Rimini

Molestie alpini, oltre 500 le segnalazioni a Non una di meno

Crescono giorno dopo giorno le testimonianze delle violenze subite: "Procederemo anche per vie legali". Bonetti, Pari opportunità: "Ciò che è accaduto è grave e lesivo"

Molestie alpini, oltre 500 le segnalazioni a Non una di meno
Ansa
molestie degli alpini a Rimini

Continua l’onda di indignazione e denunce dopo il 93mo raduno degli alpini che si è svolto a Rimini lo scorso fine settimana.

"Oltre 160 racconti dei fatti delle molestie subite. Oltre 500 segnalazioni di molestie". È questo il bilancio, condiviso su Facebook, dall'associazione Non una di meno di Rimini e riguardante le molestie subite da moltissime donne perlopiù impiegate nel settore della ristorazione in quei giorni. 

I dati sono stati resi noti ieri dopo l'incontro tra vittime e avvocati. "Non consideriamo necessario - hanno proseguito - che ci siano delle denunce per credere alla verità delle molestie, sappiamo che sono accadute, molte più di quelle che sono arrivate a noi. In questo caso però le denunce possono essere uno strumento in più perché le molestie che si ripetono a ogni adunata non possano essere ignorate come in passato". 

La puntualizzazione arriva a risposta alla nota dell’Ana che rimarcava la mancanza di denunce alle forze dell’ordine. 

L'associazione ha dichiarato che tutte le segnalazioni, video e foto pervenute a loro, potrebbero essere impiegate anche in una procedura legale collettiva. E per questo ha messo a “disposizione di chiunque voglia denunciare un supporto legale", condividendo le linee guida per farlo in autonomia. Da qui l'appello a inviare materiale utile tramite email.

Elena Bonetti: “E' importante che le donne abbiamo il coraggio di denunciare. Bisogna individuare i colpevoli”

Intanto arrivano le parole da parte di Elena Bonetti, la ministra per le Pari opportunità e famiglia, intervistata da Radio24: “Bisogna che queste adunate si svolgano nel pieno rispetto. Se sono in grado di essere garantite queste cose, bene: è chiaro che non è l'adunata in quanto tale il problema, ma il fatto che durante l'adunata è accaduto qualcosa di grave e lesivo della dignità delle donne". 


"Quanto accaduto - ha continuato la ministra - è decisamente gravissimo. Vanno accertate le responsabilità e individuati i colpevoli. E' troppo diffusa nel nostro Paese una subcultura di prevaricazione del maschile sul femminile: va condannato quello che è accaduto ma vanno anche messi in campo strumenti perché non possa mai più accadere, in qualsiasi contesto, che sia un'adunata, una festa o un evento pubblico o un evento privato fra due o tre persone. È importante che oggi le donne abbiano il coraggio di denunciare, credo che vada riconosciuto il loro coraggio di dire 'è accaduto questo' proprio per proteggere altre donne".