Al congresso della Cisl

Mario Draghi ha detto che quest'anno pagheremo meno tasse

"Prevediamo che la pressione fiscale cali dello 0,4%". Il governo è "qui per fare quello che serve all’Italia, ai lavoratori, alle imprese. Non per stare fermo". Sicurezza sul lavoro: "Oggi ci sono più controlli, ma le aziende facciano la loro parte"

Mario Draghi ha detto che quest'anno pagheremo meno tasse
CARLO LANNUTTI / Imagoeconomica
Mario Draghi al congresso Cisl

Accoglienza da star, con tanto di standing ovation, per il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, intervenuto questa mattina al diciannovesimo congresso della Cisl alla Nuova Fiera di Roma.

“Condivido molto il titolo che avete scelto per il vostro Congresso, ‘Esserci per cambiare’”, ha esordito il premier, “è una frase diretta, che racchiude anche il senso di questo governo. Siamo qui per fare quello che serve all’Italia, ai lavoratori, alle imprese. Non per stare fermi. E siamo qui per farlo insieme a voi, alle parti sociali. Perché il cambiamento di domani dipende dalla nostra azione di oggi, e questa azione deve partire da una prospettiva concreta, coraggiosa, condivisa”.

"Fin dal suo insediamento - ha poi rivendicato Draghi - il Governo ha cercato e molto spesso ha trovato il dialogo con i sindacati.  Lo abbiamo fatto perché le buone relazioni industriali sono state essenziali in alcuni dei momenti più difficili della nostra storia. A marzo dello scorso anno, con il ministro Brunetta abbiamo firmato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico, che ha inaugurato un metodo di confronto a partire dai temi dell’organizzazione del lavoro e della formazione professionale. A maggio, il ministro Bianchi ha promosso il Patto sulla scuola, con cui il Governo si è impegnato a valorizzare il personale scolastico e a investire sulla sicurezza degli istituti. Abbiamo collaborato in modo costante e proficuo per la gestione della pandemia. Le intese sui protocolli contro il Covid-19 e sulle vaccinazioni in azienda ci hanno permesso di riaprire il paese più velocemente, di far ripartire l’economia in sicurezza. Collaboriamo nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie al Tavolo Permanente per il Partenariato Economico, Sociale e Territoriale. Uno strumento essenziale per realizzare al meglio le riforme e gli investimenti che servono al Paese e in particolare ai giovani, alle donne, al Mezzogiorno. Questo elenco, non esaustivo, dimostra che i risultati raggiunti dal Governo sono il prodotto di un metodo che ci siamo voluti dare, insieme". 

Per il presidente del Consiglio “la guerra in Ucraina rende i nostri sforzi di cambiamento più complessi e, al tempo stesso, ancora più necessari. Il mercato dell’energia vive una fase di enorme volatilità, che penalizza i lavoratori e le imprese. I blocchi alle esportazioni, i colli di bottiglia negli approvvigionamenti, i ritardi nelle consegne hanno messo in luce la debolezza dei nostri sistemi industriali. Queste crisi colpiscono in particolare i cittadini più vulnerabili, le realtà sociali più fragili, e mettono a dura prova la coesione sociale.  Ci costringono a ripensare la nostra politica energetica, le nostre catene produttive, il nostro sistema di filiera. Il Governo si è mosso con rapidità per tutelare i lavoratori di fronte alle molte crisi di questi anni. Abbiamo introdotto l’assegno unico per i figli, un sussidio familiare più semplice, equo, inclusivo, esteso anche agli autonomi, ai disoccupati e agli incapienti. Con la riforma dell’Ipref abbiamo sostenuto i redditi delle famiglie, soprattutto le più deboli. Questi maggiori trasferimenti valgono a regime quasi 14 miliardi di euro e rendono il nostro sistema fiscale più razionale e più giusto. Prevediamo che la pressione fiscale quest’anno cali di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno scorso – ed è la riduzione più consistente degli ultimi sei anni. Per sostenere i salari abbiamo ridotto i contributi a carico dei lavoratori per quest’anno. Per tutelare i cittadini dai rincari energetici, abbiamo ampliato la platea di persone che possono usufruire del bonus sociale elettricità e gas e tagliato le accise sui carburanti.  Abbiamo introdotto un’indennità una tantum da 200 euro per 28 milioni di italiani”.

"Al tempo stesso - assicura il premier - interverremo per rafforzare la nostra economia in modo strutturale, per renderla più competitiva ma anche più sostenibile. Nelle scorse settimane, abbiamo raggiunto accordi con diversi paesi, dall’Algeria all’Azerbaigian, per ridurre la nostra dipendenza dal gas russo e rafforzare la nostra sicurezza energetica.  In settori strategici come i semiconduttori e le batterie abbiamo stanziato somme ingenti e avviato progetti innovativi per riportare la produzione in Europa e ridurre la dipendenza dall’estero.  Accorciamo le catene del valore in settori come il farmaceutico e i materiali critici, e investiamo sulla sicurezza alimentare. Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza investiamo nella transizione energetica e in quella digitale".

Passando ai temi più marcatamente sociali, Mario Draghi ha sottolineato che "per abbattere la precarietà e rafforzare le tutele nel mercato del lavoro, occorre investire anche nella formazione professionale, con incentivi specifici per i giovani. Con uno stanziamento da circa 600 milioni di euro rafforziamo il sistema duale, per sviluppare competenze utili nel mondo del lavoro. Vogliamo eliminare gli ostacoli che storicamente limitano l’occupazione delle donne. Lo facciamo con le politiche di welfare, come l’aumento degli asili nido e attraverso gli sgravi contributivi per le aziende che si impegnano a garantire la parità di genere. Abbiamo anche introdotto sgravi fiscali per le lavoratrici che rientrano al lavoro dalla maternità. Molto però resta ancora da fare, a partire dalla sicurezza dei lavoratori. Voglio ricordare, ancora una volta, le persone che hanno perso la vita mentre lavoravano: oltre 1.200 nel solo 2021. Alle loro famiglie, ai loro colleghi, esprimo la più sentita vicinanza del Governo e la mia personale. Con la collaborazione attiva di voi sindacati, siamo intervenuti per rafforzare e rendere più partecipato il sistema dei controlli. Potenziare le attività ispettive, però, non basta. Le aziende devono fare attività di formazione, di manutenzione, di prevenzione. È un tema di civiltà, che qualifica una democrazia".

In conclusione, il premier ha citato Ezio Tarantelli, economista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1985: "L’utopia dei deboli è la paura dei forti”. 

“Lo dimostra - ha affermato - la storia del movimento dei lavoratori nel nostro paese. È così che si costruisce la forza di una democrazia libera. Per questo, abbiamo scelto senza esitazioni di metterci al fianco di un popolo aggredito. Per questo abbiamo condannato senza esitazioni gli attacchi neofascisti alla sede di un sindacato. Dobbiamo difendere la forza delle istituzioni democratiche, i loro valori fondanti. Dobbiamo mantenere una prospettiva economica, sociale, civile condivisa. Dobbiamo continuare a ‘esserci per cambiare’”.