Regione di Kharkiv

Chi sono i combattenti volontari ucraini del gruppo Kraken

Decimato il reggimento Azov, ora sono loro a essere additati di simpatie neo-naziste e trattamenti inumani sui prigionieri: "Fake news e propaganda russa", assicurano agli inviati del Washington Post

Chi sono i combattenti volontari ucraini del gruppo Kraken
Kraken
Combattenti di Kraken al fronte

Il giorno che Putin iniziò l'invasione dell'Ucraina, lo scorso 24 febbraio, alcuni veterani del Battagione Azov ed ex ultrà del calcio fondarono un gruppo di combattenti volontari e scelsero il nome Kraken, quello di un mostro marino della mitologia norrena, simile a un calamaro gigante. A provare a capire chi sono e dove vengono è il Washington Post, in un approfondito reportage da Ruska Lozova .

I Kraken sarebbero circa 1800 e operano in una sorta di zona grigia: rispondono al ministero della Difesa di Kiev ma non sono ufficialmente parte delle forze armate. Il loro comandante è Konstantin Nemichev: figlio di un'insegnante e un elettricista, si candidò a sindaco di Kharkiv nei "National Corps", un partitino ultranazionalista di scarsissima fortuna elettorale che, almeno ufficialmente, rigettava le accuse di essere neonazista.

Nel gruppo, che nelle ultime settimane ha giocato un ruolo importante nel riportare sotto il controllo ucraino i villaggi a nord di Kharkiv, ci sono ex buttafuori e tifosi del Metalist Kharkiv, squadra che milita nella serie B del calcio ucraino, ma anche veterani del'esercito regolare e paramilitari che avevano combattuto in Donbass negli scorsi anni. 

Agli occhi degli inviati del Post, l'equipaggiamento dei Kraken è parso abbastanza fai-da-te: dalle tinte mimetiche fatte a mano, ai veicoli di battaglia che sono per lo più Suv, pick-up e quad.

Ora che, con la fine dell'assedio dell'acciaieria Azovstal di Mariupol, il reggimento Azov è stato decimato, i Kraken sono diventati il più noto gruppo di volontari ucraino, nonché il più controverso, additato da più parti di aver reclutato combattenti da formazioni di estrema destra: un'accusa che i soldati respingono come propaganda russa. Sebbene i comandanti riconoscano che ci siano soldati di estrema destra tra i loro ranghi, affermano che sono solo una parte minoritaria. 

A fine marzo un fact-checking della Bbc ha indagato, senza giungere a conclusioni certe, su un loro possibile coinvolgimento in violenze su prigionieri russi. I vertici del gruppo hanno bollato le accuse come "fake news" e assicurato di trattare con umanità i nemici catturati.