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 3,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 19 maggio) vs il 3,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 12 maggio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 10,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 19 maggio) vs al 12,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 12 maggio). È quanto si legge nel report dell'Iss sul monitoraggio della Cabina di regia.

Nessuna Regione/PA è classificata a rischio alto. Una Regione è classificata a rischio moderato a causa di molteplici allerte di resilienza; tutte le restanti Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso secondo il DM del 30 aprile 2020. 

Nove Regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza, dice l'Iss, mentre una Regione riporta molteplici allerte di resilienza.    

La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è stabile (12% vs 13% la scorsa settimana). Aumenta leggermente la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 43%), mentre è sostanzialmente stabile la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (43% vs 44%).