Verso il sesto pacchetto di sanzioni

L'Europa verso l'embargo al gas russo. Ungheria contraria, Germania pronta allo stop al petrolio

Settimana decisiva a Bruxelles per nuove sanzioni alla Russia. Nel sesto pacchetto l'embargo per ora parziale a petrolio e gas, ma non tutti i paesi sono d'accordo. Berlino per la prima volta apre all'embargo al petrolio

L'Europa verso l'embargo al gas russo. Ungheria contraria, Germania pronta allo stop al petrolio
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Mercoledì a Bruxelles gli ambasciatori discuteranno del sesto pacchetto in cui sarà centrale il gas russo. Sul tavolo l'embargo graduale sulle importazioni di petrolio che potrebbe diventare totale per fine anno, il 31 dicembre. Ma per la stretta serve l'unanimità degli stati membri

Si apre una settimana importante per un nuovo accordo sulle sanzioni Ue alla Russia. Mercoledì a Bruxelles gli ambasciatori discuteranno del sesto pacchetto in cui sarà centrale il gas russo. Sul tavolo l'embargo graduale sulle importazioni di petrolio che potrebbe diventare totale per fine anno, il 31 dicembre. Ma per la stretta serve l'unanimità degli stati membri.

L'Ungheria continua a restare contraria a qualsiasi embargo dell'Unione europea sulle importazioni. Lo ha annunciato il portavoce del governo Zoltan Kovacs. "La posizione ungherese riguardo a qualsiasi embargo su petrolio e gas non è cambiata: non li sosteniamo", ha scritto Kovacs su twitter. 

La Germania, dopo essersi espressa a sfavore, oggi dice: "Siamo pronti all'embargo sul petrolio russo, sarebbe pesante da sopportare ma non siamo contrari": una improvvisa apertura a voce del ministro tedesco per gli Affari economici e l'azione climatica, Robert Habeck, che spiega: "Avremmo un problema locale e ovviamente un aumento dei prezzi e forse le catene di approvvigionamento non sarebbero sicure, ma non colpirebbe l'economia nazionale nel suo insieme". 

A cambiare il quadro e portare alla decisione del governo tedesco, forse anche la dipendenza della Germania dalle importazioni dell'oro nero russo, sensibilmente diminuita dallo scorso 24 Febbraio (inizio del conflitto) quando era al 35%: ora ridotta al 12% (e quindi probabilmente riducendo anche l'impatto sull'economia dovuto ad un eventuale embargo).

La Finlandia ieri aveva detto di essere pronta allo stop verso il gas russo a partire da subito. La società statale Gasum dovrà decidere entro il 20 maggio se accettare i termini di pagamento della Russia, ovvero il pagamento in rubli. La russa Gazprom ha già sospeso le forniture di gas alla società bulgara Bulgargaz e alla polacca Pgnig a causa - appunto - del mancato pagamento in rubli, richiesto il 23 marzo scorso dal presidente russo Vladimir Putin. Il Cremlino non ha esitato a dichiarare che la decisione è “una ritorsione alle sanzioni occidentali” stabilite dagli alleati su Mosca per aver dato inizio alla guerra il 24 febbraio scorso.

"Noi veniamo criticati" per la questione del pagamento del gas russo in rubli "però non vogliono dire una cosa molto semplice: hanno rubato i nostri soldi. Diversi miliardi di euro sono stati rubati perché la maggior parte di queste somme ricevute per la fornitura di gas Gazprom secondo le vostre regole ha dovuto conservarle nelle banche occidentali, per cui questi soldi adesso non sono più accessibili". Così il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un'intervista a 'Zona Bianca', su Rete 4. "Quindi volete continuare a commerciare ma volete pagarci tenendo voi i soldi nelle vostre banche, perché non ne parla nessuno? Dov'è l'onestà intellettuale dei giornalisti?", ha aggiunto.

"Per questo abbiamo proposto quanto segue: che le forniture vengano considerate pagate non quando arrivano euro o dollari ma quando vengono convertiti in rubli, che non è possibile rubare, e lo sanno tutti i nostri partner. Per gli acquirenti non cambia assolutamente nulla, sono le stesse somme che sono indicate nei contratti perché la conversione avviene dopo", ha proseguito Lavrov. La questione della valuta resta, dunque, dirimente.

Oggi intanto il gas apre in forte ribasso alla piattaforma TTF di Amsterdam, passando di mano a 94,20 euro al MwH e cedendo il 5,28%. Prezzi del petrolio in calo di oltre un punto percentuale tra i timori dell'economia cinese e l'attenzione all'embargo graduale sul petrolio russo che l'Unione Europea è pronta a introdurre nell'ambito delle nuove sanzioni verso Mosca: il Brent scadenza luglio arretra a 105,84 dollari al barile, il Wti giugno a 103,45 dollari al barile. Gas naturale in calo di quasi il 4% in Europa a 95,8 euro al megawattora sul Ttf. 

"Ho parlato con Josep Borrell sul prossimo round di sanzioni dell'Ue alla Russia che devono includere anche l'embargo al greggio". Lo scrive su twitter il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba. "Ho anche sottolineato - ha aggiunto - che non ci può essere alternativa alla concessione dello status di candidato all'Ue all'Ucraina".  

A Bruxelles gli ambasciatori dovranno occuparsi anche di un altro dossier e cioè quello energetico: la crisi dell'approvvigionamento di gas dovuto alle sanzioni riguarda ovviamente anche le misure da individuare per contenere la corsa dei prezzi dell'energia, cosa che i governi dell'eurozona vogliono controllare perché arriva a riguardare direttamente le tasche dei cittadini. Le misure dovrebbero arrivare entro maggio. 

 

Gasdotto Yamal-Europa in Polonia AP
Gasdotto Yamal-Europa in Polonia