Dal 2 al 31 luglio la 58ma edizione

Artisti internazionali e nuovi talenti al Festival Pontino di Musica

Oltre venti concerti nei luoghi più suggestivi della provincia di Latina. Una rassegna che spazia dal barocco al pop

Artisti internazionali e nuovi talenti al Festival Pontino di Musica
Ufficio Stampa Festival Pontino di Musica
Festival Pontino, foto di archivio

L’atmosfera medioevale del borgo e del Castello Caetani di Sermoneta, l’antico chiostro rinascimentale di Sant’Oliva a Cori, l’incanto dei Giardini di Ninfa e le architetture novecentesche di Latina. Il Festival Pontino di Musica, organizzato dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica di Latina, giunge alla sua 58ma edizione animando ancora una volta luoghi tra i più suggestivi del territorio pontino. Dal 2 al 31 luglio, con oltre venti concerti, solisti di fama internazionale, ensemble, formazioni cameristiche e giovanissimi talenti si alternano nel ricco calendario della rassegna, spaziando dalla musica antica e barocca ai giorni nostri, fino a originali incursioni nel pop.

L’inaugurazione di sabato 2 luglio sarà al Castello Caetani di Sermoneta con l’Ensemble Apollon che affronta due Quintetti per archi di Mozart. È il giovane Trio Eidos a esibirsi il 3 luglio a Sermoneta (musiche di Haydn, Beethoven e Martinů). Fra i grandi solisti di questa edizione il saxofonista francese Claude Delangle che, con la pianista Odile Catelin Delangle, propone il 9 luglio al Castello Caetani un programma che spazia dal Seicento alla musica d’oggi, con la prima italiana di La follia nueva del giapponese Ichiro Nodaïra.

Attenzione come sempre sarà data alla musica d’oggi con gli storici Incontri internazionali di musica contemporanea, quest’anno il 10 e 11 luglio, sempre al Castello di Sermoneta, occasione per ascoltare in due concerti le più interessanti composizioni del panorama musicale contemporaneo, molte in prima assoluta; ne sono interpreti il 10 luglio il Syntax Ensemble, diretto da Pasquale Corrado, con la voce di Valentina Corrado e l’11 la pianista Maria Grazia Bellocchio. 

Nello scenario dei Giardini di Ninfa il 13 luglio sarà protagonista l’ensemble di soli ottoni Tubilustrium diretto da Andrea Di Mario, in un concerto che fra brani originali, trascrizioni e arrangiamenti spazia dal Cinquecento ai giorni nostri. Il weekend del 16 e 17 luglio è all’insegna di due grandi solisti: al Castello Caetani il 16 il violoncellista Giovanni Gnocchi è impegnato nel suo primo concerto del ciclo “Intorno a Bach” dedicato all’esecuzione integrale delle Sei Suite per violoncello solo accostata a repertorio del Novecento. Il 17 al Teatro Ponchielli di Latina sarà la volta del pianista Andrea Lucchesini che propone due capisaldi della letteratura pianistica dell’Ottocento, la Fantasia op. 17 di Schumann e la Sonata in si minore di Liszt.

Il flautista Mario Caroli, accompagnato al pianoforte da Pietro Ceresini, il 23 luglio al Castello di Sermoneta propone un programma fra Ottocento e la musica d’oggi con la prima italiana di Empty Footprints di Ivan Vandor. Il giorno seguente al Teatro Ponchielli di Latina prosegue l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven, avviata lo scorso anno da Francesco D’Orazio e Giampaolo Nuti. Altro giovane talento è il violinista Paride Losacco, non ancora maggiorenne, nato a Bari, classe 2005, che debutta al Festival il 26 luglio al Circolo Cittadino di Latina accompagnato al pianoforte da Fiorella Sassanelli. Suggestivo il concerto di musica antica al Chiostro di Sant’Oliva a Cori il 28 luglio con la musica strumentale della Roma fra il Cinque e il Seicento degli autori più rappresentativi dell’epoca: Frescobaldi, Palestrina, de Rore e Fabrizio Caroso. A eseguirli Ariadna Quappe (cornetto e flauto dolce), Anaïs Lauwaert (viola da gamba) e Ana Marija Krajnc (cembalo).

Per l’ultimo weekend di Festival due appuntamenti ai Giardini del Comune di Latina. Il 30 luglio Marco Lo Russo sarà protagonista di una serata per sola fisarmonica fra brani originali e celebri trascrizioni di autori italiani in Made in Italy in concert, mentre il 31 luglio il Festival affida la chiusura a Isabella Paruzzo: accompagnandosi con il suo ukulele, l’11enne veronese, in concerto con il padre Roberto e la madre Susanne Satz, entrambi pianisti, propone insolite trascrizioni dal repertorio classico al pop, da Ravel ai Queen, da Piazzolla a Lucio Battisti e sue composizioni.