Spettacolo

Romaeuropa Festival, da tutto il mondo nel segno della pace e della sostenibilità

Dall’8 settembre al 20 novembre la Capitale ospita la 37ma edizione della rassegna. Grandi numeri per le centinaia di protagonisti che propongono musica, danza, performance e tutto quanto fa arte

Romaeuropa Festival, da tutto il mondo nel segno della pace e della sostenibilità
(ostampa)
Berliner

Provengono dai cinque continenti le artiste e gli artisti (oltre 400) che animeranno il Romaeuropa Festival 2022 con un programma di musica, teatro, danza, nuovo circo, arti digitale e creazione per l’infanzia articolato in 74 giorni di programmazione con 80 spettacoli e 155 repliche in 18 spazi di Roma. E in questa 37ma edizione sarà un invito a immaginare il futuro l’inaugurazione che l’8 e il 9 settembre porterà il festival en plein air nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” insieme all’ICK Dans Amsterdam diretto da Emio Greco e Pieter C. Scholten per presentare il loro evento/manifesto We Want It All: un festival condensato in un’unica pièce in cui si mescolano atmosfere rock e pop, virtuosismo e classicità e che, al fianco delle danzatrici e dei danzatori della compagnia, vedrà protagonisti gli interpreti della formazione junior ICK-Next per aprirsi a nuovi tempi, trovare nuove prospettive, vedere nella fine il preludio ad un nuovo inizio.

Un “fare festival” che vuol significare riaffermare l’energia infrangibile dello spettacolo, la vocazione umanitaria dell’arte, quella trasmissione libera di idee, visioni e passioni che è risveglio dei valori su cui si fonda il dialogo culturale oggi minacciato dalla violenza, come hanno sottolineato il Presidente Guido Fabiani e il Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi alla presentazione

Dall’8 settembre al 20 novembre la Capitale sarà teatro di una kermesse articolata in una serie infinita di proposte. Così l’iconica Berliner Ensemble, fondata da Bertolt Brecht, arriva a Roma diretta da Barrie Kosky, tra i massimi registi teatrali e d’opera viventi, per presentare un nuovo allestimento de L’Opera da tre soldi (il celebre “spettacolo con musica” che debuttò nel 1928) restituendo centralità alle memorabili composizioni di Kurt Weill. L’ensemble ICTUS, tra le più prestigiose formazioni belghe, nella serata conclusiva del festival (in corealizzazione con Musica per Roma), esegue integralmente, insieme a Collegium Vocale Gent e alla voce narrante di Suzanne Vega, il capolavoro di Philip Glass Einstein On The Beach mentre il compositore e regista tedesco Heiner Goebbels si confronta con i testi di uno dei più grandi talenti-outsider dell’arte europea del XX secolo, Henri Michaux.

E poi le nuove proposte della scena nazionale con Anni Luce, la sezione che scommette sul sostegno alla creatività under30 e alle creazioni della scena teatrale italiana. È fotografia di un movimento che attraversa l’Europa facendone danzare le identità, Dancing Days, la sezione che raccoglie alcune delle più sorprendenti creazioni della scena coreografica europea disegnando network sul territorio nazionale e internazionale. Dedicato ad artiste e artisti sotto i 36 anni residenti stabilmente all’estero il concorso-premio Vivo d’Arte, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e volto alla selezione di opere originali di creazione contemporanea sviluppate nelle discipline del teatro, della danza e della musica che abbiano a cuore il tema della contaminazione e dell’incontro con la cultura del paese di residenza, mentre completa questo sguardo verso la scena del futuro Residenze Digitali, la rete per il sostegno alla creatività digitale,  di cui Romaeuropa è partner da quest’anno, che ha selezionato sei differenti progetti per un percorso volto all’esplorazione delle performing arts in rete e che, nell’ambito della sezione Digitalive del REF, presenterà il percorso nel “metaverso” dell’artista Kamilia Kard.

Spazio alla musica “colta” con Ólafur Arnalds, Ben Frost, Ryoji Ikeda, Dream House Quartet - la crew costituita dalle pianiste Katia e Marielle Labéque, Bryce Dessner e David Chalmin -, Piotr Orzechowski aka Pianohooligan, Fabrizio Ottaviucci Paola Prestini, Jeffrey Zeigler, Hanna Hartman e Dafne Narvaez.

L’incontro tra linguaggi è anima anche della sezione Digitalive, dedicata all’indagine delle culture digitali, delle sonorità sperimentali ed elettroniche e di quei formati performativi che stanno ridefinendo il concetto stesso di live musicale. Alla sezione LineUp! il compito di esplorare, con uno sguardo volto alla parità di genere e all’inclusività, le nuove sonorità pop e urban nella musica italiana insieme alle identità e alle narrazioni da essa veicolate. Si strutturano come veri e propri dialoghi anche gli incontri de Le Parole delle Canzoni, il format ideato e presentato da Treccani che pone a confronto musiciste e musicisti con scrittrici e scrittori per dare vita a conversazioni intorno alla pratica della scrittura nell’ambito della scena cantautoriale e pop italiana.

 Sostenibilità e solidarietà, sono, dunque, le parole chiave che Romaeuropa sceglie di porre al centro di questa 37ma edizione. Nata all’insegna dell’impegno per il dialogo, l’accoglienza e supporto a chi nel mondo fugge da guerre, persecuzioni e violenze, una nuova collaborazione costruita con l’Agenzia ONU per i Rifugiati inaugura un percorso che si sostanzierà in un contributo filantropico a sostegno di UNHCR in Ucrania e in un calendario di attività condivise.

Con i suoi canali dedicati alla cultura, all’approfondimento e allo spettacolo, RAI è Main Media Partner del Romaeuropa Festival 2022.