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La Corea del Nord lancia tre missili balistici dopo il primo caso di Covid

Si tratta del sedicesimo test missilistico di Pyongyang dall'inizio dell'anno e del primo dall'insediamento del nuovo presidente sudcoreano, Yoon Suk-yeol

La Corea del Nord lancia tre missili balistici dopo il primo caso di Covid
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La Corea del Nord lancia tre missili balistici

La Corea del Nord ha lanciato tre missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone-Mare dell'Est. L'ennesima provocazione del regime di Kim Jong-un, arriva poche ore dopo la conferma del primo caso in assoluto di contagio da Covid-19 nel Paese. 

Si tratta del sedicesimo test missilistico di Pyongyang dall'inizio dell'anno, e del primo dall'insediamento del nuovo presidente sud-coreano, Yoon Suk-yeol, avvenuto il 10 maggio scorso. 

Il test è avvenuto alle 18.29 locali, dalla base di Sunan, vicino alla capitale Pyongyang, secondo i rilevamenti di Seul, mentre Tokyo ha confermato il lancio di un solo missile, caduto al di fuori della Zona Economica Esclusiva del Giappone. 

I missili, secondo il Comando Congiunto sudcoreano, hanno viaggiato per 360 chilometri raggiungendo un'altitudine di 90 chilometri, a una velocità massima cinque volte superiore al muro del suono (Mach 5). 

Poche ore prima del lancio, il regime di Kim aveva confermato la presenza della variante Omicron nel Paese e ordinato il lockdown e le procedure di "massima emergenza" anti-epidemica per "sradicare" la diffusione del contagio e "vincere" la lotta contro il "virus maligno".

L'ammissione del primo caso di contagio da Covid-19 aveva spinto l'ufficio presidenziale sudcoreano a ipotizzare "in teoria" forme di assistenza umanitaria alla Corea del Nord. Pur su posizioni dure rispetto alle provocazioni di Pyongyang, il neopresidente sudcoreano, nel suo discorso inaugurale, ha confermato che rimane aperta la porta del dialogo con il Nord e ha offerto un "piano audace" per rivitalizzare l'economia nordcoreana, qualora Pyongyang decidesse di abbandonare l'arma atomica.

La condanna di Seul

Dopo i lanci di oggi, l'Ufficio presidenziale per la sicurezza nazionale di Seul, riunitosi d'emergenza, ha "condannato con forza l'iniziativa che è d'aiuto alla stabilità e alla sicurezza regionale".

"Pur rafforzando le attività di monitoraggio e di vigilanza, il nostro esercito, in stretta collaborazione con gli Usa, mantiene una posizione di piena prontezza e operatività", ha assicurato il Comando di Stato maggiore congiunto sudcoreano.

Sabato il Nord aveva testato un missile balistico lanciato da un sottomarino (Slbm) e il 4 maggio quello che si ritiene sia stato un vettore balistico intercontinentale.

La nota congiunta di Ue e Giappone

"Condanniamo fermamente i continui test illegali di missili balistici da parte della Corea del Nord, compresi i lanci che utilizzano la tecnologia dei missili intercontinentali. Rimarremo fermi nel nostro sostegno al regime internazionale di disarmo nucleare e non proliferazione e ribadiamo che la Corea del Nord non può avere lo status di Stato dotato di armi nucleari in conformità con il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari". E' quanto si legge nella dichiarazione congiunta di Ue e Giappone dopo il vertice tenutosi a Tokio.

Ue e Giappone, inoltre, "restano seriamente preoccupati per la situazione nel Mar Cinese Orientale, comprese le acque che circondano le isole Senkaku, e nel Mar Cinese Meridionale" e si "oppongono fermamente a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo e aumentare le tensioni che potrebbero minare la stabilità regionale", si legge nella dichiarazione congiunta che annuncia, infine, il lancio del "Partenariato digitale Ue-Giappone al fine di promuovere la cooperazione su un'ampia gamma di questioni digitali e con l'obiettivo di promuovere la crescita economica e realizzare una società sostenibile attraverso una trasformazione digitale inclusiva, sostenibile e incentrata sull'uomo, basata sui nostri valori comuni".