L'allarme

Da nord a sud, la fotografia dell'Italia che ha sete tra siccità e pioggia che non arriva

La Puglia ha il primato della regione dove è caduta meno acqua e le previsioni non sono rosee. Emergenza in Piemonte e Veneto, anche il Lazio inizia a subire le conseguenze di una siccità che ha superato tutti i record

Da nord a sud, la fotografia dell'Italia che ha sete tra siccità e pioggia che non arriva
(Pixabay)
spaccature nel terreno a causa della siccità

In Piemonte le acque del Po non sono mai state così basse da 70 anni, in Valle d’Aosta i livelli così scarsi del manto nevoso non si vedevano dal 2002, la Puglia è la Regione dove piove meno. Quello della mancanza di acqua è un problema che sta colpendo da mesi il nostro Paese da nord a sud

"Se vogliamo affrontare il problema siccità, ormai diventato un fenomeno strutturale e non più solo emergenziale, dobbiamo ottimizzare al meglio le risorse idriche a disposizione, mettendo in discussione come e per quali scopi utilizziamo questo bene sempre più scarso e dobbiamo accelerare nella lotta alla crisi climatica in corso" ha affermato Simona Savini della campagna agricoltura di Greenpeace Italia. "Sono a rischio soprattutto colture come mais e soia, la cui reperibilità sul mercato è già complicata a causa della guerra in Ucraina- continua Savini - c'è dunque bisogno di ripensare il sistema degli allevamenti intensivi che, oltre ad avere impatti importanti sul clima del Pianeta, consuma oltre un terzo di tutta l'acqua usata dal settore agricolo, anche per le grandi estensioni di terreni irrigui dedicati alla produzione di mangimi".

Resta il Piemonte la regione più colpita. Qui ormai l’acqua è razionata in più di 200 comuni e gli invasi segnano una riduzione che in media viaggia tra il 40 e il 50%: è il minimo storico. Le acque del Po non sono mai state così basse da 70 anni a questa parte. A Cuneo, per precauzione, sono state chiuse le fontane pubbliche

Il nostro Paese sta vivendo una situazione senza precedenti. "La situazione è drammatica: io non faccio parte di quelli che dicono che non ha mai fatto tanto caldo come quest'anno, perchè la storia ci dice che il 2003 è stata un'annata simile e anche nel 2017 se non sbaglio. La verità è che adesso siamo in difficoltà" ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia osservando che il riconoscimento dello stato d'emergenza "ci aiuterebbe dal punto di vista formale a dare una mano a chi sta subendo danni. Penso al mondo dell'agricoltura, che è in non poca difficoltà". 

Il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, con decreto immediatamente esecutivo, corre ai ripari per l’emergenza siccità: la regione entra in stato di sofferenza idrica. Il testo impone alcune misure per mitigare l’impatto sulle scorte d’acqua: taglio dei rilasci obbligatori verso valle "per venire incontro alle esigenze irrigue dell'agricoltura" e una limitazione della risorsa idrica per uso domestico.

"Stiamo cercando di ottenere i rilasci mirati a salvare il raccolto in agricoltura e stiamo continuando a monitorare la situazione" sottolinea il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, "ha detto che dobbiamo monitorare le condizioni: se si superano certi parametri, si entra automaticamente in emergenza - ha spiegato il governatore - noi non facciamo altro che mandare i nostri dati in modo che si stabilisca se rientriamo o meno in emergenza". Il presidente ha aggiunto che "stiamo tenendo un rapporto continuo e costante con coloro che gestiscono i bacini idroelettrici che, con il confermato rilascio di 4 milioni dimetri cubi nel lago di Como e 1 milione di metri cubi nel lago di Iseo, consentono di dare un po' di respiro all'agricoltura".

Nel Lazio è stato dichiarato lo stato di calamità naturale. La provincia di Viterbo è quella che soffre di più. La portata del Lago di Bracciano è a -107 cm, continua a calare quella del Tevere.

Più a Nord, il problema coinvolge anche nevi e ghiacciai. L’acqua conservata nel manto nevoso della Valle D’Aosta cala del 40-50% sulla media storica, raggiungendo livelli pessimi che non si vedevano dal 2002. La portata della Dora Baltea, comparata con il 2021, è praticamente dimezzata: i metri cubi al secondo adesso sono 135, un anno fa erano 243.

In Puglia è scattata la fase di pre-allarme. La regione, secondo Coldiretti Puglia, conquista un “triste primato”: è quella “dove piove meno”, sulla base del rapporto dell’Ispra e del sistema nazionale per la protezione dell'ambiente. Preoccupano i danni all’agricoltura. Negli invasi artificiali per l'assenza di piogge "mancano 71 milioni di metri cubi d'acqua rispetto alla capacità", secondo i dati dell'Osservatorio Anbi nazionale.

"Con la morsa della siccità che non si allenta, mentre crescono esponenzialmente i danni alle colture e le misure di restrizione sull'uso dell'acqua, occorre accelerare sulla dichiarazione dello stato di emergenza nei territori più colpiti ma anche e soprattutto sulla realizzazione di un piano per i bacini di accumulo, poiché solo in questo modo riusciremo a garantirci stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie". A chiederlo è il presidente della Coldiretti Ettore Prandini dopo l'annuncio della decisione di istituire un coordinamento tra i Ministeri e la Protezione Civile per fronteggiare l'allarme siccità su più fronti, infrastrutturale, competenze regionali, eventuali ristori. La situazione nei territori e le previsioni meteo per i prossimi giorni rendono sempre più evidente l'urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi. Nei campi il conto dei danni della siccità è salito a 3 miliardi di euro, secondo una stima Coldiretti, con i raccolti bruciati sui terreni senz'acqua mentre esplodono i costi per le irrigazioni di soccorso per salvare le piantine assetate e per l'acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo. 

Occhi puntati anche sull’Emilia-Romagna, dove negli scorsi giorni sono arrivati i primi stop per la produzione idroelettrica. In attesa delle piogge – qui le precipitazioni sono il 62% sotto la media – si invitano tutti i Comuni a lavorare a ordinanze per il risparmio idrico e vietare gli usi d’acqua non indispensabili. Preoccupazione per la risalita del cuneo salino, ora a 21 chilometri

“Siamo molto preoccupati per Orbetello. È giusto che la Regione abbia convocato con urgenza il tavolo tecnico per valutare lo stato di salute della laguna, è un caso nazionale" ha affermato il vicepresidente Fedagripesca Confcooperative Toscana Andrea Bartoli in riferimento allo stato preoccupante in cui versa la laguna di Orbetello. ''La temperatura elevata delle acque è pari a 28 gradi, cinque gradi superiore a quella del mare e c'è una bassa ossigenazione- ha aggiunto Bartoli -. I danni per la pesca sono pesanti, così come per l'ambiente''.