Il retroscena della guerra

Agenti delle forze speciali ucraine raccontano a The Times delle operazioni di sabotaggio in Russia

Il battaglione "Sciamano" opera in clandestinità. Dall'inizio della guerra in Ucraina, esplosioni e incendi si sono verificati sulle infrastrutture delle città russe a ridosso del confine ucraino

Agenti delle forze speciali ucraine raccontano a The Times delle operazioni di sabotaggio in Russia
Times
L'agente delle forze speciali ucraine "sergente Bello"

Le forze speciali ucraine hanno ammesso per la prima volta di aver condotto operazioni speciali e di sabotaggio sul territorio della Russia.

In un’intervista concessa al londinese The Times i due militari delle forze speciali ucraine appartenenti al battaglione “Sciamano”, il decimo distaccamento delle Forze Armate ucraine, identificati con i nomi di battaglia in codice “22” e “Bello” hanno rivelato alcuni particolari delle incursioni in territorio russo. 

Il battaglione combatte contro i russi dal 2014. 

La missione del battaglione era quella di distruggere le infrastrutture critiche per lo svolgimento delle operazioni militari sul territorio della Russia. I combattenti sono stati trasportati nelle retrovie russe in elicotteri. Gli obiettivi esatti del distaccamento sono classificati, ma il Times ipotizza che le operazioni dell’unità militare ucraina nel territorio russo potrebbero essere associati ad attacchi alle raffinerie di petrolio e ai depositi di munizioni russi.

“Le missioni più interessanti sono dietro le linee nemiche: posare esplosivi dietro la prima linea, all'estero”, ha detto il “22”. Ha anche fornito dettagli del piano, che aveva lo scopo di seminare confusione e dissenso sul fronte interno, nelle retrovie russe, ma ha chiesto al Times di non rivelare dettagli.

“I russi non capiscono cosa sia successo e spesso non riescono a credere che fossimo stati laggiù”, ha aggiunto il “Bello”.

Il battaglione “Sciamano” ha partecipato a tutti i principali combattimenti nella battaglia per Kiev. I membri del distaccamento hanno combattuto all'aeroporto Antonov di Hostomel, dove una forza d'assalto di elicotteri russi ha cercato di proteggere per via aerea le rotte di rifornimento per le colonne corazzate russe. L'interlocutore descrive la prima ora della battaglia come un caos, mentre i militari ucraini cercavano di coordinare la difesa.

Poi, il battaglione “Sciamano” è stato trasferito nel villaggio di Moshchun, dove avrebbero dovuto impedire al nemico di forzare il fiume Irpen, aprendo la possibilità di un attacco a Kiev. Il gruppo d’assalto russo era molto più numeroso delle forze ucraine, quindi l'esercito ucraino ha teso un'imboscata e ha aspettato che le truppe russe fossero nel centro del villaggio per colpire da entrambi i fianchi.

La battaglia per il Donbass, dove la Russia ha concentrato le sue forze, ha causato gravi danni all'esercito ucraino: un ufficiale dei servizi segreti ha affermato che il livello delle perdite dell'Ucraina si sta avvicinando a quello della parte russa, anche se prima era molto più basso.

Dall'inizio della guerra in Ucraina, esplosioni e incendi si sono verificati sulle infrastrutture delle città russe a ridosso del confine ucraino. Ad aprile, dopo un'esplosione, il deposito petrolifero Transneft-Druzhba a Bryansk ha preso fuoco, così come un serbatoio di carburante diesel a Snezhetsky Val. Nello stesso mese è scoppiato un incendio in un deposito di petrolio a Belgorod, di proprietà di Rosneft. Il ministero della Difesa russo ha accusato l'Ucraina del sabotaggio, ma la parte ucraina non ha confermato né negato il coinvolgimento dei suoi servizi speciali.

A giugno è scoppiato un incendio presso la raffineria di petrolio di Novoshakhtinsk nella regione di Rostov, sono stati trovati frammenti di due droni nei pressi dell'impianto e il momento dell'attacco è stato ripreso in video.