Sequestrata una galleria d’arte ad Amsterdam

Narcotraffico, riciclaggio e opere d’arte.31 arresti, coinvolto Alberto Genovese

Un’organizzazione ben strutturata, con a capo "importantissimo broker di stupefacenti internazionale" e la passione per l'arte

Narcotraffico, riciclaggio e opere d’arte.31 arresti, coinvolto Alberto Genovese
Ansa
Un fermo immagine della polizia di Milano

Nel 2019 la Squadra Mobile di Milano più che un vaso di Pandora di trova davanti ad un sistema di scatole cinesi dai risvolti sempre più inaspettati e dove i dattagli erano studiati al dettaglio.  Il primo passo porta ad una cellula di trafficanti milanesi. A capo due imprenditori nel campo della ristorazione. Da lì seguendo movimenti, ma soprattutto i soldi e un fiume di droga si arriva a un importante broker internazionale della droga, dalla cocaina all’hashish, con collegamenti diretti con referenti sul territorio italiano della criminalità organizzata in campana, pugliese e albanese. Ma è solo l’inizio per la caratura dei personaggi sulla scena.  Andrea Deiana, secondo l’accusa, è "importantissimo broker di stupefacenti internazionale, in grado di organizzare forniture per centinaia di chili". Non solo perché in questa inchiesta narcotraffico e opere d’arte vanno a braccetto. 

Il sistema delle scatole cinesi porta alla galleria d'arte moderna ad Amsterdam, ora sequestrata, che è considerata, secondo le indagini, il luogo per riciclare parte dei proventi del narcotraffico accumulati dal broker, che vive nei Paese Bassi, attraverso fittizie vendite di opere di famosi esponenti del mondo della street art. Ad attirare l’attenzione sull’imprenditore d'arte il fatto che come persona “priva di utili redditi dichiarati in Italia, nel 2018 abbia dal nulla, avviato la galleria d'arte, piuttosto per le opere e gli artisti da lui trattati". Nelle quasi 900 pagine dell'ordinanza vengono riportati i colloqui via chat tra gli indagati e si spiega che gli "attori protagonisti di questa storia criminale" sceglievano i "nickname dei telefoni criptati in base alle proprie passioni o orientamenti politici". Da una delle chat del giugno 2020, tra l'altro, riassume il gip, emerge che al presunto broker del narcotraffico era "venuto in mente di utilizzare l'attività" di un'altra persona "per bonificare 20mila euro" e una "scusa per giustificare quella movimentazione era da ricondurre all'acquisto di un quadro di Banksy". Il gip rileva anche che Deiana ha "rapporti, costanti, con ambienti della malavita locale ed internazionale" e "connessioni con il mondo della criminalità organizzata campana". In una chat diceva: "Ho un accordo con amici a Napoli e si offendono se mi metto a lavorare con altri con coca".

Il broker risultava, si legge nell’ordinanza, "co-titolare della galleria d'arte moderna ad Amsterdam" come "mercante d'arte specializzato nelle opere dell'artista contemporaneo Bansky, probabilmente più famoso e nello stesso tempo più enigmatico del pianeta" di cui nelle chat intercettate utilizzava pure il "nickname". Andrea Deiana viene descritto “come un broker internazionale di elevato spessore criminale in stabile contatto sia con i narcos sudamericani sia con uno dei più importanti trafficanti di droga al mondo, Imperiale Raffaele", estradato in Italia lo scorso marzo dagli Emirati Arabi dopo una latitanza 'dorata' a Dubai.  Imperiale, ritenuto vicino al clan camorristico degli Scissionisti e anche lui un appassionato dell'arte, tanto da essere ribattezzato il 'boss dei Van Gogh' per avere acquistato, custodito e poi fatto anche ritrovare due preziosissime tele del celebre pittore fiammingo che erano state trafugate dal museo di Amsterdam nel 2002. Tra l'altro, come emerge dall'ordinanza, lo stesso Deiana in alcune chat racconta "di aver fornito un importante supporto alla latitanza di Imperiale". E scriveva nell'agosto del 2020: "Quando mio amico era in Europa era latitante e stava sempre con me vivevamo stessa casa". 

Nell’inchiesta c’è anche l'imprenditore del web Alberto Genovese, già a processo per violenze sessuali con uso di droghe su due modelle e arrestato nel 2020. L'ex fondatore di start up, come si legge nell'ordinanza, avrebbe acquistato nel novembre 2019 da 2 indagati 100 grammi "di sostanza stupefacente del tipo Ketamina o cocaina" da "ritenersi destinata alla successiva vendita o cessione". Droga che gli sarebbe stata assegnata in piazza Beltrade dove c'era la sua 'Terrazza Sentimento'.

La Polizia di Stato ha eseguito ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 31 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga e con forti legami con trafficanti sudamericani, latitanti ed esponenti di spicco della criminalità organizzata. 50 le perquisizioni in molte regioni italiane Piemonte, Toscana, Lazio, Campania e Puglia e poi Olanda, Spagna e Lituania. Lituania, Spagna, Olanda e Lombardia. Sequestrati conti correnti di due aziende di logistica e trasporti a Pero, in provincia di Milano e Como. 50 le perquisizioni, tra queste un circolo a Cologno Monzese, alle porte di Milano riconducibile a un noto gruppo di motociclisti. Dalle indagini sarebbe emerso che due componenti sarebbero coinvolti per far arrivare in Italia una grande quantità di hashish.