I dati della Commissione di Helsinki

Il "salvadanaio di Putin" nelle banche svizzere e cipriote

Mark Pieth, esperto svizzero di corruzione, la giornalista Miranda Patrucic dell'Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), e Bill Browder, finanziere e investitore sono stati ascoltati dalla Commissione il 5 maggio

Il "salvadanaio di Putin" nelle banche svizzere e cipriote
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Svizzera, Banca Credit Suisse. La Commissione di Helsinki ritiene che le sanzioni possano essere aggirate grazie alla compiacenza di avvocati svizzeri che conoscono a fondo le norme bancarie

In un reportage su Swissinfo.ch si riportano le dichiarazioni di Mark Pieth, esperto svizzero di anticorruzione e professore di “Criminal Law” all’Università di Basilea, alla Commissione per la sicurezza e cooperazione in Europa, la “Commissione di Helsinki

Una delle citazioni che più hanno fatto scalpore è che “gli avvocati svizzeri potrebbero aiutare gli oligarchi russi a nascondere le tracce dei loro fondi senza infrangere le leggi del paese”. Insomma “i colletti bianchi” al servizio degli oligarchi. Un metodo studiato e messo in pratica da tante organizzazioni criminali anche nostrane come ‘ndrangheta, Cosa Nostra o camorra che ha in alcuni casi trasformato “affari illegali” in “affari legali”. Si pensi anche alle scatole cinesi degli “hedges fund” inglesi ( e come abbiamo visto molti oligarchi russi li hanno utilizzati).

Lo stesso Pieth, la giornalista Miranda Patrucic dell'Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), e Bill Browder, il finanziere e investitore che accusa i pubblici ministeri svizzeri di non aver indagato sul riciclaggio di denaro in Russia in relazione alla morte di Sergei Magnitsky, hanno parlato online all'udienza della Commissione di giovedì 5 maggio. 

La Commissione di Helsinky ha espressamente criticato la Svizzera “Conosciuta da tempo come un luogo dove criminali di guerra e cleptocrati nascondono il bottino, la Svizzera è uno dei principali sostenitori del dittatore russo Vladimir Putin e dei suoi compari. Avendo saccheggiato la Russia, Putin e i suoi oligarchi stanno usando le leggi del segreto bancario svizzero per nascondere e proteggere i proventi dei loro crimini".

Mark Pieth ha espressamente dichiarato che “"Sappiamo che la Svizzera è un piccolo paese. Allo stesso tempo, è sede di una significativa industria finanziaria, essendo probabilmente il più grande centro di commercio di materie prime del mondo. Ha una lunga tradizione di segreto bancario. In breve, è uno dei più grandi paradisi offshore del mondo. Sono particolarmente interessato al ruolo degli organizzatori e degli assistenti - spesso avvocati che si nascondono dietro il principio del privilegio avvocato-cliente. Non c'è niente di male se agiscono come normali avvocati che difendono gli interessi dei loro clienti. D'altra parte, è altrettanto chiaro che gli avvocati che investono il denaro dei loro clienti non agiscono come avvocati e che sono operatori finanziari. Il problema è che gli oligarchi, così come altre parti interessate - intendo la Banca di Stato russa - hanno collocato fondi in Svizzera, ma non possiamo trovarli perché sono tutti nascosti dietro le cosiddette società "letterbox" e in conti in località offshore. È tutto organizzato dalla Svizzera. Ciò significa che solo alcuni avvocati specializzati dispongono di informazioni su chi sono i veri aventi diritto economico di questi beni e non sono obbligati per legge a fornire queste informazioni alle autorità della Confederazione.”

 

 

Cipro, RCB Banck a Nicosia- La banca fino al 24 febbraio era detenuta in maggioranza dal colosso finanziario russo VTB GettyImages
Cipro, RCB Banck a Nicosia- La banca fino al 24 febbraio era detenuta in maggioranza dal colosso finanziario russo VTB

Cosa lega queste dichiarazioni all’inchiesta di OCCRP sulle banche russe a Cipro pubblicata il 29 aprile scorso? Il legame tra banche e oligarchi anzi con Putin stesso.

Il gruppo investigativo di OCCRP ha ricostruito i rapporti di una banca cipriota RCB prima del 24 febbraio, giorno dell’inizio della guerra, e dopo.

Fino a quel giorno il 46,9% delle quote era detenuto dalla russa VTB bank che lo vende agli altri soci ciprioti dell’istituto e che formano il management team dell’istituto. I nuovi azionisti sono adesso due società di investimento cipriote, Crendaro Investments Limited al 73% e Mitarva Limited con il 27%, che controllano e gestiscono l’istituto.

“Il piano della banca, che include il rimborso completo di tutti i depositanti, è conseguente all’impatto dei rischi geopolitici sulle sue operazioni dall’invasione russa dell’Ucraina», ha spiegato la Bce in una nota. Anche la banca ha spiegato la scelta di chiudere l’attività nel credito con «la situazione geopolitica in corso ed estremamente volatile» che «richiede che si trasformi e adotti una nuova strategia: eliminare gradualmente le operazioni bancarie, garantendo allo stesso tempo il miglior interesse dei suoi clienti”.

L’inchiesta di OCCRP evidenzia come il colosso bancario VTB sia stato definito anche “il salvadanaio di Putin" dopo le rivelazioni, nel 2016, dei “Panama Papers” grazie alla massiccia fuga di notizie raccolta e pubblicata dal Consorzio Internazionale di Investigative Journalism e che fotografò come gli “amici” di Putin avessero usato la Russian Commercial Bank di Cipro, detenuta da VTB, per trasferire offshore alte somme di denaro.

Ora la cessione della quota di maggioranza a due società: Crendaro Investment Ltm. La storia ci racconta che nel 2009 la RCB (Russian Commercial Bank) era detenuta al 1005 dal colosso russo VTB Bank. Nel 2009 la Crendaro Investment Lmt acquista il 40% delle quote e la Mitarva Limitied, un’altra società cipriota con molte opacità, ne acquista il 3,81%.

La Crendaro è una società di investimenti e di servizi fiduciari che gli permettono di mantenere stock (di denaro, quote, azioni) in altre società in affidamento per i propri clienti. Kiril Zimarin, uomo d’affari e banchiere russo ma con passaporto cipriota, detiene il 50%  di Crendaro Investment l’altro 50% appartiene a un trust che fa capo a RCB.

Mitarva Investment invece è detenuta di due trust segreti ed è difficile risalire a chi realmente li detiene.

Marios Clerides, che è stato a capo della Commissione cipriota per la sicurezza e gli scambi dal 2001 al 2006, ha detto che l’uso di compagnie fiduciarie come azionisti “ rende veramente difficile per i supervisori e i regolatori arrivare a conoscere l’identità dei beneficiari finali". Floris Alexander, espero di crimini finanziari,  ha comparato le società che si nascondo dietro la RCB alle bambole nelle matryoshka : “Ogni volta che ne apri una, ne appare un’altra”.