Strasburgo

Macron: "Aiutiamo l'Ucraina ma non siamo in guerra contro la Russia"

"Il mondo dopo il 24 febbraio è molto diverso" ha sottolineato la presidente del Parlamento europeo. Von der Leyen: "Cambiare i trattati per riformare l'Unione Europea. Il voto all'unanimità in alcuni settori chiave semplicemente non ha più senso"

Macron: "Aiutiamo l'Ucraina ma non siamo in guerra contro la Russia"
AP
Emmanuel Macron a Strasburgo

"Affinché questa guerra possa concludersi abbiamo adottato sanzioni senza precedenti e abbiamo mobilitato mezzi umanitari, finanziari e militari come mai prima d'ora. Non siamo in guerra contro la Russia, lavoriamo per la preservazione dell'integrità dell'Ucraina, per la pace nel nostro continente. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un passaggio del suo discorso a Strasburgo per la cerimonia di chiusura della Conferenza sul Futuro dell'Europa.

"Non dobbiamo cedere alla tentazione dei revanscismi. Domani avremo una pace da costruire "e "dovremo farlo con Ucraina e Russia attorno al tavolo. Ma questo non si farà né con l'esclusione reciproca, e nemmeno con l'umiliazione".  "Oggi abbiamo visto due volti diversi: il linguaggio della guerra, a Mosca, e quello della pace qui, a Strasburgo", ha aggiunto Macron. "Continueremo ad adottare le sanzioni contro la Russia per fermare la guerra ma agiremo anche responsabilmente per evitare che il conflitto si espanda oltre. La pace va anche costruita portando al tavolo la Russia e l'Ucraina: con quali termini, lo decideranno loro".

Il discorso di Roberta Metsola: “Il futuro dell'Europa è strettamente legato al futuro dell'Ucraina. La minaccia che affrontiamo è reale”

"Il futuro dell'Europa è strettamente legato al futuro dell'Ucraina. La minaccia che affrontiamo è reale. E il costo del fallimento è importante". La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nel suo intervento alla cerimonia di chiusura della Conferenza sul Futuro dell'Europa sottolinea i rischi e la responsabilità in capo all'Ue in questa complessa fase della politica internazionale. "Come giudicherà la storia le nostre azioni? Le generazioni future leggeranno del trionfo del multilateralismo sull'isolazionismo? Il consolidamento di una relazione interdipendente tra nazioni e persone che sono orgogliose delle loro differenze, ma chi comprende che in questo nuovo mondo il futuro può essere solo insieme?" chiede. "Possiamo battere i cinici. Il futuro dell'Europa - dice - non è ancora scritto e la nostra storia dipende da voi, da tutti noi. Questo dibattito ha assunto una nuova realtà il 24 febbraio, quando il presidente Putin ha ordinato al suo esercito di invadere l'Ucraina. Un atto di aggressione medievale che ha cambiato il mondo. Il mondo dopo il 24 febbraio è molto diverso. E' più pericoloso. Il ruolo dell'Europa è cambiato con esso. Non possiamo permetterci di perdere tempo", ha aggiunto.

Secondo Metsola ci sono alcuni passaggi imprescindibili: "Questa conferenza dimostra anche che esiste un divario tra ciò che la gente si aspetta e ciò che l'Europa è in grado di offrire in questo momento. Ecco perché - ribadisce - abbiamo bisogno di una convenzione come passo successivo. Ci sono problemi che semplicemente non possono aspettare. Questo vale per la Difesa. Abbiamo bisogno di una nuova politica di sicurezza e di difesa perché sappiamo che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che da soli siamo vulnerabili. E qui non dobbiamo reinventare la ruota. Possiamo completare piuttosto che competere con le alleanze esistenti", ha aggiunto.

Poi il ricordo di David Sassoli: "Voglio anche ringraziare il nostro defunto presidente David Sassoli che oggi sarebbe così orgoglioso" dice Metsola. "E' piu' facile essere cinici, populisti, guardarsi dentro ma dovremmo smascherare il populismo, il cinismo e il nazionalismo per quello che sono: false speranze vendute da chi non ha risposte. Quelli che hanno paura di forgiare la dura strada del progresso".

Ursula Von der Leyen: "Il voto all'unanimità in alcuni settori chiave semplicemente non ha più senso "

All'intervento della presidente Metsola è seguito quello di Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Ue: I cittadini, con le loro proposte, hanno detto all'Ue dove vogliono che "questa Europa vada" e "ora sta a noi prendere la via più diretta. Utilizzando tutti i limiti di ciò che possiamo fare all'interno dei Trattati e, sì, modificando i Trattati dove è necessario" ha detto. "Sarò sempre dalla parte di coloro che vogliono riformare l'Ue per farla funzionare meglio", ha sottolineato la leader, indicando di voler lavorare in questa direzione "senza tabù e senza alcuna linea rossa ideologica".

In particolare: “Ho sempre sostenuto che il voto all'unanimità in alcuni settori chiave semplicemente non ha più senso se vogliamo essere in grado di muoverci più velocemente. O che l'Europa dovrebbe giocare un ruolo maggiore, per esempio nella salute o nella difesa. E dobbiamo migliorare il funzionamento della nostra democrazia su base permanente” ha dichiarato la presidente della Commissione europea

La Conferenza ha prodotto un documento con 49 maxi proposte per il futuro dell'Europa,  ciascuna composta da una serie di sotto proposte, per un totale di  diverse centinaia. Tra l'altro si chiede il superamento dell'unanimità per le votazioni in Consiglio in materia di politica estera e di  sicurezza, che dovrebbero avvenire a maggioranza qualificata. "Spetta alle nostre istituzioni assicurare un  seguito a queste proposte, definendo delle priorità, con audacia, ma  senza tabù", dice per la presidenza francese del Consiglio il  segretario di Stato agli Affari Europei Clément Beaune. "Il 9 maggio a Mosca c'è una parata di armi e carri armati, mentre qui a Bruxelles i  leader esprimono la loro rinnovata fede nel progetto europeo: questa è la differenza tra di noi", dice l'eurodeputato belga Guy Verhofstadt, uno dei copresidenti della Conferenza.

"Sono venuto a celebrare il Giorno dell'Europa a Odessa, la città in cui Pushkin ha detto che 'si può sentire l'Europa'. E dove oggi il popolo ucraino protegge i suoi monumenti da proiettili e razzi e la sua libertà all'aggressione russa. Non siete soli. L'Ue è con voi" ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un tweet. Una visita a sorpresa, spiegano fonti Ue, che è "un'ulteriore dimostrazione dell'incrollabile solidarietà dell'Ue al popolo ucraino nella loro battaglia contro l'invasione russa". Nel corso della visita Michel ha incontrato il premier ucraino Denys Shmyhal e alla riunione si è collegato da Kiev anche il presidente Volodymyr Zelensky. L'incontro, si spiega, è stato poi interrotto a causa di nuovi bombardamenti su Odessa.