Corsa allo spazio

Musk connette l'Ucraina via satellite ma pensa già a farlo su Marte

Il progetto Starlink va veloce, a Kiev ringraziano, ma i troppi satelliti in orbita preoccupano la Nasa. In arrivo la concorrenza di Amazon

Musk connette l'Ucraina via satellite ma pensa già a farlo su Marte
(AP Photo/John Raoux)
Un missile Falcon 9 di SpaceX Falcon 9, con una batteria di 53 satelliti Starlink, lanciato da Cape Canaveral il 21 aprile 2022

Internet in ogni punto del pianeta, anche dove la geografia è più ostile o in un territorio di guerra. Senza cavi, senza antenne montate su palazzi e campanili per ripetere il segnale, sfruttando reti di satelliti in orbita attorno alla Terra. È una delle sfide tecnologiche cruciali di questi anni venti e a coglierla ci sono i giganti dell'industria hi-tech contemporanea. Uno è SpaceX di Elon Musk con il suo progetto Starlink, partito per primo e già operativo da alcuni mesi. Sono poi già attive da tempo Viasat e EchoStar, che nel settore delle tecnologie satellitari operano dagli ottanta, ma offrendo velocità di connessione abbastanza limitate. E poi sta arrivando  Kuiper Systems, società controllata da Amazon, con tutta l'enorme disponibilità finanziaria del colosso tech

Il progetto di Musk sembra procedere più velocemente di tutti: in un anno è passato da mille a 2400 satelliti e da 10.000 a 100.000 terminali, in 14 paesi, tra cui l'Ucraina dove Musk ha mandato gratuitamente le sue attrezzature. Ciò ha permesso non solo di fornire connettività alla popolazione civile ma anche, come riportato a marzo dal Daily Telegraph, di guidare i droni che colpiscono mezzi e posizioni russi. L'uso militare ha prevedibilmente fatto infuriare il Cremlino

 

La fornitura a Kiev non sarebbe stata costo zero per i contribuenti americani: SpaceX avrebbe beneficiato di tre milioni di dollari in fondi pubblici dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (UsAid), secondo una recente inchiesta dal Washington Post, che è una delle testate più autorevoli al mondo ma è anche di proprietà di Jeff Bezos, il rivale numero uno di Musk.

Ucraina a parte, la misura dell'ambizione e della visione di Musk traspare da una clausola scovata dal sito statunitense di informazione tecnologica CNET nei termini di servizio:

Per i servizi forniti su Marte, o in viaggio verso Marte su nave spaziale e altri veicoli di colonizzazione spaziale, le parti riconoscono Marte come un pianeta libero e che nessun governo terreste ha autorità o sovranità sulle attività marziane

Starlink Terms of service

Come funziona?

Premesso che è ancora una connessione abbastanza cara (seicento dollari una tantum e altri 100 al mese) tutto quello che serve all'utente finale è una piccola antenna parabolica (ma occhio ai gatti!) collegata a un router, non troppo diverso da quelli che in ogni casa ricevono i cavi in fibra ottica. Anche la velocità di connessione è paragonabile a quelle di una normale connessione domestica, 100 Mbps in download e 12 Mbps in upload. Può essere usata a casa o in movimento, su camper, furgoni e probabilmente presto anche in aereo: il mese scorso il Wall Street Journal ha riportato che Delta Airlines sta effettuando delle sperimentazioni per portare internet sui suoi velivoli. La triangolazione avviene tra queste piccole antenne, la costellazione di satelliti e delle grandi basi ricetrasmittenti terrestri.


Quindi tutto bene?

No: le criticità di queste tecnologie sono più d'una. La proliferazione dei satelliti (molto bassi, per ridurre i tempo di latenza della connessione), segnala la Nasa, complica le osservazioni astronomiche da terra, comprese quelle per individuare gli asteroidi che potrebbero collidere con la terra e aumenta il rischio di collisione e conseguente produzione di space debris, spazzatura spaziale, può creare problemi e ritardi anche ai viaggi da e per la Stazione spaziale internazionale. In Francia, invece, a preoccupare sono le radiazioni elettromagnetiche delle stazioni ricetrasmittenti a terra, al punto che l'autorità delle telecomunicazioni ha sospeso l'autorizzazione di Starlink a operare nel paese.

E Amazon?

Kuiper, l'internet satellitare di Amazon, potrebbe trarre beneficio da costi di produzione delle antenne satellitari molto più bassi di quelli di Starlink: 500 dollari contro 2500, riporta Business Insider, che non ha ottenuto spiegazioni da Amazon su come ciò sia possibile. Il progetto di Kuiper prevede una rete di 3200 satelliti e, tramite la società Blue Origin di proprietà dello stesso Bezos e quelle controllate da Boing e Airbus si è già assicurato la capacità di lancio necessaria. Al lancio commerciale non mancherebbe molto, secondo la testata statunitense,