I dati Gimbe

Covid, “impennata di nuovi casi, aumentano ricoveri e decessi"

Il presidente della Fondazione Gimbe, Cartabellotta: “Fondamentale usare la mascherina in questa fase. Inaccettabile che la somministrazione delle quarte dosi per i pazienti vulnerabili rimanga al palo”

Covid, “impennata di nuovi casi, aumentano ricoveri e decessi"
Un reparto Covid

La corsa del virus non si arresta, in 7 giorni, l’impennata dei casi Covid è stata del 50,4%. A certificarlo è la Fondazione Gimbe nel suo nuovo monitoraggio. 

Dal 22 al 28 giugno Gimbe mostra una circolazione virale in forte ascesa. Continuano ad aumentare anche i ricoveri ordinari (+25,7%) e le terapie intensive (+15%). Tornano a crescere anche i decessi (+16,3%). 

"Prosegue l'impennata dei nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - che si attestano intorno a 384 mila, con una media mobile a sette giorni che sfiora quota 55 mila casi al giorno". 

Trend settimanale dei nuovi casi (GIMBE)
Trend settimanale dei nuovi casi

Nella settimana 22-28 giugno tutte le Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 27,7% della Lombardia all'80,2% del Molise. Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +12,2% di Sondrio al +102,5% di Asti). In 75 Province l'incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti.

"Per arginare la circolazione virale fondamentale indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all'aperto" e "in questa fase di netto aumento della circolazione virale è inaccettabile che la somministrazione delle quarte dosi per i pazienti vulnerabili rimanga al palo, peraltro con rilevanti diseguaglianze regionali", continua Cartabellotta.

"Il calo della copertura vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni dalla terza dose, l'incremento della mortalità negli over 80 e il consolidamento delle evidenze scientifiche sull'efficacia della quarta dose nel ridurla impongono di accelerare ora la copertura con la quarta dose in tutti i pazienti inseriti nella platea", aggiunge. Infatti, ricorda Gimbe, i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) dimostrano che il tasso di mortalità per 100.000 abitanti scende dal 2,14 nei non vaccinati a 0,40 nei vaccinati con il ciclo primario, a 0,29 ai vaccinati con 3 dosi e a 0,03 nelle persone che hanno effettuato la quarta dose: in altri termini il rischio di mortalità rispetto ai non vaccinati si riduce dell'86% in chi ha effettuato 3 dosi e del 99% in chi ha ricevuto la quarta dose." 

“La progressiva diffusione delle varianti BA.4 e BA.5 - conclude Cartabellotta - unitamente al calo di attenzione generale e all'abolizione dell'obbligo delle mascherine in tutti i luoghi al chiuso hanno determinato un netto aumento della circolazione virale con effetti già evidenti anche sugli ospedali”. 

Situazione negli ospedali

Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – continuano ad aumentare i ricoveri sia in area medica (+25,7%) che in terapia intensiva (+15%)". In area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 237 il 28 giugno; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l’11 giugno, sono risaliti a quota 6.035 il 28 giugno. Al 28 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 9,4% in area medica (dal 4,7% del Piemonte al 22,1% dell’Umbria) e del 2,6% in area critica (dallo 0% di Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta al 5,4% del Lazio). "In lieve aumento gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 23 della settimana precedente".

Innanzitutto il numero dei positivi (oltre 770 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile prevedere l'entità di questa risalita dei casi che avrà un proporzionale impatto sugli ospedali; infine, lo stallo della campagna vaccinale ha generato una popolazione attualmente suscettibile all'infezione molto estesa: 4,05 milioni di non vaccinati, 5,54 milioni senza terza dose e 3,99 milioni di persone vulnerabili senza quarta dose".

 

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