Sono 68 i casi confermati nell'Unione Europea

Vaiolo scimmie, circolare del ministero della Salute: "Valutare vaccinazione a operatori sanitari"

Nel documento si precisa che in alcuni casi potrebbe essere richiesta la quarantena. E' inoltre considerato alto il rischio di trasmissione per via sessuale

Vaiolo scimmie, circolare del ministero della Salute: "Valutare vaccinazione a operatori sanitari"
Ansa
Reazione cutanea del vaiolo delle scimmie

Prova a fare chiarezza sulle infezioni da virus del vaiolo il ministero della Salute. È stata, infatti, emanata una circolare dà indicazioni su segnalazione, tracciamento dei contatti e gestione dei casi di monkeypox.

Ipotesi vaccinazione per gli operatori sanitari 

Nello specifico “la vaccinazione post-esposizione, idealmente entro 4 giorni dall’esposizione” al virus del vaiolo delle scimmie “può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici”.

L'utilizzo di farmaci antivirali

“L’adozione di contromisure di tipo medico farmacologico, inclusi specifici antivirali - si spiega - può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole, in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse”.

La diffusione del virus nei Paesi dell'Unione Europea

Dalla circolare emerge che al momento sono 68 i casi confermati di vaiolo delle scimmie registrati in Stati membri dell’Unione Europea e almeno 42 casi in fase di indagine. Al 23 maggio non si sono registrati casi di decesso.

L'ipotesi di quarantena

Per quanto riguarda la disposizione di eventuali periodi di isolamento, la circolare precisa che “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”. 

Stop alle donazioni di sangue per i contatti asintomatici

La circolare indica, poi, che i contatti asintomatici “non devono donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono sotto sorveglianza”. 

Specifica, inoltre, che i contatti “devono essere monitorati almeno quotidianamente per l’insorgenza di segni/sintomi per un periodo di 21 giorni dall’ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo. I sintomi includono mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, eruzione cutanea e linfoadenopatia”.

Durante i 21 giorni di sorveglianza i contatti di caso monkeypox “devono evitare contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni”. 

Il tracciamento dei contatti 

Il tracciamento dei contatti, si sottolinea inoltre nella circolare, “permette la rapida identificazione di nuovi casi, di interrompere la trasmissione del virus e contenere l’epidemia. Permette inoltre di identificare precocemente e gestire eventuali contatti a rischio più elevato di sviluppare una malattia grave”. 

Nella ricerca dei contatti, si precisa, “vanno considerati diversi contesti, tra cui famiglia, posto di lavoro, scuola/asilo nido, contatti sessuali, assistenza sanitaria, trasporti, sport, incontri sociali e qualsiasi altra interazione ricordata. Gli elenchi delle presenze, le liste passeggeri, ecc. possono essere ulteriormente utilizzati per identificare i contatti”.

Considerato alto il rischio di trasmissione da sesso

Data la possibile trasmissione interumana del vaiolo delle scimmie “anche in assenza di viaggi in zone endemiche, si considera che la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso un contatto stretto, ad esempio durante le attività sessuali, è considerata alta. La probabilità di trasmissione tra individui senza contatto stretto è considerata bassa”. 

La circolare sottolinea che “nell'attuale focolaio di Mpx umano, la natura delle lesioni presenti in alcuni casi suggerisce che la trasmissione sia avvenuta durante i rapporti sessuali. La trasmissione attraverso il contatto con la pelle intatta è meno probabile, ma non può essere esclusa”.   

Come avviene il contagio 

La trasmissione interumana, ricorda la circolare, “avviene attraverso il contatto stretto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee di una persona infetta, nonché attraverso droplet in caso di contatto prolungato faccia a faccia e attraverso fomiti. Inoltre, il virus può essere trasmesso per contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta, il contatto di mucose o cute non intatta con lesioni esantematiche aperte o con oggetti contaminati come fomiti o indumenti”. 

Possibile trasmissione del virus ad animali da compagnia

Per quanto riguarda la trasmissibilità del virus agli animali domestici “attualmente, si conosce poco sull’idoneità delle specie animali europee peri-domestiche (mammiferi) a fungere da ospite per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia, si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell’uomo, e la trasmissione dall’uomo agli animali (da compagnia) è quindi teoricamente possibile”. 

“Un tale evento di spill-over - si sottolinea nella circolare - potrebbe in ultima analisi portare il virus a stabilirsi nella fauna selvatica europea e la malattia a diventare una zoonosi endemica”.