Altissima tensione in Sri Lanka

Sri Lanka: colpi d'arma da fuoco sparati dalla residenza del premier assediata dai manifestanti

Giorni di grande caos, il premier Mahinda Rajapaksa si è dimesso. Nel Paese senza governo la spirale di violenza ha condotto oggi a un bilancio di 5 morti tra cui un politico suicidatosi circondato dalla folla e 150 feriti

Sri Lanka: colpi d'arma da fuoco sparati dalla residenza del premier assediata dai manifestanti
AP Photo/Eranga Jayawardena
Grande caos in Sri Lanka. Poteva essere la vittoria pacifica di un popolo che, per un lungo mese, ha protestato senza violenza, chiedendo le dimissioni del Premier e del Presidente dello Sri Lanka, accusati di avere portato il Paese alla bancarotta. A dimissioni arrivate è invece scattata nelle stesse ore una spirale di violenza che rischia di aggravare una situazione già molto compromessa.

Ancora alta tensione nello Sri Lanka. Colpi d'arma da fuoco sono stati sparati dall'interno della residenza del premier cingalese, assediata da migliaia di manifestanti. Lo ha riferito l'Afp, aggiungendo che la polizia ha anche sparato gas lacrimogeni per far allontanare la folla, ma tra i manifestanti alcuni hanno violato il cancello principale e dato alle fiamme un camion parcheggiato.

Fonti della polizia hanno confermato gli spari precisando che sono stati esplosi in aria per impedire alla gente di sfondare la rete di sicurezza dove si trova il premier Mahinda Rajapaksa che ha dato le dimissioni nel pomeriggio alla luce degli scontri avvenuti a Colombo durante manifestazioni anti-governative. I manifestanti radunatisi davanti alla residenza dell'ex premier, a inizio giornata era stati a loro volta attaccati dalle forze fedeli al premier uscente. 

 

Sri Lanka tensioni fuori dall'ufficio del presidente a Colombo AP Photo/Eranga Jayawardena
Sri Lanka tensioni fuori dall'ufficio del presidente a Colombo

Sono giorni di grande caos in Sri Lanka. Poteva essere la vittoria pacifica di un popolo che, per un lungo mese, ha protestato senza violenza, chiedendo le dimissioni del Premier e del Presidente dello Sri Lanka, accusati di avere portato il Paese alla bancarotta. A dimissioni arrivate è invece scattata nelle stesse ore una spirale di violenza che rischia di aggravare una situazione già molto compromessa.

Nel Paese ormai senza governo i 22 milioni di abitanti da settimane non riescono a procurarsi cibo e generi di prima necessità. Tutti i poteri sono adesso nelle mani del Presidente Gotabaya Rajapaksa, fratello del premier dimissionario. Oggi l'isola ha visto ovunque pesanti disordini e incendi a ogni angolo di strada: il bilancio della giornata, secondo l'ultimo conteggio della polizia, è di cinque morti, tra cui un politico che si è suicidato mentre era circondato dalla folla, e almeno 150 feriti.

 

Difficile prevedere gli sviluppi politici. In aprile il governo ha ammesso di non poter ripagare il debito estero, pari a 52 milioni di dollari, e ha dichiarato un default tecnico con l'Fmi che ha posto condizioni molto rigide per una iuto finanziario con una crisi umanitaria alle porte mentre la popolazione è esasperata, contro tutti.

Sajith Premadasa, il leader dell'opposizione, si è dichiarato disposto a mettersi al servizio e a formare un nuovo governo. Ma lui stesso, è stato travolto da una folla antisistema che ha circondato la sua auto e lo ha costretto a fuggire. Nonostante il coprifuoco, in serata varie residenze di politici sono state prese d'assalto, mentre le forze di sicurezza hanno dovuto difendere da un attacco anche Temple Tree, la residenza del primo ministro.